Molinazzo (Cima di) Diedro e Nuvole

Molinazzo (Cima di) Diedro e Nuvole

Dettagli
Dislivello (m)
1208
Quota partenza (m)
1621
Quota vetta/quota (m)
2829
Esposizione
Sud-Ovest
Grado
D

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Lissone

Note
- Roccia: tonalite di buona qualità, ottima nei tratti impegnativi; roccia a tratti un poco delicata ma mai in modo pericoloso.
Giudizio: linea che percorre l’evidentissimo diedro che la montagna presenta sul suo versante Ovest, struttura già perfettamente visibile dal rifugio dove se ne intuisce la geometrica perfezione; attacco non indifferente ma elementare, faticoso solo nell’ultimo breve tratto. Ascensione meritevole per i luoghi remoti visitati e la vastità del panorama offerto dalla cima.
- Soste: ottime con 2 fix da 8 mm e maglia rapida.
- Materiale: N.E.A.; serie completa di friends; un paio di chiodi per sicurezza
- Attrezzatura: la via è chiodata a fix 8x80 mm e alcuni chiodi
- Sviluppo: 180 m – 5 lunghezze
- Valutazione estesa: II, S2, V+
Avvicinamento
ore 1,30 dal rifugio Lissone; ore 2,30 da Malga Lincino: dal rifugio si inizia a seguire la traccia di sentiero subito alle spalle della fontana, traccia che in circa 10 min. conduce alla cisterna di raccolta dell’acqua utilizzata dal rifugio medesimo dove il sentiero cessa. Iniziare a risali un vallone erboso lasciando sulla dx un dosso con piccoli larici fino ad incontrare i primi ometti che si seguono superando una bella costola morenica fino ad una stupenda radura con grosso ometto-stele (ore 0,50); eccellente posto da tenda; corso d’acqua a 20 metri. Continuare entrando in una conca detritica fino a raggiungere un caratteristico gigantesco lastrone dal quale si punta direttamente all’evidente diedro per vallone di macigni fino a superare un ultimo ripido pendio franoso (neve fino a tarda stagione; ore 1,30).
Descrizione

– Attacco: alla base del diedro ridotto nella sua sezione terminale a colatoio detritico
– Itinerario:
– L1: risalire con la dovuta attenzione il colatoio facile ma con molto detrito fin sotto una placchetta pochi metri prima di un salto che ne ostruisce il fondo; salire la placca a sinistra (fix) con divertente progressione (IV) diagonalizzando verso dx (III+/IV-) fino alla S1 su esiguo terrazzino (45 m, max IV).”
– L2: Aggirare a dx uno spigoletto (1 ch.), salire (IV+, roccia delicata) e immettersi in quello di dx dei due diedri abbattuti che si ci trova di fronte (IV, fix); al termine del diedro uscire a sx alla S2 (35 m, max IV+).”
– L3: spostarsi al centro del diedro e con bellissima progressione risalirlo integralmente (IV, passi di V, protezione essenzialmente a friends + 4 fix) e con una sezione più facile toccare la S3 sotto un evidente salto (40 m, max V)”
– L4: salire a destra per lame ben ancorate ma da non sollecitare fin ad un terrazzino; superare la sovrastante fessura (V) con divertente progressione fino ad immettersi nella seconda sezione del diedro; risalirlo integralmente (delicato in alcuni tratti per l’erba), transitare fra due massi da non sollecitare (V+, possibile azzeramento) deviando nell’ultimo tratto per placca a dx del diedro (V, 1 ch.) fino alla S4 su esigua cengetta erbosa (40 m, max V+).”
– L5: salire la facile cresta di blocchi (II/III) raggiungendo la sommità per un ultimo verticale lastrone (IV); S5 su singolo fix con maglia rapida (20 m, max I ).”
Discesa: in doppia lungo l’itinerario di salita.”

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Storico:
Primi salitori: Amadio Paolo, Alberto Malinverni, Daniela Palazzini; 31 agosto 2008
Cartografia:
Kompass
Bibliografia:
Vie del cielo. Adamello e Val Daone. Vie classiche e moderne./http://www.adamellothehumantouch.it/
marazziluca
02/08/2017
3 anni fa
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