Gran Pilastro dal Rifugio Ponte di Ghiaccio per la cresta SO

difficoltà: PD-   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1856
quota vetta (m): 3510
dislivello complessivo (m): 1654

copertura rete mobile
vodafone : 40% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: ste_6962
ultima revisione: 06/12/09

località partenza: Lago di Neves (Selva dei Molini , BZ )

punti appoggio: Rifugio Ponte di Ghiaccio m. 2545 (CAI Bressanone) (45 posti letto) (Tel. 0472-63230)

cartografia: carta Tabacco foglio 37

bibliografia: Alpi Aurine (Guida dei Monti d'Italia CAI/TCI)

note tecniche:
Il Gran Pilastro è la montagna più elevata delle Alpi Aurine, elegante e maestosa, molto nota e frequentata sia dal versante italiano (con accesso da Brunico) e dal versante austriaco. Ha due vie normali, una che sale dalla Val di Vizze e da Vipiteno e l’altra che passa dalla Valle di Tures. In questa relazione viene proposta la salita dalla Val di Tures, con partenza dal Lago di Neves e pernottamento al Rifugio Ponte di Ghiaccio, salendo lungo il Ghiacciaio del Gran Pilastro e la cresta Sud-Ovest.
Questa cima per gli alpinisti tedeschi è nota anche come Hochfeiler, che significa letteralmente "cresta affilata". La prima salita nota di questa montagna risale al 24 luglio 1865 per opera di Paul Grohmann (celebre alpinista austriaco molto noto per le sue "imprese" in Dolomiti) insieme a Georg Samer e Peter Fuchs dalla Zillertal lungo la Val di Vizze.
Oltre alla bellezza del contesto ambientale, uno dei motivi di interesse per salire questa cima è anche il notevolissimo panorama che nelle giornate favorevoli è possibile ammirare dalla cima.
Si tratta di un'ascensione che si svolge in prevalenza su ghiacciaio, con un tratto di misto (alcuni facili passaggi su rocce gradinate) per raggiungere la forcella di quota 3250 m. sulla cresta Sud-Ovest ed una cresta nevosa stretta ed esposta nel tratto finale, che richiede un minimo di esperienza e sicurezza di piede.
E' una salita che si effettua in due giorni, prevedendo il pernottamento al Rifugio Ponte di Ghiaccio del CAI di Bressanone (è consigliabile prenotare). L'accesso stradale avviene da Brunico, risalendo la Val di Tures, toccando Molini di Tures, Lappago e parcheggiando l'auto al Lago di Neves, il punto di partenza per la salita al Rifugio Ponte di Ghiaccio.
Ascensione remunerativa e decisamente consigliabile. Il periodo migliore per fare questa piacevole ascensione va da fine giugno a settembre.

descrizione itinerario:
Parcheggiata l'auto nei pressi del Lago di Neves, si inizia seguendo inizialmente la strada di servizio che contorna la sponda orientale del lago, raggiungendo la Malga Comunale a circa 1860 m. Da qui si prosegue lungo il sentiero (con segnavia 26) che sale sulla destra del vallone, superando un bel bosco con una fitta serie di tornanti uscendo su un vasto pianoro erboso. Si prosegue per pascoli e pendii erbosi e poi per pietraie, puntando all'evidente colle, il Passo Ponte di Ghiaccio dove è situato il Rifugio Ponte di Ghiaccio m. 2545 (ore 2 dal Lago di Neves).
Dal Rifugio si segue il sentiero con segnavia 1 e indicazioni per il Gran Pilastro (Hochfeiler), salendo a mezza costa sulla destra nel vallone Untergries, attraversando tratti erbosi e poi una ripida rampa detritica fino a raggiungere l'ampia Forcella di Punta Bianca m. 2928.
Dalla forcella si vede bene il Gran Pilastro e la parte rimanente dell'itinerario da seguire. Si scende su neve e/o pietrame fino a raggiungere il sottostante ghiacciaio (la Vedretta del Gran Pilastro). Si attraversa il ghiacciaio con un largo semicerchio verso destra seguendo le tracce esistenti (attenzione all'attraversamento di alcuni grossi crepacci !),
Usciti dal ghiacciaio si sale una rampa rocciosa con grossi pietroni sulla destra, seguendo gli ometti presenti sul posto, proseguendo su un pendio nevoso abbastanza ripido si raggiunge un intaglio a quota 3250 m. sulla cresta Sud-Ovest del Gran Pilastro. Piegando a destra si segue il nevoso filo di cresta (solitamente è presente una buona pista) che nella parte finale diventa più stretto ed esposto, fino a raggiungere la vetta, dove si trova una grande croce in legno, un contenitore metallico e il quaderno di vetta. (ore 4,00 dal Rifugio alla cima).
In discesa si ripercorre a ritroso lo stesso itinerario di salita.