Croce (Monte) e Zucco Sileggio da Sonvico, anello

sentiero tipo,n°,segnavia: 17A-71-70-24-15
difficoltà: EEA   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 390
quota vetta/quota massima (m): 1823
dislivello salita totale (m): 2200

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: titty79
ultima revisione: 29/05/16

località partenza: Sonvico (Mandello del Lario , LC )

punti appoggio: Rifugio Buzzi

cartografia: kompass105 lecco-valbrembana

accesso:
Milano-Lecco uscita Mandello del Lario-indicazioni per Somana, poi per Sonvico.
A Sonvico non tante possibilita' di parcheggio

note tecniche:
giro ad anello notevole, di circa 2200 m di dislivello per un 28 km circa di spostamento. Percorso tra boschi e panoramiche punte..
il percorso può essere ridotto:
- vitando le salite allo Zucco di Savia, al Palagia, al Cucco e all'Eghen..toccando quindi solamente il Sileggio,Pilastro e Croce, tagliando così la maggior parte di cresta seguendo il sentiero principale
- prendendo dalla Bocchetta di Prada il 17 , ma in questo caso non si visiterebbero angoli suggestivi del percorso che porta al rifugio Buzzi ed il sentiero del Fiume, percorso in parte attrezzato..una gola tra bastionate rocciose, boschi e torrente con le sue belle cascate e piccoli bacini d'acqua.

descrizione itinerario:
Da Sonvico, seguire il sentiero 17A per lo Zucco Sileggio, sentiero interamente escursionistico, che taglia le pendici dello Zucco di Tura e di Mortirolo evitando così i tratti attrezzati e la ferrata del Sileggio...INVECE..se si vuole percorrere la classica ferrata del Sileggio, fare riferimento all'itinerario già esistente.
Dal Sileggio 1373 m con bella croce, scenderne la dorsale nord fino alla Bocchetta di Verdascia e sempre sul 17A si prosegue costeggiando le pendici dello Zucco di Savia, che si può risalire, una volta superate le sue paretine rocciose, abbandonando il sentiero ed inerpicandosi tra un breve pendio di erba e bassa vegetazione arrivando ad una piccola sella a sx delle paretine. Si risale il versante NE tra alberi ed in breve si sbuca sulla tonda ed erbosa punta, 1401 m.
Dalla puntina parte a N una traccia di sentiero che fa percorrere tutta la bella e facile cresta che conduce al successivo Monte Palagia, raggiungendo prima una quota più bassa, e poi percorrendo la comoda spalla erbosa fino in punta dove e' presente un ometto con bandierine 1549 m.
Dal Palagia, si segue a NO una traccia di sentiero, qualche ometto, che porta ad una sella dove si trovano indicazioni anche per la Bocchetta di Calivazzo.
Si prosegue invece ancora per cresta, segni, che in breve portano alla vetta del Monte Cucco 1433 m con piccola croce e bandierine.
A ritroso si torna alla sella e da qui si prosegue per la comoda carrozzabile verso la Bocchetta di Calivazzo, percorso n. 71.
Dalla Bocchetta (evitando il 70 con indicazioni per Pilastro e Croce) salire la scomoda dorsale SO della Cima di Eghen 1626 m, tracce di sentiero.
Dalla Cima scendere tra alberi sul lato Est, inizialmente senza traccia ne segni ma per un brevissimo tratto, poi compaiono segni rossi e traccia di sentiero che fanno recuperare il sentiero 70.
Ora, sempre su sentiero segnato, si prosegue per il Monte Pilastro 1823 ed il successivo Monte Croce 1780.
Risalendo dal Croce verso il Pilastro, seguire le indicazioni per la sottostante Bocchetta di Prada che si raggiunge brevemente, e da qui percorrere il 24 che taglia le pendici della Piancaformia e passa vicino ad uno dei caratteristici archi in pietra, alcune creazioni della natura che caratterizzano l'ambiente delle Grigne.
Arrivati al Rifugio Buzzi, seguire il sentiero immediatamente sotto che piega a dx e poi scende deciso, nr 15, inizialmente un po' scomodo perchè cosparso di sassi e che porta alla località Era. Da Era si prosegue sempre sul 15, si evitano le indicazioni per Sonvico, dove prosegue il comodo sentiero che porta verso la Chiesa di S Maria ( dove si passa per la salita al Sileggio con ferrata), e si prosegue sul sentiero del fiume..ora il tragitto diventa più interessante e caratteristico, alcuni tratti attrezzati con catene e si scende in una sorta di gola, tra pareti rocciose e boschi, costeggiando il torrente e poi guadandolo più volte, facendo attenzione a non scivolare sulle sottostanti rocce ricoperte di fango.
Dopo un po' di ''sentiero avventura'' ma che permette di gustare di belle cascate e di un ambiente particolare, si prosegue su comodo sentiero che ci riporta all'auto.