Popera (Monte) Via Normale da Campo Fiscalino per il Rifugio Comici

difficoltà: F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1460
quota vetta (m): 3046
dislivello complessivo (m): 1586

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: ste_6962
ultima revisione: 27/09/15

località partenza: Campo Fiscalino (Sesto , BZ )

punti appoggio: Rifugio Zsigmondy-Comici 2224 m. www.zsigmondyhuette.com - Tel. 0474-710358

cartografia: Tabacco foglio 010 - Dolomiti di Sesto - scala 1:25000

bibliografia: Dolomiti di Sesto di Luca Visentini. Athesia Editore. Dolomiti il grande libro delle vie normali di G. Buscaini. Zanichelli editrice.

accesso:
Normalmente ci sono due accessi per raggiungere Campo Fiscalino, il punto di partenza per la salita.
1) Da Bressanone si deve seguire la SS49 che risale la Val Pusteria, toccando in successione i centri abitati di Vandoies, Brunico, Dobbiaco e San Candido. Da quest’ultima località si deve abbandonare la statale n. 49 che porta in territorio austriaco e voltare a destra per seguire la SS52 che si inoltra nella Valle di Sesto, risalendola tutta fino a Moso, dove va abbandonata la strada principale che conduce al Passo di Monte Croce Comelico per volgere a destra seguendo la strada che sale in Val Fiscalina fino al suo termine, all’ampio parcheggio di Campo Fiscalino 1460 m (il parcheggio è a pagamento, costa 3 euro al giorno). In totale sono 76 km da Bressanone.
2) Da Cortina d’Ampezzo si segue la SS51 che supera i centri di S. Biagio, Carbonin e Landro, per scendere poi la Valle di Landro fino a raggiungere Dobbiaco, dove al bivio si svolta a destra proseguendo lungo la SS49 (come da itinerario precedente) fino a San Candido e da qui si raggiunge infine Campo Fiscalino. 48 Km da Cortina.

