5.4Km
Prendere il sentiero per i piani di Artavaggio mantenendo le deviazioni che si tengono a sinistra e risalgono in line di massima la destra orografica del vallone che passando sotto ad ardite pareti rocciose conducono al boschetto di abeti del Baitello ex Rifugio Casari (70min – 1450 m).
Proseguire il sentiero tra prati e boschetti abbandonandolo al secondo bivio a sinistra che punta a piani di Bobbio (indicazione).
Il sentiero esce su una zona più pianeggiante ed in inverno … innevata e punta a sinistra per costeggiare la montagna. All’altezza di un alpeggio con laghetto di riserva idrica tagliare a destra per deboli tracce sino a raggiugerne le case. Da qui si intuisce un percorso obliquo da sinistra a destra per cenge ascendenti che portano ad una sella sull’ altipiano. (h2.30 – 1950 m)
Raggiunta la fine della salita seguire la traccia che si tiene all’ incirca sulla dorsale del crinale e risale con tratti di neve ventata e accumulata sino a quota 2157 m dell’anticima dello Zucco. (h.4)
Proseguire per cresta a destra e dopo poco si noterà l’uscita del canale dei Camosci che sarà la via di discesa, questo è spesso tracciato, cosa invece non scontata per l’itinerario sin qui descritto. Proseguire verso la vetta sino a un tratto in discesa con catene. Scendere brevemente sino ad intaglio e risalire per terreno spesso ghiacciato sino a roccette comode per pranzare appena sotto la vetta e alla uscita della ferrata Minozio. Raggiungere la vetta 2159 m (h 3.00 o 4.30 a seconda delle condizioni)
Ripercorrere a ritroso il tracciato (ramponi) sino ad imboccare a destra il canale dei Camosci che parte subito ripido. Continuare con difficoltà contenute se con buon innevamento sino ad un saltino più ripido che richiede qualche attenzione in più. Si giunge quindi brevemente a dove il canale incrocia quello della Madonna.
Si scende ancora verso il vallone puntando sulla destra orografica (tracce)
Puntare al rifugio Lecco ben distinguibile per la presenza di bacino idrico. (h. 5 – 1780m)
Appena a monte del rifugio parte a sinistra la traccia per la bocchetta di Pesciola. Raggiunta questa in breve salita, si riprende a scendere per la traccia che punta direttamente in basso alle alpi di Pesciola alta prima e Pesciola bassa poi.
Da Pesciola bassa il sentiero principale va a sinistra attraversando il valloncello o in alternativa si prosegue dritto su sentiero che prosegue lungamente in traverso verso destra sino ad un crinale che percorso in discesa sulla massima pendenza, senza traccia, permette di perdere quota velocemente per giungere in vista delle baite del Faggio che sono servite da una strada sterrata che si percorre fino quasi ad un altro fosso. Appena prima del fosso si diparte una traccia in obliquo a sinistra che punta a sud verso l’area pic-nic che è appena a monte del parcheggio e quindi all’auto Tutto questo percorso è poco evidente ma abbastanza intuitivo.
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