Brenta Alta (Cima di) Via Detassis

difficoltà: 6a / 6a obbl
esposizione arrampicata: Nord-Est
quota base arrampicata (m): 2400
sviluppo arrampicata (m): 500
dislivello avvicinamento (m): 200

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: teo
ultima revisione: 10/08/12

località partenza: Vallesinella (Madonna di Campiglio , TN )

punti appoggio: Rifugio Pedrotti

bibliografia: Buscaini-Castiglioni guida CAI-TCI

note tecniche:
Una “classica moderna”. Così si potrebbe definire questa via del 1935 del grande Bruno Detassis. Impressionante, per l’epoca (ma anche ora) il tracciato, in piena parete, su una roccia bella e compatta. La via, pur di soli 500 metri, è impegnativa, soprattutto nella verifica del tracciato, da ricercare attentamente per non incorrere in sgradite sorprese. Portare una serie di friends fino al 3, nuts, kevlar per clessidre, martello e chiodi per emergenza. Roccia ottima nella parte bassa, da porre attenzione in quella alta nelle ultime lunghezze.

descrizione itinerario:
Dal Pedrotti si imbocca, in discesa, il sentiero per il rirfugio Orsi, lo si segue per circa 20 minuti: ad un certo punto è presente una leggera discesa e una breve risalita, alla cui fine si vede la parete con tutta la sua mirabile dirittura. Per pietraie si raggiunge la base. L’attacco è posto a centro parete, per una evidente lama. Attenzione a non prendere il diedro a dx (sosta visibile) in quanto trattasi della via “Elisir di giovinezza”.
Per la relazione rimando all’ottima guida Cai Tci del Buscaini ed al sito mountaincafè. Di seguito alcune indicazioni utili.
Dall’attacco, si supera la lama, un’altra ancora fino ad attraversare lungamente a sx su placca compatta, si supera un diedrino fino ad una terrazza erbosa, sotto un magnifico diedro. Lo si risale, ci si sposta a sx , si sale dritti e si fa sosta. Si va dunque a sx, quindi dritti (chiodi) e dopo un po’ di metri si attraversa a dx. fino in sosta.
Da questa si va dritti, un po’ a dx., si attraversa su cengetta e si risale obliquando a sx. fino in sosta. Si va dritti un po’ a sx, si aggira il tetto, e si sale una placca compatta fino in cengia. La si traversa tutta a sx., fino al limitare dello spigolo, da cui in sosta. Dritti sopra il diedro e quindi in placca compatta fino in sosta, Si traversa a dx. (passo in discesa) e si risale. Da qui si va dritti per 15 metri, dopodiché la via originale piega un po’ a sx, fino ad una nicchia gialla, per poi salire dritti e attraversare a dx.
Noi abbiamo invece seguito integralmente il muro, proseguendo verticalmente, ma trattasi sicuramente di una variante più dura (passo di 6b). Da entrambi le parti sono presenti chiodi e si giunge alla stessa sosta. Da qui si sale un po’ a sx., pochi metri dritto e quindi si traversa a dx. in piena esposizione, all’inizio su accenno di cengetta poi in parete (no chiodi, possibilità di mettere friends), mentre la via originale andava dritta e poi con un pendolo a corda, raggiungeva la sosta tutta a dx.
Dalla sosta dritti, si supera uno strapiombo e quindi si giunge in una magnifica grotta. Si va dritti, si esce un po’ a sx. (roccia brutta) fino a sosta non collegata su 2 chiodi. Si sale dritti, un po’ a sx. fino ad una cengia. La si segue lungamente tutta a sx., raggiungendo un accenno di spigolo, dove la parete sembra abbattersi un pò fino ad una sosta posta sullo spigolino. Si va al di sopra, unendo 2 tiri (sosta intermedia e friends incastrato) fino ad un vecchio chiodo con anello saldato.
Si segue il diedro rosso sovrastante fino in sosta (roccia brutta). Si va un po’ a dx. (chiodo) e poi a sx. (chiodi) per una lunghezza impegnativa per la roccia brutta, fino ad una forcelletta con chiodo.
Da qui a dx. per un camino, fino in vetta.