Mirauda (Punta) e Punta Labiaia dalla Certosa di Pesio, anello valloni Cravina e Mirauda

Mirauda (Punta) e Punta Labiaia dalla Certosa di Pesio, anello valloni Cravina e Mirauda

Dettagli
Dislivello (m)
1450
Quota partenza (m)
831
Quota vetta/quota (m)
2157
Esposizione
Nord-Est
Grado
EE

Località di partenza Punti d'appoggio
Albergo Certosa di Pesio

Note
La prima parte dell'itinerario, pur svolgendosi in un vallone poco frequentato e selvaggio, è ben segnalata. La seconda parte (dalla punta Mirauda in avanti), è da sconsigliare in caso di scarsa visibilità ed è adatta a chi accetta anche percorsi poco o nulla segnalati.
Descrizione

Dalla Correria della Certosa di Pesio si segue la sterrata che si inoltra sulla sinistra orografica del vallone Cravina. Trascurando una deviazione si continua sul tronco di fondovalle, si guada il corso d’acqua ma ben presto ci si riporta sulla sinistra orografica fin dove essa termina. Si prosegue su sentiero ben marcato trascurando a destra il sentiero che si dirige verso un colletto erboso uscendo dal bosco presso la quota 1670m. Si riprende a salire ripidamente e, dopo un traverso verso destra tra cespugli di ontano, si sbuca sulle estese chine pascolive dove, sulla destra, si trova il Gias soprano del Colle. Girando a sinistra il sentiero prende quota con alcuni tornanti e sbuca sul crinale Pesio-Vermenagna dove si apre il Colletto Mirauda(2080m). A sinistra lungo il crinale erboso si raggiunge prima la Punta Agugion e, dopo aver superato una depressione verso est, l’ampia e arrotondata cima della Mirauda(2157m).
Continuando in direzione est si scende l’ampio costolone erboso in direzione della Labiaia Mirauda (croce di vetta ben in vista) fino a incontrare una barra rocciosa. La si supera perdendo alcuni metri verso valle e si riprende a salire per circa 100mt fino a toccare la croce di vetta della panormaica punta.
Si scende a questo punto liberamente (non ci sono tracce) verso il centro del vallone Mirauda fin dove questo appare chiuso da delicati salti di roccia(q.1700 ca).
Si segue brevemente un tratto erboso verso sinistra per piegare nuovamente a destra in direzione del centro del vallone (torrente in secca).
A questo punto riappare una timida traccia di sentiero che però tende subito a scomparire. Ci si porta alla base di una inconfondibile parete giallastra e si punta (breve risalita) ad un poco evidente colletto(1585m).
Dal colletto si incontra nuovamente il sentiero poco visibile perchè invaso dalla vegetazione. Si scende per un erto canalino prima di buttarsi nuovamente in un boschetto. Si tralasciano tutte le vaghe tracce che scendono verso il fondo del vallone tenendo sempre verso sinistra il sentiero che sfiora le pareti rocciose della Labiaia e passa sotto una grande e caratteristica grotta.
Ad un bivio più marcato si tiene ancora la sinistra e dopo aver superato un tratto in leggera risalita si incontra la pista forestale a quota 1250 circa. Seguendola verso destra si raggiunge la pista forestale principale poco sotto l’ossevatorio faunistico.
A questo punto non resta che seguirla e dopo aver superato il villaggio Madonna d’Ardua fare ritorno alla Certosa.
Se si vuole evitare questo lungo tratto di strada di fondovalle occorrerà lasciare un auto a Pian delle Gorre.

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Cartografia:
IFC 1:50.000 8 Alpi Marittime e Liguri
Bibliografia:
In Cima di J.C.Campana (blu)
giorgiobi
04.06.2014
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Tracce (1)

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