Bastionata Grigia Via Re – Boreatti

Bastionata Grigia Via Re – Boreatti

Dettagli
Altitudine (m)
1600
Dislivello avvicinamento (m)
800
Sviluppo arrampicata (m)
180
Esposizione
Sud
Grado massimo
6b
Difficoltà obbligatoria
6a+

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
La Bastionata Grigia è una parete isolata e solare, posta sulla destra idrografica del canalone che scende a valle dell'alpe del Crot. La via, che percorre nella parte alta l'evidente diedro fessurato ad arco verso sinistra che caratterizza la parete, fu aperta nel 1970 da Alberto Re e Vareno Boreatti con diversi tratti di artificiale.
Descrizione

Accesso:
lasciare l’auto nello spiazzo a sinistra della strada provinciale, in frazione Bussoni di Chialamberto. A sinitra dell’edificio religioso annesso alla chiesa, imboccare tra le case una stradina con indicazione per il Roc du Crot (falesia) e, dopo una fontanella, salire seguendo il segnavia fino al bivio per la Frassa. Andare a sinistra, attraversare la sterrata di servizio alla briglia sul torrente e innestarsi nella mulattiera che si segue (bollini bianco rossi), fino alla deviazione per il Roc du Crot. Abbandonare allora i sentiero principale (diretto ai Torrioni del Biollè) e seguire a destra la traccia che in un paio di minuti raggiunge la base della falesia del Roc du Crot (ore 0,50).
Passare alla base della parete sulla destra fino a una caratteristica roccia tavolare molto panoramica, quindi uscire nel bosco di faggio e procedere in direzione est-nordest (senza traccia alcuna). Superare un primo impluvio dopo aver contornato alcune rocce, quindi rimontare un costone. Scendere nel marcato canalone battuto in primavera dalle valanghe e, con un pò di fatica tra la vegetazione divelta, guadagnarne la sponda sx idrografica. Salire quindi con tracce di sentiero tra cengie ed arbusti, fino alla base della parete sotto la direttrice del grande tetto.
Salire una rampa erbosa, poi una placca ascendente verso sinistra, sbarrata da un corto gradino roccioso. Detta placca muore contro l’impennata rocciosa alla base della quale si sosta a uno spit (ore 0,30; ore 1,20 da Bussoni)

L1: salire un diedro atletico 5b poi a destra un secondo diedro fessurato 5b, fino alla terrazza dove si sosta
L2: a destra della terrazza affrontare un muro fessurato 5b quindi una gradino roccioso aggettante che si supera direttamente 6a+, poi 5c su un successivo bombamento delicato. Guadagnare la S2 sul filo dello spigolo.
L3: fare un passo in discesa a sinistra e raggiungere il fondo di un diedro fessurato. Salirlo con incastro atletico fino al tetto che lo chiude 5b, quindi oltrepassare il tetto 5c/6a e proseguire in opposizione lungo la magnifica fessura soprastante. Al termine traversare a sinistra per otto metri sotto enormi tetti 5a. Afferrare una lama e raggiungere la S3 su un comodo terrazzino.
L4: salire a un secondo terrazzo con rododendri e vincere un muro articolato 4c che dà accesso a un pulpito inclinato (S4 consigliata su 2 chiodi in posto)
L5: si attacca ora il magnifico diedro finale con un passo che ne difende l’accesso, da superare in spaccata evitando ciuffi erbosi nella fessura iniziale 6b. Vincere l’esile fessura di fondo del diedro 6a+ con scalata continua e usicre a sinistra su un pilastrino spiovente. Superare alcune lame in dulfer 5c e uscire sul pulpito finale.

Discesa: con tre doppie, dalla S5, dalla S3 e dalla S1.

Materiale: in posto 8 spit + 3 chiodi di passaggio e 7 spit + 3 chiodi di sosta. Bd fino al n° 3 doppi; utili nut medio piccoli.

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Cartografia:
Alta Valle dell'Orco - Escursionista e Monti editori
Bibliografia:
Tra il Classico e il Moderno - Blatto, Bosticco, Rosa
block65
11/11/2011
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