Raie, Parì, Artà, Rubello (Borgate) da Pont Canavese, anello

difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 500
quota vetta/quota massima (m): 800
dislivello salita totale (m): 400

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: giuliof
ultima revisione: 10/03/12

località partenza: Pont Canavese (Pont Canavese , TO )

cartografia: Mu 1/20.000 n. 4 Valle Sacra

note tecniche:
Breve ma suggestivo anello in un angolo dimenticato della bassa Val Soana, il vallone del Rio Bigio dal quale è possibile vedere da un'insolita angolazione il versante dell'Arbella con le sue numerose borgate.
http://digilander.libero.it/archiviorisveglio/2003/08-03-7.html

descrizione itinerario:
Questa escursione propone la visita delle borgate Raie, Parì, Artà e Rubello con giro ad anello che può partire direttamente da Pont. Si imbocca la strada per Frassinetto, dopo il primo tornante appena fuori dall’abitato si imbocca a sinistra una stradina che presto diventa sterrata ma accettabile anche per un’utilitaria, indicazione su cartello bianco, la si segue fino a giungere alla borgata dove, pochi metri oltre uno slargo in cui è possibile parcheggiare, si osserva un bel pilone votivo a base quadrangolare dipinto sui vari lati ed una chiesetta ben conservati.
Questa è l’unica borgata del gruppo ad avere alcune abitazioni ristrutturare ed abitate prevalentemente nei fine settimana.
Entrati in Raie si percorre la mulattiera bassa, quella tratteggiata in nero sulla carta Mu e si prosegue verso nord fino al torrente Bigio dove troviamo i resti del vecchio ponte di legno ormai in rovina.
Qui inizia la parte più impegnativa della gita, quella che giustifica la valutazione EE. Bisogna guadare il torrente dopo aver valutato la portata dell’acqua che non sempre lo permette, prestare attenzione in quanto poco sotto sono presenti salti di parecchi metri prima che il rio entri nel Soana.
Poi si risale per vaghe tracce che spesso si perdono in mezzo ai rovi ed arbusti spinosi di ogni tipo, si osservano muretti a secco ormai quasi del tutto devastati dai cinghiali. Dopo pochi minuti su di un pendio particolarmente ripido che non offre alternative, si giunge a quel che resta dell’antica borgata Parì, le costruzioni avvicinabili ma pericolanti sono solo un paio mentre tutto il resto è immerso nelle vegetazione.
Si prosegue poi, sempre su tracce di sentiero, sulla destra orografica del rio Bigio fino al punto in cui la bastionata rocciosa diventa quasi aderente al corso d’acqua e la gola si restringe, dove si osserva un grande masso adagiato nel greto. Qui occorre scendere seguendo una labile traccia che non risulta visibile finché non ci si avvicina ad un punto in cui sembra impossibile passare.
Si guada con attenzione e si guadagna l’altra sponda dalla quale si risale su pendio ripido e scivoloso ma finalmente senza spine, verso la mulattiera che si trova poche decine di metri più in alto, la stessa che collega Raie con le borgate di Frassinetto.
Raggiunta tale mulattiera termina la parte più difficile della gita. In qualunque modo si raggiunga la mulattiera segnata con bolli rossi può essere interessante osservare i due piloni votivi ed il ponte sul bigio poco più avanti, l’unico rimasto agibile nella zona. Giunti in prossimità di alcuni ruderi (pilastri) durante il ritorno, la mulattiera principale tende a scendere leggermente, se ci manteniamo in alto seguendone una meno evidente che attraversa muretti e terrazzi possiamo arrivare direttamente alla borgata Artà formata da tre abitazioni diroccate a ridosso delle quali è ancora presente una vecchia vigna.
Si scende poi lungo il crinale con sentiero all’ultima borgata, Rubello, che per la sua collocazione e disposizione presenta alcune analogie con Ciuccia, una borgata pochi chilometri più a monte sempre lungo il corso del Soana.
Da qui si scende poi lungo la mulattiera puntando verso Pont per il rientro.

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