- Accesso stradale
- strada un po' stretta nel finale, comodo posteggio
Salita varia e mai monotona, e non eccessivamente lunga, suddivisibile in due parti: la prima il dolce vallone da percorrere in lieve salita fino al termine poi con la comoda mulattiera per le Bergerie Lauson (presenti mucche e molte pecore nella zona del lago del Vallone), che sale mai faticosamente, e infine l’arrivo alle amene baite di Valloncrò, dove alcune famiglie stavano villeggiando con i bimbi (posto davvero caratteristico). Da qui in poi i sentieri svaniscono ma non posso dire di aver camminato male, prima un traverso erboso per portarmi nel valloncello sotto il Pelvo, poi una china di erba e poi detritica dove tra l’altro spunta una traccia ben marcata. Qui il problema maggiore è stato far spostare una colonia enorme di stambecchi (contati 80) possibilmente non sopra la mia testa ma lateralmente. Obiettivo raggiunto, anche se i maschi che evidentemente non avevano null’altro da fare, sono passati sulle balze sovrastanti con estrema calma uno alla volta…). Ripreso il sentiero una breve barriera rocciosa si supera comodamente seguendo anche alcuni vecchi segni rossi, prima di accedere all’ampia ed inaspettata conca superiore, alla base del versante di salita.
Ho proseguito in diagonale ascendente su erba per portarmi alla base del versante detritico, su terreno tutto sommato comodo, fino all’imbocco dei vari canalini. Mi sono tenuto sulla sinistra infilandomi in un canaletto erboso forse più ripido degli altri di destra, poi ho traversato a destra su terreno più franoso anche se non problematico, con un po’ di fatica sono sbucato a pochissimi metri dalla cima. Non ho individuato nè tracce nè ometti, ma ho usato le cartografie delle app che segnalano il percorso (abbastanza inspiegabilmente). Discesa con la dovuta circospezione nella parte franosa, poi raggiunto il pianoro ho deciso di compiere un anello salendo ai laghi del Beth (200 m di dislivello aggiuntivo) passando per il vallone erboso sulla sinistra sotto il Ghinivert, quindi al Colle del Beth ho trovato il lungo sentiero che ridiscende verso il vallone di salita.
Ovviamente questa soluzione allunga non di poco il percorso, visto che il sentiero compie un giro molto largo, quasi al colle Arcano. Terreno davvero poco battuto e sentiero inerbito, ma comunque ben visibile fino a ritrovare la traccia principale per il Colle dell’Albergian, e da qui all’auto.
Escursione per quanto mi riguarda di soddisfazione, fuori dai percorsi battuti e con notevole varietà di ambienti. Da segnalare la presenza di numerose sorgenti un po’ ovunque, anche copiose, che fanno da contraltare ai versanti erbosi più assolati che hanno già una veste quasi autunnale (fioriture scarse ed erba secca).