Lavaredo (Cima Piccola di) Via Normale dal Rifugio Auronzo

Lavaredo (Cima Piccola di) Via Normale dal Rifugio Auronzo

Dettagli
Dislivello (m)
537
Quota partenza (m)
2320
Quota vetta/quota (m)
2857
Esposizione
Sud-Ovest
Grado
AD+

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Auronzo
Rifugio Lavaredo

Note
Dislivello arrampicata m. 300; sviluppo arrampicata m. 420. Le soste sono tutte attrezzate, a volte con gli stessi anelli cementati che si usano per le doppie. Lungo i tiri alcuni chiodi, soprattutto dove servono, qualche clessidra con cordino ed un nut incastrato, oltre ai soliti spuntoni. Roccia quasi sempre ottima anche se personalmente ho toccato qualcosa che si muoveva. Malgrado la quasi verticalità della parete i tratti veramente esposti sono pochi, in particolare il tiro del traverso, anche se fortunatamente più impressionante che difficile, e il passo chiave nel Camino Zsigmondy.
E' sicuramente possibile unire tra loro alcuni tiri e/o modificarne la lunghezza.
Avvicinamento
Dal Rifugio Auronzo seguire brevemente la stradina verso il Rifugio Lavaredo fino ad imboccare sulla sinistra un sentierino. Questo sale dolcemente passando sotto il versante Sud della Cima Grande fino ad aggirare una dorsale (da questo punto spettacolare ed impressionante visione dello Spigolo Giallo). Continuare inizialmente in moderata pendenza e successivamente entrare nel canale ghiaioso tra Cima Grande ed avancorpo della Cima Piccola, risalendolo a stretti e ripidi zig zag fino all’attacco della normale di Cima Grande (posto comodo per prepararsi ma indossare il casco!). L’attacco si trova sul lato opposto, appena più in alto (freccia bianca e scritta piuttosto sbiadite).
Descrizione
  • L1) Salire diritto su facili rocce gradinate, attraversare un po’ verso destra e poi ancora diritto (III e II)
  • L2) Salire diritto su facili lame, poi leggermente a destra e ancora diritto arrivando alla sosta attraversando a destra (II e III-)
  • L3) Salire leggermente verso sinistra uno speroncino (III-)
  • L4) Ancora su per lo speroncino su terreno più semplice, giungendo ai margini di una terrazza detritica (II)
  • L5) Attraversare in leggera salita verso destra su terreno prevalentemente detritico (I)
  • L6) Superare il canale-camino soprastante (III)
  • L7) Traversare facilmente verso sinistra (I) e poi superare una placca (IV-)
  • L8) Salire verso sinistra sotto un tetto giallastro seguendo delle lame (III) e poi continuare verso sinistra superando facili gradoni  (II), portandosi così all’inizio del traverso
  • L9) Andare sulla cengia a sinistra su terreno facile (II); quando questa si restringe superare una fessura (III+) che permette di raggiungere una cengia più in alto, per continuare ancora a sinistra fino alla sosta (III) (forte esposizione)
  • L10) Superare verticalmente un muretto ed un breve camino fino a sostare su un grosso blocco piatto (IV- e III+)
  • L11) Superare un diedro (IV-), leggermente a destra poi su per breve camino (III) (si è all’altezza della sella tra cima ed anticima) e superare poi un pilastrino piuttosto verticale (IV-),con e successivo facile traverso a sinistra
  • L12) Breve risalto abbastanza diritto chiuso da un diedrino (III) che porta alla sosta sotto il passaggio chiave, il famoso Camino Zsigmondy
  • L13) Salire verticalmente qualche metro (IV-),  entrare nello stretto e verticale camino cercando di portarsi al più presto verso l’esterno e verso destra (IV, 3 metri, decisamente faticoso ed esposto, roccia viscida!); usciti dal camino salire verticalmente su terreno più facile (III+)
  • L14) Salire verticalmente per rocce ben articolate  (III) fino ad uscire verso destra sui blocchi della cima (croce e libro di vetta).

Discesa:
con una corda da 60 metri si devono fare almeno 11 doppie, tutte su grossi anelli cementati. Le prime due portano dagli ancoraggi sotto la cima alla sosta del pilastrino. Le successive sei, sempre sulla linea di massima pendenza in direzione della forcella Grande-Piccola, portano su una terrazza ghiaioso-detritica. Percorrere su terreno infido, prima verso sinistra e poi verso destra la traccia che la solca. Al termine della traccia scendere verticalmente per alcuni metri, su terreno ancora più infido, in direzione di un ben visibile anello cementato (uno spit su una placca pochi metri sopra questo). Da questo anello ancora tre doppie, tendendo leggermente verso destra (faccia a monte),  portano direttamente all’attacco della via.

 

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Storico:
Prima salita Michael e Johann Innerkofler nel luglio 1881. Una delle più importanti imprese di quel periodo, soprattutto considerando attrezzatura ed equipaggiamento (non esistevano chiodi, moschettoni ed altro; le corde erano quel che erano e, soprattutto, non si scendeva ancora a corda doppia! Per cui c'è da rimanere veramente affascinati dal coraggio e dalle capacità di questi uomini. Risulta tra l'altro che gli Innerkofler, nell'ultima parte, salirono un camino ancora più duro di quello che si sale oggi, il Camino Zsigmondy. Pare inoltre che la sera prima della salita Michael chiuse in casa il fratello per evitare che quest'ultimo, com'era solito fare, andasse ad ubriacarsi pesantemente!
Cartografia:
Kompass 1:25000 n. 671 foglio 3
Bibliografia:
M. Bernardi "Arrampicare nelle Dolomiti - Le più belle vie per principianti e progrediti". Athesia Editore
gianmario55
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