2.9Km
Materiale utile: due corde da 50 metri, set di friend, martello, alcuni chiodi, nut, fettucce e cordini lunghi.
Calcolare 3-5 ore dall'attacco alla vetta.
Il dislivello tiene conto dei vari saliscendi della cresta.
Dal Colle Bicocca (2285 m) si segue il sentiero che porta al piccolo Lago Camoscere (2644m).
Da qui si procede per erba e massi verso la parete sud-est di Rocca Gialéo, si risale verso destra su un pendio erboso per raggiungere lo spartiacque tra Maira e Varaita nel punto in cui l’erba lascia il posto alle prime rocce della cresta nord-est (2-2.30 ore dal Colle Bicocca).
La cresta all’inizio è quasi orizzontale, movimentata da blocchi e spuntoni, che non oppongono particolari difficoltà. Tenendosi sul lato SE, per cengette e rocce gradinate, si giunge ad uno stretto intaglio, si passa sul lato NO e si raggiunge per grossi blocchi il primo torrione della cresta.
1- Si sale il primo torrione di rocce gradinate spostadosi verso dx (II, passi di III), poi facilmente si va alla base del secondo salto.
2- Lasciando a sinistra lo spigolo, si va a destra su placca. Si traversa per qualche metro a destra lungo una cornice, poi si rimonta la fessura che solca al centro la placca (III+, un chiodo in posto, blocchi instabili) fino in cima al torrione.
3- Si prosegue sulla cresta superando un breve risalto verticale (un passo di III esposto).
4- Si segue una cengetta sul versante NO, poi con un passo in discesa s’arriva su un terrazzo ai piedi di una grande torre.
5- Sul lato NO dello spigolo si sale una placchetta solcata da una fessura (IV) che conduce su un terrazzino. Si torna a sx superando un gradino ripido (IV+, 1 ch.) e quindi si prosegue a destra in un diedro giallo (IV), poi si traversa a destra per 7-8 metri fino ad un altro terrazzino (IV).
6- Si sale un muretto articolato che riporta in cresta (III/+), si ritorna sul lato NO per superare un diedro inclinato, poi si continua sul filo di cresta per rocce articolate.
7- Saliti in cima al torrione si prosegue facilmente sfruttando una cengia rocciosa sul versante NO, fino sotto al torrione successivo.
8- Salendo dritti per un diedro verticale di 25 metri circa si arriva in cima al torrione (IV, blocchi instabili).
9- Un tratto di cresta quasi orizzontale conduce sotto un breve ma ardito spuntone.
10- Si supera lo spuntone aggirando sulla sinistra lo strapiombo sommitale (III+), poi si scende per una cengia spiovente sul lato NO della cresta.
11- Si prosegue facilmente aggirando alcuni spuntoni sul versante SE.
12- Salendo per facili blocchi si scavalca uno spuntone, poi s’arriva sotto l’ennesimo torrione. Si sale lungo una placca alta una decina di metri e, uscendone a sinistra (III+), si giunge in cima al torrione.
Con una doppia di 25 metri si scende alla forcella successiva.
13- S’aggira a sinistra (SE) uno spuntone, poi, per un bel muro di rocce articolate (III), si sale sul torrione successivo.
14- Si procede abbastanza facilmente sulla cresta superando blocchi e spuntoni, fino sotto una paretina fessurata.
15- Superata la bella paretina (III+) si continua senza difficoltà arrivando in breve ai piedi del verticale torrione della vetta.
16- Si sale dritti per lo spigolo verticale, alto una trentina di metri (IV, un passo di V-, due chiodi in posto, cordone di sosta in cima).
17- Proseguendo sulla cresta facile si guadagna infine la vetta.
Discesa: proseguire la cresta orizzontale verso SO, superare un breve tratto più ripido (II+) e quindi raggiungere una grande cengia detritica. Calarsi per 15m da cordoni su grande masso fino ad una terrazza spiovente sotto un risalto strapiombante (molti cordoni, fettucce ecc ma l’unico cordino affidabile è quello rosso più nuovo con maillon che abbraccia un enorme blocco). Calata di 45m (la prima metà strapiombante) fino alla Forcella Gialeo. Dalla Forcella spostarsi lato Val Maira per 10m lungo una cengia detritica fino ad un fix singolo con maillon. Calarsi per 50m su terreno dapprima appoggiato e poi un breve tratto strapiombante, raggiunto un canale erboso-detritico spostarsi tutto a sx (faccia a valle) fino a reperire una sosta con cordone+maillon su masso. Breve calata di 15m in un camino, la sosta successiva si trova su 3 ch. con cordino+maillon sulla dx (faccia a valle). Calata di 40m appoggiata fino ad una sosta a 2ch. con fettuccia+maillon sulla sx (faccia a valle). Calata di 35m fino ai ghiaioni a base parete. Da lì per pietraie si ritorna al Lago Camoscere.
Prima ascensione della montagna nonchè prima salita dell'itinerario effettuata da Mario Idoro e Giovanni Maero il 17 agosto 1969.
- Cartografia:
- IGC 1:25000 n. 111
- Bibliografia:
- Guida dei Monti d'Italia Monte Viso Alpi Cozie Meridionali, Nelle Alpi del Sole A. Parodi
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