Bourcet – Strapiombi Via degli strapiombi

Bourcet – Strapiombi Via degli strapiombi

Dettagli
Altitudine (m)
1100
Dislivello avvicinamento (m)
50
Sviluppo arrampicata (m)
150
Esposizione
Sud
Grado massimo
6c
Difficoltà obbligatoria
5c

Località di partenza Punti d'appoggio
alberghi a Roure e Roreto

Avvicinamento
circa 20 minuti dall’auto lungo la sterrata; pochi metri dopo lo Spigolo Grigio, a sinistra, si risale un ripido sentiero che in 5 minuti porta all’attacco.
Note
La via supera l’imponente parete strapiombante che si trova a sinistra dello Spigolo Grigio.
La via è attrezzata (con fix non più nuovissimi), ma occorre integrare con nut e friend.
Si tratta di una bellissima arrampicata di stampo classico, su fessure, diedri e strapiombi. Uno degli itinerari più belli e impegnativi del Vallone di Bourcet.
Descrizione

L.1: salire una placca, solcata da una bellissima fessura (5c). Ci si sposta poi a sinistra, risalendo un’altra fessura, più facile (IV), senza protezioni, fino ad un terrazzo con pino.
L2: dalla Sosta1 spostarsi verso sinistra, superare una placca (5b) e raggiungere una comoda cengia.
L3: salire prima direttamente (5a), poi traversare a sinistra fino alla base di un bel diedro strapiombante (5c). Superarlo e sostare su un terrazzino.
L4: salire diritti, fin sotto ad uno strapiombo fessurato che obbliga ad un passaggio un po’ atletico (5c). Dopo pochi metri c’è la Sosta4.
L5: lunghezza molto interessante. Attraversare a sinistra e scavalcare uno spigolo (5b). Risalire una liscia placca solcata da una bella fessura da proteggere a nut (5c); fare un altro breve traverso verso sinistra e raggiungere una comoda cengia.
L6: lunghezza molto bella e impegnativa, anche se breve, costituita da un diedro verticale e molto tecnico (6a+).
L7: potrebbe essere la continuazione del tiro precedente, ma, per non avere problemi nel recupero della corda, è meglio spezzare le 2 lunghezze. Si sale una placca verticale solcata da una sottile fessura (6c oppure A0). Se ci si tiene lungo lo spigolo è un po’ più facile.
L8: continuare tenendosi a sinistra di un diedro fino ad una cengia (IV+).
L9: superare una partenza verticale un po’ ostica (5c), poi spostarsi a sinistra in un diedro e sostare sulle placche sovrastanti.
L10: altra lunghezza abbastanza impegnativa. Si sale qualche metro poi si traversa a sinistra, utilizzando, per le mani, la fessura che solca una stretta cengia. Si raggiunge quindi il bordo sinistro di un tetto, lo si supera con arrampicata faticosa (6a+, nut incastrato). Si risale infine un bellissimo diedro fessurato (5c) dopo il quale si sosta.
L11: continuare su una placca inclinata (IV), e uscire a sinistra (IV+), fino alla sommità della parete.

Discesa: è consigliabile scendere lungo il sentiero, a tratti attrezzato con catene, che in 20-25 minuti porta alla strada sterrata, un po’ prima dello Sperone Grigio.
In alternativa, si può scendere in doppia lungo lo Sperone Grigio, raggiungendo la prima calata dove è posta la croce.

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Storico:
F. Michelin, G. Rossetto, ottobre 1989
Link:
http://digilander.libero.it/fiorenzomichelin/
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