550m
Dal parcheggio di San Bernolfo, poco prima del paesino omonimo, si attraversa il ponte e si sale per la mulattiera che adduce al rifugio del Laus ed al vicino colletto del Laus, con panorama sul lago di San Bernolfo, situato all’inizio del vallone di Collalunga.
Arrivati al colletto del Laus si prende a dx la bella mulattiera che sale con pendenza costante sul versante S.Bernolfo. La si segue per circa 45 minuti, fino ad arrivare in un’ampia conca pietrosa. In corrispondenza dell’ultimo larice si abbandona la mulattiera per deviare a sinistra tra pietraie fino a raggiungere un canale pietroso che porta ad un ampio intaglio che interrompe la cresta Nord Est.
La cresta è formata da intagli, gendarmi e placche la cui difficoltà non supera il III° grado.
Si tratta di un’arrampicata divertente avendo però l’accortezza di sondare sempre i veri appigli evitando quelli instabili, in poco più di due ore si arriva alla croce di vetta.
Discesa:
si può scendere dalla cresta Nord Ovest fino al colletto posto tra la Rocca e la Guglia di S.Bernolfo, da qui volendo in una quindicina di minuti si può salire alla Guglia di San Bernolfo per poi ridiscendere nel valloncello del Chiot della Roccia
Variante più impegnativa, ” Via Reverso Perso “:
Arrivati nell’ampia conca pietrosa, abbandonare il sentiero in un tratto quasi pianeggiante, in corrispondenza di uno degli ultimi larici (ometto), deviando a sinistra tra pietraie (alcuni ometti) fino a raggiungere un abbastanza evidente, ripido e stretto canale roccioso che porta ad un intaglio che precede l’inizio della cresta Nord Est, alla destra del quale vi sono delle grandi placconate, visibili già dal fondovalle. Alla base del canale conviene legarsi.
Seguire gli spit posti sulle placche alla dx del canale, su buona roccia. Sono 3 tiri da circa 40 mt: il primo II-III° con spit piuttosto distanziati; il secondo partenza IV° (2 spit), poi più facile; il terzo su placca appoggiata ma liscia, roccia ottima ma un po’ lichenata, uscita su breve muro verticale (alcuni spit, V+ max). Si esce in cresta, e dopo un primo tratto elementare in cui si cammina e si arrampica facilmente, si arriva ad un primo risalto dove le difficoltà aumentano. Da questo risalto occorre poi calarsi con una doppia da 20 mt (fettuccia e maillon in loco) che conduce al colletto dove si intercetta la cresta seguendo l’itinerario “normale”. Con questa variante calcolare almeno 3,5 ore dalla base del canale alla vetta. Materiale necessario per la variante: corda da 40 mt, fettucce, alcuni friend medi, nuts, almeno 6 rinvii.
- Cartografia:
- IGC 7: Valli Maira-Grana - Stura
- Bibliografia:
- Parodi - Nelle Alpi del Sole
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