150m
Dal posteggio di Balziglia, si torna indietro al ponte e si sale tra le case in pietra del versante sud (ottima fontana) percorrendo un vicolo selciato. Sopra l’ultima casa inizia a il sentiero, che a sinistra si inoltra verso il lungo vallone del Pis. L’andamento è di salita molto dolce, si tocca rapidamente il borgo diroccato di Clot del Mian e dopo una breve fascia boscosa ci si addentra nel vallone, con alla testata la bellissima Cascata del Pis, e sulla sinistra si staglia già la mole della nostra meta.
Con percorso a serpentine su mulattiera pietrosa si supera un primo scalino roccioso da cui il tracciato continua a tornanti tra i prati, compiendo poi un lunghissimo diagonale verso destra portandosi nei pressi delle Bergeriae Lauson (2000 m circa, leggermente nascoste sotto un dosso erboso). Dopo una brusca svolta a sinistra, si ritorna verso ovest con un altro lungo tratto in leggera salita per portarsi al di sopra della barriera rocciosa che sostiene la cascata del Pis.
Giunti nei pressi di un torrentello che deriva da una curiosa sorgente ai piedi del Bric Rosso, segue un tratto più ripido e si sbuca nel vasto altopiano pascolivo superiore
Si abbandona subito la mulattiera diretta al Colle dell’Albergian, e si scende brevemente alle bergerie del Valloncrò 2163 m attraversando il torrente tramite un bel ponte in legno. Non ci sono nè indicazioni nè segnavia per arrivare alle baite, che inizialmente non si vedono. Conviene passare in un pianoro con dei ruderi al di sotto di una paretina rocciosa, e da qui per un pendio erboso si scende comodamente alle baite ora visibili.
A questo punto, si sale a monte delle baite portandosi su di un costone erboso rivolto ad est, al di sotto di un cucuzzolo. Si traversa con semplicità questo pendio, portandosi ad una strettoia del valloncello che proviene dalla conca sottostante (Truc delle Tampe), proprio ai piedi della parete nord-ovest del Pelvo. Si sale un comodo canaletto di erba e pietrame che dà accesso ad un ripiano erboso, dal quale si apre la vista sul successivo pendio di salita sulla sinistra. Su terreno inizialmente erboso, poi detritico, si sale puntando ad una modesta barra rocciosa al centro del pendio, qui compare anche un sentiero abbastanza marcato, alcuni ometti, ed in seguito anche tacche di vernice rossa.
Prestare attenzione perchè questa zona è solitamente molto frequentata da stambecchi, che se sulle barre rocciose sovrastanti, potrebbero scaricare pietre (casco consigliabile). Seguendo la traccia ci si porta sotto una barra rocciosa grigia che si costeggia da sinistra a destra, per poi rimontarla con andamento inverso; poco sopra si accede ad una conca con dei grossi massi rossastri, ci si passa comodamente in mezzo e improvvisamente si accede ad una vasta conca di erba e terra proprio ai piedi del versante (sud) di salita al Pelvo, a circa 2600 m. A inizio stagione potrebbe esserci un laghetto.
A questo punto si il ripido pendio detritico, inizialmente abbastanza agevole costituito da erba e roccette, poi si riduce ad una serie di poco accentuati canalini franosi che permettono di accedere alla parte superiore del pendio. Si può scegliere quale dei vari canalini salire, quello più verso destra è forse meno pendente ma su terreno peggiore, mentre gli altri a sinistra sono più appigliati grazie a delle paretine rocciose, tuttavia il fondo dove si mettono i piedi è spesso poco stabile. Non ci sono comunque passaggi problematici e rischiosi. Usciti dai canalini la pendenza diminuisce un po’ e si accede al brevissimo pendio poco a destra della cima, che si raggiunge comodamente sulla sinistra.
La discesa avviene dal percorso di salita (soluzione più breve e rapida), oppure per chi volesse compiere un giro un po’ più ampio, una volta tornati alla conca a 2600 m, si sale nella valletta erbosa a sinistra verso le miniere ed i Laghi del Beth, anche in assenza di sentiero il percorso risulta logico aggirando il dosso che si ha di fronte. Dai laghi si raggiunge il colle del Beth 2785 m, da cui seguendo il sentiero ben marcato, anche se poco frequentato si ridiscende verso il Vallone del Pis. Trattandosi di un tracciato militare la discesa è molto dolce, dapprima in un bel pendio erboso, poi per detriti con qualche breve saliscendi in direzione nord-ovest, fino a confluire con il sentiero proveniente dal Colle Arcano. Da qui, si scende (breve tratto che richiede un po’ di cautela) a destra dapprima su detriti poi per pendii erbosi (il sentiero è segnato ma spesso poco evidente), fino a raggiungere il fondo del vallone dove si incontra il torrente Germanasca. Qui una bella mulattiera inerbita porta rapidamente al sentiero GTA proveniente dal Colle dell’Albergian, che andrà seguito in discesa verso Balziglia.
- Cartografia:
- IGC n.1, 1:50000 - Valli di Susa, Chisone e Germanasca
- Bibliografia:
- Avondo, Centosentieri Valli Chisone e Germanasca, ed. Arciere
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