Pietraborga (Monte) Cresta N

Pietraborga (Monte) Cresta N

Dettagli
Altitudine (m)
800
Dislivello avvicinamento (m)
100
Sviluppo arrampicata (m)
100
Esposizione
Nord
Grado massimo
4
Difficoltà obbligatoria
3

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
insieme a Rocca Sella e i Picchi del Pagliaio, il monte Pietraborga (926 mt) era una delle più antiche palestre di roccia della val Susa. Ormai il sito è completamente abbandonato, per la limitata altezza delle arrampicate (max 15-30 mt) e le basse difficoltà. I vari passaggi di arrampicata non sono attrezzati.
Descrizione

Da Trana in direzione di Sangano, superare il ponte sul Sangone e girare a dx prendendo la strada Pianca, superare la cava e successivamente girare a sx raggiungendo il villaggio ‘La Betulla’. Prendere le indicazioni per la borgata Pratovigero raggiungendola dopo 2 km e parcheggiare.
Si entra nella borgata e si seguono i cartelli per il ‘pilone degli alpini’, poco prima di prendere l’ultima rampa in salita che porta al ripetitore dove è situato il pilone degli alpini, proseguire a dx in una stradina forestale che porta ad una recente ‘taglia’ situata poco sotto la cresta nord del monte Pietraborga, da qui si vedono i primi torrioni.
Riporto la descrizione del libro di Grassi: “arrivando dalla cresta N-W si nota sulla destra ed in basso, un torrione slanciato con una parete a picco alla quale si sovrappongono altri salti.
Si tratta del torrione Garelli che presenta difficoltà di III grado. Tutto intorno divisi da vallette detritiche, si ergono spuntoni e torrioncini che offrono diverse possibilità.
La torre culminante è alta da dieci a quindici metri, verso nord ovest presenta un’interessante parete giallastra che si scala partendo dal filo di cresta per una spaccatura sulla destra (IV). Oppure per lo spigolo che a sinistra delimita la parete giallastre (V, passo aggettante verso sx, poi IV). È anche frequentato il caminetto sul versante nord est (II).
Attorno alla torre culminante spicca in basso un caratteristico masso a forma di fungo, dove la via più facile per la sommità è di III, quindi si possono fare passaggi molto difficili. Più a sinistra un torrione bifido si può scalare dai vari lati, soprattutto quello est che risulta più alto.”(Valle Susa e Sangone, G.C.Grassi)
Ultimate le difficoltà si raggiunge in breve la cima del monte Pietraborga. La discesa la si effettua dal sentiero che parte poco sotto la punta e scende direttamente a Pratovigero.

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Bibliografia:
Valle Susa e Sangone di Gian Carlo Grassi; Alpi Cozie Centrali CAI TCI
giob
06.08.2011
9 anni fa

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