Nero (Lago) da Grange Selvest

Nero (Lago) da Grange Selvest

Dettagli
Dislivello (m)
600
Quota partenza (m)
1661
Quota vetta/quota (m)
2245
Esposizione
Nord
Grado
E

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Da Dronero si risale la tortuosa Val Maira, fino a Ponte Marmora, dove si devia a sinistra salendo per la strada con indicazioni Canosio e Preit. Al successivo bivio si volge a destra toccando Preit e Pian Preit, e proseguendo fino alle Grange Selvest, dove si parcheggia.
Descrizione

Attraversato il ponte sul Rio del Preit, si imbocca lo sterrato a sinistra che sale con lieve pendenza in direzione NE.
Poco prima di giungere alle Grange Colombero sott. 4, si incontra un ponte in cemento sul Rio della Valletta. La strada interamente sterrata ad eccezione di un tratto asfaltato, sale ora attraverso il lariceto ora attraverso radure prative.
Attraversato il Rio della Valletta, si prosegue sulla sinistra del fiume. Giunti ad un bivio, si tralascia il ramo di sinistra (chiuso con una catena) per le Grange della Valletta e si sale fino al successivo bivio. Qui si abbandona lo sterrato principale e si imbocca la strada (anche questa chiusa da una catena) che, con percorso pianeggiante, raggiunge la conca delle Grange Chiacarloso.
Immediatamente prima del ponte, sulla destra, si stacca una non evidente traccia che sale ripida nel lariceto.
La traccia si mantiene sul bordo del dirupato versante che scende verso l’impluvio del rio. La salita, alternata a qualche tratto in falsopiano, prosegue sempre sulla sinistra orografica del rio; nonostante alcune tracce scendano a guadarlo nei tratti meno scoscesi del pendio, il rio non deve mai essere attraversato.
Si percorre un tratto di lariceto in mezzo a grossi massi detritici e piante di ginepro, si attraversa una piccola radura nei pressi di un gias, ed infine si raggiunge la strada sterrata precedentemente abbandonata. La si attraversa, andando a cercare la traccia che prosegue sul lato opposto, nel lariceto.
Dopo una breve salita si incrocia nuovamente la sterrata, in un punto che, solo per poche centinaia di metri, è asfaltato. Si superano due tornanti ed una curva verso sinistra. Nella curva successiva, verso destra, si imbocca sulla destra una traccia che, sempre nel lariceto tra massi e rododendri, sale decisa a tornanti.
Dopo una breve ma ripida salita, si perviene ad una splendida conca pascoliva, circondata dai larici e dominata dalle Grange Chiacarloso ; la conca è raggiunta anche dalla sterrata più volte incrociata, che qui termina.
Qualunque sia stato il percorso per giungere alle grange, bisogna trovare la prosecuzione del sentiero che si stacca, sulla sinistra, dalla sterrata inerbita nei pressi dell’ultimo tornante prima delle grange. Il sentiero sale abbastanza deciso nel lariceto; quando spiana, si divide in varie tracce più o meno parallele che si riuniscono poco a monte di un minuscolo laghetto , oggi visibile nonostante solitamente non si veda nel periodo estivo. Una breve decisa salita permette di raggiungere una piccola conca, attraversata la quale si deve superare una successiva balza .
Giunto ad un più ampio pianoro punteggiato di larici, il sentiero piega verso SE e si immette nella conca del Lago Nero Dal colletto, ove si trova un’altra piccola pozza d’acqua, si gode di ampio panorama sul Vallone del Preit e sul Pianoro della Gardetta.

Si può completare l’anello salendo al colletto che porta alla veduta panoramica sul Vallone del Preit, dove si incontra un’altro bel laghetto. Si prosegue per sentiero evidente fino alle Grange Culausa 1932 dove si procede per sterrata carrozzabile fino al punto di partenza della Grange Selvest. Possibil, anzi consigliato, fare il giro al contrario!

Per aggiungere un panorama mozzafiato si può salire al vicino Monte Bert 2394 dal Lago Nero si prosegue sul sentiero che scende alle Grange Chiacarloso per pochi metri, sulla sinistra si stacca una labile traccia tra i rododendri che porta ad un ometto, piegare decisamente a destra per arrivare su una piccola cresta che divide il lago Nero dal monte Bert, ridiscendere per pochi metri e salire per la traccia ora più evidente arrivando su una selletta, proseguire per la traccia (ometti) che si dirige per l’evidente colle, arrivati prendere a destra per cresta pietrosa e dirigersi al cippo di vetta del Monte Bert. E’ per intenditori, qua il paesaggio si perde tra la maestosità di queste valli e soprattutto si lascia per un attimo l’affollato lago. Traccia allegata!

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elelele , fedebryan
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