Morefreddo (Monte) da Pragelato per il Clot de la Soma e il Colle del Pis

Morefreddo (Monte) da Pragelato per il Clot de la Soma e il Colle del Pis

Dettagli
Dislivello (m)
1250
Quota partenza (m)
1580
Quota vetta/quota (m)
2770
Lunghezza (km)
24
Esposizione
Ovest
Difficoltà salita
BC+
Difficoltà discesa
BC+

Località di partenza Punti d'appoggio
Refugium Pragelato

Avvicinamento
Da Pinerolo risalire la Val Chisone fino a Pragelato, superare il capolouogo Ruà e proseguire verso Sestriere fino a giungere ad una rotonda che indica a sinistra la frazione Plan, Pattemouche e la Val Troncea. Ampi parcheggi lungo la strada dove è possibile lasciare l'auto.
Note
Anello splendido e poco faticoso che consente di esplorare quest'area ormai ritornata selvaggia dopo gli splendidi anni di sci alpino che hanno lasciato come eredità solamente i vecchi impianti abbandonati a se stessi. Nonostante alcuni interventi recenti i sentieri sono tendenzialmente sporchi, rovinati e mal segnalati (utile il GPS). Per chi ama (come me) questi scenari caratterizzati da vecchie strutture abbandonate e ambiente tornato selvaggio giro fortemente consigliato!
Descrizione

Dal Plan si parte in direzione Val Troncea, superando la seggiovia “Conca del Sole” (non più funzionante) iniziamo a pedalare sullo sterrato raggiungendo il Pount daz Itrei, la strada è aperta al traffico fino al bivio di Laval, che raggiungiamo in breve. Al bivio è presente una fontana. Prendiamo a sinistra la strada carrozzabile che sale alla borgata e continua con pendenze regolari fino ad incrociare i primi impianti di risalita e il Rifugio (Refugium) che però non raggiungiamo (a meno che non si voglia fare una tappa) continuando a salire seguendo la strada di servizio degli impianti che sale con alcune rampe verso l’arrivo della seggiovia Clot de la Soma, prima di arrivarci dobbiamo seguire il tornante a destra che ci fa prendere ancora quota fino ad arrivare, con un ultimo strappo, al termine dello skilift “Smeraldo”.
Ora proseguiamo in cresta dove è presente un bellissimo sentiero quasi interamente ciclabile che porta verso l’arrivo dello skilift “Belotte”, da dove si vede già chiaramente il Colle del Pis dritto davanti a noi. Lo raggiungiamo su sentiero abbastanza ripido dove è consigliabile portare la bici in spalla.
Dal colle scendiamo pochi metri nel Vallone di Massello per prendere subito a destra il sentiero che si dirige al Colle del Morefreddo. Il primo pezzo è ciclabile mentre man mano che si va avanti la ciclabilità diminuisce fino a costringerci a spingere o portare la bici sulla pietraia finale che ci fa raggiungere il Colle.
Ora prendiamo a destra per tracce di sentiero raggiungendo la piatta vetta del Morefreddo dove sono presenti antiche casermette in rovina.
Per la discesa ci sono più possibilità: la prima è per il vallone del Mendia, negli ultimi anni pare che sia via via peggiorato diventando poco ciclabile, mancano però aggiornamenti a riguardo. Si scende sul percorso di salita fino al Colle del Pis, da qui ancora qualche metro verso gli impianti per prendere una traccia poco visibile che parte alla nostra destra (consigliabile guardarsela già in salita e poi prestare attenzione in discesa perchè è veramente poco visibile) a quota 2550 m circa e ravanando un po’ ci porta nel Vallone del Mendie. Il sentiero si intravede abbastanza ma è comunque consigliabile avere dietro il GPS con il sentiero segnalato, in alternativa siccome il sentiero scende più o meno sempre al fianco del Rio Mendie basta tenere sott’occhio quest’ultimo per orientarsi. Man mano che si scende comunque il sentiero diventa evidente e difficilmente ci si può perdere.
Si arriva fino a quota 2550 m circa dove troviamo un trivio, il sentiero continuerebbe diritto fino a Pragelato ma è sporco e difficilmente visibile, sulla destra si risale in direzione delle Bergerie di Pra D’Amont mentre noi dobbiamo prendere a sinistra passando sotto alla seggiovia del Clot e raggiungendo le Grange Gemignan su bellissimo sentiero ben battuto! Questo sentiero prosegue a mezzacosta fino a ritornare sulla strada sterrata che abbiamo fatto all’andata salendo da Laval, in alternativa si può provare il sentiero abbastanza ben segnalato (la partenza è ben segnalata con un paletto in legno con vernice rossa e blu) che scende direttamente al Plan, dove abbiamo lasciato la macchina.

Una seconda opzione possibile, per chi preferisse percorsi più semplici e scorrevoli è quella di scendere sulla strada percorsa in salita fino alla seggiovia Clot de la Soma, da qui per piste da sci con tracce di sentiero si scende andando a rintracciare il sentiero mezza costa che riporta in val Troncea. Tralasciando invece la seggiovia si continua la discesa sul percorso di salita semplicemente facendolo a ritroso!

Ultima opzione, da verificare anche questa siccome all’interno del parco Val Troncea è vietato percorrere i sentieri in bici, consiste nello scendere per il sentiero 330 sulla borgata diroccata Seytes. Secondo la cartina Fraternali 2 (stampata anche su un cartello posto sulla strada per Laval percorsa in salita) il sentiero passa quasi tutto sul confine o fuori dal parco, in ogni caso siamo border line quindi a voi la scelta! Questa discesa è molto ripida e tecnica, con tratti non ciclabili, l’ambiente però è meraviglioso!

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Cartografia:
Fraternali 2 Alta valle Susa Alta val Chisone
mbourcet213
01.06.2020
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