700m
Da sopra Grand Brissogne (o con permesso fino alla centralina dell’acqua) si sale con sentiero 1a fino al comodo al bivacco Menabreaz (2545) presso il lago basso delle Laures, dove è possibile pernottare (luce, gas, stoviglie, coperte).
Dal bivacco si torna indietro fino al margine settentrionale del lago, si passa sull’altro lato orografico (ponte) e si sale per le tracce di sentiero (frecce) che portano verso il col Peccoz, per poi abbandonarle nei pressi di un primo ripiano. Piegare verso sinistra e risalire l’erto pendio detritico (morena del vecchio ghiacciaio di Blantsette) per portarsi nella conca sotto la parete E dell’Emilius. Proseguire verso la parete fino a che si rende visibile sulla dx una rampa detritico-erbosa verso dx che porta al col Blantsette (3135m, circa 2h dal bivacco).
Da qui si segue la cresta che presenta subito un gendarme, senza percorso obbligato. Una volta in cima, con una doppia (presente fettuccia e cordino su spuntone) di 15m si scende all’intaglio successivo. Si inizia la cresta del “triangolo nero dell’Emilius” (sorta di avancorpo a nord-est della cima) su roccia un po’ sporca e sfatta, sino a giungere sotto un primo gendarme che si aggira piegando verso sinistra (II-III). Si arriva sotto il secondo e più evidente gendarme, che si continua a scontornare sempre verso sinistra (non sul filo, II e III) fino a raggiungere un camino che permette di ritornare in cresta (II con tratto di III+ nei pressi di una bella fessura, anello di cordino sulla faccia dx del camino dove questo va abbandonato per prendere la fessura). Si prosegue facilmente in cresta, questa volta tenendosi verso il lato nord, fino ad un terzo gendarme, la cui discesa in esposizione è delicata (2 chiodi, uno in partenza e uno aggirato il gendarme), quindi dopo un breve tratto si trova un chiodo con corda fissa che porta alla base di un ultimo tratto affilato e molto aereo, delicato ma con buone prese (che si passa generalmente lato Nord).
Si giunge così all’intaglio che precede la cresta vera e propria. Si inizia con una ventina di metri di III/IV. Segue un breve traverso molto esposto di qualche metro sul lato est. Ci si riporta poi sul filo e si incontra la larga fessura ascendente verso destra che si segue fino a uno strapiombino (III) e da lì di nuovo in cresta per mezzo di un camino verso sx (un paio di metri, esposto). Si prosegue sempre aggirando i risalti che sporgono ad est passando a destra (nord, se freddo probabile incontrare verglas). In seguito si incontra una bella placca fessurata (III/IV, chiodo) e poco dopo un salto verticale. Scontornarlo a sx tramite una evidente rampa inclinata, esposta ma ben proteggibile (III/IV), superato un friend incastrato si esce a dx (roccia delicata) a riprendere il filo. Da qui si segue il filo di cresta o le placche lato Nord (III max) fino a sbucare in vetta, tramite un ultimo camino esposto e atletico (III/+). Nel complesso 3.5-4 ore.
Discesa fino al Colle dei Tre cappuccini con sentiero/ometti, da lì (oltrepassati tutti e 3 i gendarmi) si prende un ripido canale lato Laures (innevato ad inizio stagione) puntando al primo lago (Lac Jacquin). Qui si individua un sentiero in sx idrografica che corre sulla dorsale di dossi montonati e permette di raggiungere il bordo frontale del secondo lago (Lac d’En-Haut). Qui il sentiero diventa più evidente in quanto si unisce a quello per il Col d’Arbolle e quello per il Colle di Laures, e prosegue scendendo al Lac Long e quindi al bivacco Menabreaz.
- Bibliografia:
- Guida CAI TCI Monte Emilius-Rosa dei Banchi
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