- Accesso stradale
- nn
Involontariamente, tratti in inganno da alcune imprecisioni nella relazione, abbiamo imboccato un canalino che immette in cresta ben prima di quello che voleva dire la relazione. Abbiamo capito dopo di aver percorso la via “Reverso perso”. Quindi itinerario nel complesso molto più lungo e prima parte decisamente più impegnativa: comunque un bell’ambiente, piuttosto poco frequentato. Peccato che, non immaginando questa variante involontaria, non fossimo attrezzati al meglio: avevamo corde da 30 metri che non ci hanno permesso sulla placconata iniziale di arrivare alle soste (4 tiri da 40 metri, spittati lunghi, con difficoltà crescenti fino al V), e le nostre calzature non ci hanno consentito di salire in aderenza le placche del 3° tiro, decisamente impegnative, obbligandoci ad una variante un po’ più facile, anche se non spittata. Una bella doppia da 20 mt ci ha poi depositati sull’itinerario “giusto”.
Bellissima giornata, calda ma ventilata, bell’ambiente, con sempre in vista dalla cresta il lago sottostante, anche un po’ di avventura. Bagno ristoratore nel lago al ritorno (tempo di permanenza in acqua massimo 20 secondi); ottime birre alla spina ancora più ristoratrici al rifugio del Laus. Tanta gente in giro. Con Gino, Maurizio, Roberto e Mauro che, causa problemi alla spalla, è salito alla Rocca a piedi dalla normale.