Forte Dosso delle Somme Forra del Lupo (Wolfsschlucht)

sentiero tipo,n°,segnavia: Sentiero segnalato
difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 1250
quota vetta/quota massima (m): 1670
dislivello salita totale (m): 420

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: fredthewise
ultima revisione: 06/01/16

località partenza: Serrada 45.888126, 11.154204 (Folgaria , TN )

punti appoggio: rifugio Baita Tonda

cartografia: Kompass n. 631 (Altopiani di Folgaria Lavarone e Luserna)

bibliografia: www.alpecimbra.it

accesso:
Partenza da Serrada, piazzale parcheggio del ristorante "La Cogola", sulla strada verso la Valle di Terragnolo.

note tecniche:
La Forra del Lupo è un percorso storico di circa 4.7 km, tracciato lungo una trincea di austroungarica della Prima Guerra Mondiale. Il percorso è stato inaugurato nell'estate 2014 (anno del centenario) da un gruppo di volontari, grazie ai dipinti di Albin Egger e alle foto di guerra dell’ufficiale austriaco Ludwig Fasser.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio, un cartello segnala il percorso. Seguire la strada bianca in salita e dopo un centinaio di metri scendere su un sentiero sulla destra. Da quì il sentiero è ben segnalato.
Il sentiero sembra terminare presso alcune casupole di caccia. Per concludere il percorso verso il forte Dosso delle Somme, seguire le indicazioni SAT.
È possibile evitare il tratto finale (leggermente più impegnativo), deviando, in località Caserme, sulla strada sterrata che sale al Forte. Per il rientro può essere utilizzata la medesima strada o il percorso SAT n. 136 che porta al rifugio Baita Tonda e che poi conduce a valle, al centro di Serrada.

altre annotazioni:
Sull’Altopiano di Folgaria, la cosiddetta “Forra del Lupo” (Wolfsschlucht), o Forra del Drago, da Serrada di Folgaria saliva fino al Forte austro-ungarico del Dosso delle Somme (Werk Serrada per gli austriaci), passando attraverso una serie di conformazioni rocciose. La trincea è scavata tra alte pareti di roccia, una naturale difesa dalla Valle di Terragnolo sottostante occupata dagli Italiani. Sono ancora visibili lungo il percorso feritoie, osservatori e caverne che si affacciano su strapiombi e ripidi pendii in faccia al Pasubio.