note tecniche:
Il gruppo del Monte Popèra, appartiene a quel settore delle Dolomiti Orientali noto come Dolomiti di Sesto, forma un complesso di cime assai vasto e articolato. Un lungo susseguirsi di creste dentate, di torri, di campanili, di dorsali arrotondate e massicce diramazioni separate tra di loro da ripidi valloni. In tutta questa vasta regione gli itinerari frequentati con una certa assiduità sono pochi, tra questi la via normale del Popera appunto. Questa è una delle cime del gruppo che presenta un itinerario di salita accessibile e senza difficoltà tecniche, a parte un breve tratto, costituito da una scarpata rocciosa alta poco più di 30 metri che presenta alcuni passaggi di facile arrampicata su roccia solida e sicura. Il percorso si svolge su ottimi sentieri segnalati fino al tratto iniziale della “Strada degli Alpini” poi su tracce di sentiero ben indicate da numerosi ometti, un piccolo nevaio perenne (dove potrebbero essere utili piccozza e ramponi) e poi sale lungo un ripido canalone detritico, dove sono presenti ometti e alcune sbarre di ferro ad indicare il percorso da seguire, oltre alla scarpata rocciosa che richiede una certa attenzione soprattutto in caso di vetrato e/o neve sulle rocce, mentre il crestone detritico finale è facile, ma essendo piuttosto vasto richiede condizioni di buona visibilità. E’ indubbiamente un itinerario piacevole e di soddisfazione che si svolge in un contesto ambientale selvaggio e grandioso. Normalmente si tratta di una salita che si compie in due giorni, utilizzando come punto d’appoggio l’ottimo e confortevole Rifugio Zsigmondy-Comici. Il periodo ideale per compiere questa gita va da luglio a ottobre.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio di Campo Fiscalino si segue la strada sterrata (chiusa da una sbarra e interdetta al traffico) che risale la Val Fiscalina su terreno pianeggiante, fino a raggiungere la Capanna di Fondovalle 1526 m (rifugio privato) dove la stradina termina. Si segue un ampio sentiero in leggera salita raggiungendo in breve un primo bivio, dove occorre volgere a sinistra (cartello indicatore per il Rifugio Zsigmondy-Comici e per la Forcella Giralba, segnavia 103) trascurando il sentiero di destra (porta al Rifugio Locatelli). Si prosegue inizialmente lungo il fondovalle, si scavalca il Rio Sassovecchio su un ponticello in legno e ci si porta sotto le rocce della grande parete nord della Cima Una con una fitta serie di tornanti. Il sentiero traversa la base della parete e sale poi a sinistra, attraversando un bel bosco di larici, aggirando la base delle pareti della Cima Una e del Pulpito Alto risale la Val Fiscalina Alta con percorso graduale, mai ripido, tenendosi sul versante destro del vallone. Con percorso in diagonale il sentiero raggiunge la base di uno spallone roccioso (da qui è già ben visibile il rifugio), volge a destra e con un’altra serie di serpentine su terreno più ripido ma sempre agevole risale lo spallone, un ultimo tratto a sinistra porta allo spiazzo erboso dove è situato il Rifugio Zsigmondy-Comici 2224 m (ore 2,00/2,30 da Campo Fiscalino).
Dal rifugio si deve seguire il sentiero con segnavia 103 (cartello indicatore per il Rifugio Carducci e la Forcella Giralba) che dopo un tratto in leggera discesa raggiunge il grande ghiaione che scende dalla parete Nord della soprastante Croda dei Toni, risale sulla sinistra il ghiaione puntando verso la Forcella Giralba. Si raggiunge un piccolo pianoro dove si trova un piccolo laghetto (il Lago Ghiacciato) e un bivio. Qui si tralascia sulla destra il sentiero che sale verso la Forcella Giralba e si segue il sentiero di sinistra (segnavia 101, indicazioni per la Strada degli Alpini e il Monte Popera). Si segue inizialmente il sentiero con segnavia 101, si scavalca una fascia di facili roccette, poi si percorre una facile cengia che porta ad un ulteriore bivio, nei pressi di un terrazzo ,dove si lascia a sinistra la Strada degli Alpini e si imbocca la parte iniziale del Vallone della Busa di Dentro (cartello indicatore per il Monte Popera). Si prosegue nel vallone (Busa di Dentro) tenendo il lato destro, su buona traccia di sentiero (ometti sempre presenti) in direzione della parete Ovest del Popera, fino a raggiungere un piccolo nevaio perenne, che va attraversato da destra a sinistra (potrebbero essere utili piccozza a ramponi). Superato il nevaio si raggiunge la testata del vallone, si sale a sinistra lungo un sentierino il ripido e ampio canalone detritico, sempre aiutati dagli ometti e da alcuni paletti in ferro, fino a raggiungere una strettoia, dove va abbandonato il canale e ci si porta a destra, alla base di una ripida scarpata rocciosa, alta circa 40 metri. Si risale la scarpata (passi di I e un breve tratto di II, presenti due chiodi per eventuale assicurazione) uscendo su un pianoro detritico sospeso, piegando a sinistra si raggiunge la cresta NO del Popera, tenendosi qualche metro sotto il filo si sale per rocce gradinate e un breve canalino si raggiunge il vasto pianoro detritico inclinato sotto la cima. Con percorso evidente, gli ometti portano a sinistra a raggiungere il filo di cresta e da qui, in breve si raggiunge l’ampia vetta, sormontata da una croce metallica. (ore 3,00 dal rifugio alla cima, indicative). In discesa si segue a ritroso lo stesso itinerario di salita fino a Campo Fiscalino).

altre annotazioni:
Il toponimo “Popera” secondo la letteratura alpinistica locale sta ad indicare un “testone rotondo di un pachiderma posato”. Il Monte Popera è una delle montagne che furono coinvolte nelle vicende belliche durante la Prima Guerra Mondiale, durante il conflitto vennero trasportati sulla cima tre cannoni. Ma in precedenza aveva già attirato l’attenzione degli alpinisti locali, la prima salita nota a questa grande montagna risale al 1874, quando M. Holzmann con la guida Santo Siorpaes salirono proprio dalla attuale via normale da Ovest per il Vallone della Busa di Dentro. Nelle giornate con buona visibilità la cima è un eccezionale punto panoramico.