Pernottato al rifugio Città di Lissone (ultima notte di apertura), dire che siamo stati trattati bene sarebbe un eufemismo, gestione (e gestori) super!
Avvicinamento in 1h30′ abbondante (o 2h scarse, dipende da come vedete il bicchiere) seguendo il sentiero degli Alpini per cima Lesena sino a quota 2300m. Da lì abbandonare la traccia e percorrere a mezza costa la pietraia in direzione dell’imbocco del conoide detritico alla base del diedro (ben visibile).
Soste tutte nuove e attrezzate con fix 8mm + 10mm, cordone e maglia rapida.
L1 – L2: abbastanza anonimi e non servono protezioni rapide, sono spittati/chiodati dove serve.
L3: le foto parlano da sole, 35m abbondanti di diedro spettacolare. Friend medi almeno raddoppiati, in generale sono più utili le misure BD dal 0.5 in su (noi abbiamo usato il 3 ma non è necessario).
L4: partenza delicata, il primo spit si trova sopra alla fessura e i 4/5m (IV/V) sono da proteggere (usati un BD 1 e un 0.5). Da sopra la protezione sino in sosta ci sono un paio di passaggi (uno azzerabile) più duri ma sempre ben protetti da chiodi/spit.
Non abbiamo fatto L5 per percorrere la cresta Sud (EE) di cima Lesena e scendere poi dal nuovo e bellissimo Sentiero degli Alpini. Le doppie sono sicuramente più veloci, ma ci siamo fatti guidare dalla voglia di esplorare questi posti a noi nuovi.
Con Jack, dopo la ferrata Arosio del giorno prima.
Fieri di essere rimasti fedeli al principio per cui evitiamo le salite famose, cerchiamo solo quelle che non conosce nessuno e abbinano un culo mostruoso nell’avvicinamento ad un’arrampicata breve e possibilmente facile.
Gritte poco capaci ma molto curiose.