Giezza (Pizzo) da San Bernardo di Bognanco

Giezza (Pizzo) da San Bernardo di Bognanco

Dettagli
Dislivello (m)
1038
Quota partenza (m)
1620
Quota vetta/quota (m)
2658
Esposizione
Sud
Grado
EE

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
Bell'itinerario sci alpinistico (n°9) ben descritto nell'ottima pubblicazione "sci alpinismo in Valdossola" di Bonavia e Previdoli (edizioni Grossi Domodossola) che si presta anche per una bella escursione estiva e/o a piedi.
Descrizione

Dalla località San Bernardo si raggiunge l’alpe Paione seguendo la pista carrabile, quindi si prosegue nel bosco a nord seguendo un sentiero/traccia e appena possibile deviare a est e superare la dorsale sud del Pizzo Giezza. Si attraversa approssimativamente a mezzacosta una valletta che porta nella conca di Variola fino ad arrivare sotto la cresta est dove si risale il ripido pendio finale.
Il sentiero non è sempre ben segnato e/o evidente (alcuni segnavia sono ormai scolorati) per cui è facile perderlo, tuttavia la direzione da seguire è facile e anche intuitiva.

Ho percorso questo itinerario Giovedi 24 giugno 2010. Tutto il percorso fino in vetta è stato segnato di nuovo nel 2009. Più in dettaglio:
Dall’Alpe Paione il sentiero nel bosco per il lago inferiore è ampio e ben frequentato. Sulla sponda destra del lago inferiore del Paione (m.2000) un cartello indica laghi di Vairola (1h-45′). Il sentiero è sempre segnato (segnavia bianco/rosso) ma a tratti si perde nell’erba alta, o è nascosto da rododendri. Il percorso comunque è intuitivo. Un altro cartello dopo circa 1h di cammino dal lago indica a sinistra i laghi di Vairola. Si sale su un pendio ripido fino a una sella. Su un sasso in basso alla destra del sentiero (circa 15′ dall’ultimo cartello) due frecce in vernice bianca indicano un bivio: Giezza a sinistra, Laghi a destra. Prendere il pendio a sinistra, il pizzo è proprio di fronte evidente. A questo punto il sentiero si trasforma in tracce, o manca del tutto, però la traccia è sempre segnata, su massi con vernice bianca e rossa, recente e brillante e il percorso è, comunque, abbastanza intuitivo. Solo in caso di nebbia prestare molta attenzione, è veramente facile perdersi, il pendio è molto ampio e mancano riferimenti. Tenere sempre d’occhio la cresta a sinistra che porta all’anticima del Giezza.
In una conca a a circa 100m dalla vetta (quota 2500m circa) non ho più trovato il segnavia, forse xchè nascosto da un nevaio ancora molto ampio. Ho attraversato quindi il nevaio puntando dritto alla croce di vetta, salendo su neve (prima in piano nella conca, poi in crescente salita, al termine del nevaio su pendio ripido di sfasciumi, attenzione!). A circa 50m dalla cima ho trovato di nuovo la traccia. Ci sono quindi due possibilità per raggiungere la vetta. Dalla conca Sud (dove ho trovato il nevaio, probabilmente assente in stagione avanzata) puntare dritti su sfasciumi alla croce, oppure salire verso destra, intuitivamente, fino a raggiungere la cresta Sud-Est e i primi segni (che probabilmente sono stati tracciati anche dai Laghi del Vairola). Seguire i segni bianco rossi fino in vetta prestando attenzione agli ultimi metri, un pò ripidi ed esposti.

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Cartografia:
Kompass f 89 Domodossola
Bibliografia:
Sci alpinismo in Valdossola - Bonavia/Previdoli
robycam
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