Pasquale (Monte) dall’Albergo dei Forni, via Normale per la cresta SO

Pasquale (Monte) dall’Albergo dei Forni, via Normale per la cresta SO

Dettagli
Dislivello (m)
1380
Quota partenza (m)
2178
Quota vetta/quota (m)
3553
Esposizione
Sud-Ovest
Grado
F

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio-Albergo dei Forni, Rifugio Branca

Avvicinamento
da Santa Caterina Valfurva si prende la strada a pedaggio (macchinetta all'inizio della strada, costi: 3 euro per 24 h , 5 euro per 48 h) che porta dopo 6 km all'albergo dei Forni. La strada è un po' tortuosa e stretta ma è quasi completamente asfaltata (solo gli ultimissimi metri sono sterrati). Ampi parcheggi.
Note
E' la via più semplice per raggiungere il Monte Pasquale, noto soprattutto per la sua parete nord, ora purtroppo percorribile molto raramente. Il progressivo ritiro dei ghiacciai e della copertura nevosa ha reso questa salita escursionistica, anche se si consiglia di avere con sè almeno i ramponi nel caso il tratto finale tra anticima e cima si presentasse ghiacciato.
Descrizione

Dai parcheggi al termine della strada dei Forni il Rifugio Branca può essere raggiunto in tre modi diversi: con la strada di servizio, con il sentiero glaciologico basso e con il sentiero glaciologico alto. I tempi di percorrenza indicati dai cartelli sono rispettivamente 1 h 10′, 1 h 30′ e 2 h 30′; avendo tempo a disposizione è consigliabile utilizzare la terza opzione, estremamente panoramica, che prevede anche l’attraversamento di due ponti “tibetani”, in realtà due ponti in legno solo un po’ ondeggianti. Dal Rifugio Branca si segue il sentiero (indicazione “giro delle trincee”) che alle spalle dell’edificio si inoltra nella Val Rosole. Ben presto si raggiunge un’evidente morena che si percorre sul filo fino al suo termine. Si procede brevemente fino a incontrare il Lago inferiore di Rosole che si costeggia sulla sinistra puntando a un’altra morena posta a ridosso del Pasquale e sul cui vertice sono ben visibili due ometti. Alla loro sinistra parte la traccia (ometti) che permette di raggiungere la cresta del Monte Pasquale nei pressi di un ometto caratterizzato da un bastone; questo punto va memorizzato onde evitare in discesa di proseguire oltre. La cresta sud-ovest si presenta inizialmente larga e poco pendente per poi impennarsi e diventare un po’ più stretta nel tratto che porta all’anticima; è comunque sempre presente una traccia di sentiero che permette, se seguita correttamente, di evitare qualunque passaggio di arrampicata. Il tratto più ripido culmina verso quota 3400 con il raggiungimento di una baracca risalente alla Prima Guerra Mondiale; si prosegue sulla cresta ora nuovamente ampia fino all’anticima che procede di poche decine di metri il punto culminante. In quest’ultimo tratto è spesso presente neve e/o ghiaccio e potrebbero essere necessari ramponi, anche se comunque la cresta è praticamente orizzontale. La cima è caratterizzata da una rudimentale croce in legno e dalla presenza di manufatti risalenti alla Grande Guerra. Eccezionale panorama sulle montagne della zona con il Cevedale in primo piano. Dal rifugio calcolare circa 3-4 ore. Volendo rimanere su difficoltà escursionistiche l’unica discesa possibile è quella della via di salita; la traversata verso il Colle del Pasquale, posto tra il Pasquale e il Cevedale e la successiva discesa o verso il Branca o verso il Rifugio Pizzini comportano l’utilizzo di materiale alpinistico.

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giuliano
11.08.2018
2 anni fa
3 anni fa

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