- Accesso stradale
- Strada ufficialmente vietata sopra Grand Brissogne, proseguimento fino alla centralina a proprio rischio e pericolo (strada sterrata ma non rovinata)
- Traccia GPX
Saliti venerdì pomeriggio al bivacco, partendo alle 17.15 dalla centralina il sentiero è quasi tutto in ombra. Bivacco incredibile, c’è tutto: acqua corrente, gas, luce, prese elettriche, stoviglie (compreso detersivo per lavarle), coperte, tavoli fuori ecc (eravamo in 8 e si stava comodissimi). 2 francesi provenienti dalla cresta ci hanno fatto un po’ di terrorismo psicologico riferendo di tempi di 12h da bivacco a bivacco, quindi sabato siamo partiti poco dopo le 5. Sentiero abbastanza seguibile fin sotto la morena, poi si risale a vista sul ripido. La conca del ghiacciaio è un caos di blocchi ormai, zero neve. La rampa che sale al col Blantsette è abbastanza evidente, parte marcissima e scivolosa ma è breve. Partiti poco dopo le 7 sul primo gendarme, affrontabile da tutti i lati, doppia in ordine. Il pezzo successivo è sicuramente quello più marcio e delicato, per carità è roba grossa che con un po’ di delicatezza si riesce a non busticare troppo, ma ci va un po’ d’occhio e delicatezza. Il 1° gendarme che si scontorna a sx forse l’abbiamo preso troppo basso e siamo finiti su una placchetta di IV in traverso, il 2° invece è abbastanza evidente dove prenderlo (camino che finisce sotto uno strapiombo, lì a dx parte la fessura con cordino alla base). 3° gendarme più facile ma esposto. Molto bella la parte di collegamento con la seconda parte di cresta, esposta e delicata (corda fissa in posto nuova ma non indispensabile in queste condizioni asciutte). Bello il muretto iniziale della seconda parte (ch. basso poco utilizzabile se non per sostare) così come il fessurone-camino (meglio prendere il camino d’uscita di dx, quello di sx ha un po’ di roba grossa appesa) così come la placchetta successiva con ch. Attenzione alla roccia dopo il friend incastrato, per il resto si procede sempre bene fino al camino finale trovato zuppo di benzina (eh sì perché i fuochi di S. Pietro e Paolo li fanno con sola benzina, alla faccia di Greta). In vetta alle 9:45 con panorama un po’ rovinato da nuvole impreviste. Noi abbiamo proceduto sempre in conserva (corda da 40m più che sufficiente), ci si protegge bene con friend 0.3-1 e 4 rinvii, utili cordini. Discesa ben tracciata fino al passo dei 3 cappuccini, il canale di discesa lato Laures si vede solo all’ultimo: prima parte marcissima con pietrisco ripido e scivoloso, poi si prende il nevaio e si viaggia veloci fino al primo lago. Da lì in giù sentiero via via più evidente, ambiente spettacolare con laghi turchesi e grandi morene, davvero un bel posto. Di nuovo al bivacco per pranzo dove uno ragazzo degli “Amis des Laures” ci ha offerto il caffè e raccontato un po’ la storia del bivacco, se ci andate a dormire fate una donazione all’associazione perché fanno davvero un lavorone!
Colmato finalmente la lacuna di salire la montagna di Aosta, pensavamo di trovare roccia più marcia e difficoltà più pepate, in realtà le difficoltà e la roccia sono quelle classiche delle creste di roccia di queste quote. Bel giro meritevole per unire scalata e ambienti bucolici, con Franci.