- Accesso stradale
- Sterrato fino al Colle della Bicocca liscio e mai ripido.
Visto che il traverso per il Lago Camoscere è una delle cose più noiose di questo mondo (dopo l’attesa alle Poste) abbiamo optato per salire al Pelvo d’Elva (che ancora mancava al socio) e da lì passando per comodo sentiero a cala&munta sotto il M. Camoscere siamo arrivati al colletto erboso dove parte la cresta (contare un 2h30). I primi torrioncini si scontornano facilmente per cenge lato SE. La cresta mi ha piacevolmente colpito: bella, panoramica, esposta, di roccia relativamente sana (qualche blocco appeso ma nessuna scaglia ci si è rotta in mano) e sempre da scalare. Noi abbiamo fatto tiri su quelli che in descrizione sono L1, L2, L5, L6 (superfluo), L8 e L16, il resto si percorre bene in conserva protetta (così facendo senza correre ci abbiamo messo un po’ meno di 3h). Secondo noi il passo chiave di L5 non è diverso dal passetto aggettante di L16 (che in realtà è protetto bene a chiodi e ha delle belle maniglie). Il diedro di L8 (quello del crollo) è sì marcio in alto ma basta appoggiarsi alle pareti laterali con delicatezza (sosta con ch. in uscita da integrare con 0.3 BD). La doppia a metà cresta conviene farla prima lungo la massima pendenza e poi spostarsi in diagonale al colletto, senza calarsi subito lungo la cresta. Ho ribattuto tutti i chiodi incontrati e il 90% ne aveva bisogno.
In discesa c’è un passettino stupido non evidente lato W per arrivare alla prima calata, da lì discesa come da relazione sulla pagina IG di M. Canova (ora riassunta qui sul sito, contare 1h30 fino alla pietraia basale): occhio assolutamente alla seconda calata, quella da 45m che porta alla Forcella, lo spigolo roccioso sotto la sosta è una ghigliottina per le corde (la nostra ne sa qualcosa..). Le successive calate sono meno esposte e più tranquille, facili da trovare. Sull’ultima prima del pratone abbiamo tolto i cordoni corti presenti e abbiamo messo una fettuccia lunga in modo che il maillon non sfreghi sulla roccia. Conoide ripida e scomoda fino al laghetto e poi come da aspettative, rientro eterno (ma panoramico) fino all’auto.
Materiale usato: 2 corde da 50m (1 usata solo per le doppie), 4 rinvii+1allunghino, friend 0.3-2BD (sarebbe stato comodo avere anche uno 0.2), cordoni per le soste (quelli presenti non sono tutti affidabili), nut e ch. non usati, martello consigliato.
Una bella salita di vero d’alpinismo d’Oc, secondo me molto meritevole. Con Davidino, poche creste ma sempre sul pezzo.