5Km
Da l’Ecot seguire la strada verso il ref. du Carro e quindi deviare a dx sempre su strada sterrata fino a raggiungere le case di Trièves. Proseguire lungo la strada sterrata che si inoltra lungo il vallone e diventa sentiero. Dove la traccia risulta mangiata dal torrente tenere la sx e riprendere la nuova traccia di sentiero, che si segue fino a q. 2180m, qui fare attenzione ad un ometto e ad una nuova traccia che parte sulla sx nei prati ripidi: questa traccia permette di evitare il percorso che si mantiene più vicino al torrente e risulta essere disturbato da ontani e da piccole frane. Si riaggancia il sentiero vecchio intorno a q. 2350m e si continua su traccia omettata fino alle placche montonate a q. 2750m. Proseguire quindi su terreno roccioso ma molto comodo fatto dalle placche lisciate dal ghiacciaio, proseguendo in direzione dell’ormai evidente canale del Mulinet. A 2950m mettere piede sul ghiacciaio e salire un primo risalto più ripido (possibile ghiaccio e qualche crepo), quindi il ghiacciaio spiana e sale dolcemente fino alla base del canale (pochi crepacci ben evidenti).
Risalire il canale che può presentare una terminale piuttosto scomodo da risalire (meglio a sx) e prosegue per 200m a 45° con andamento a banana verso sx.
[Raggiunta la Sella del Mulinet (3333m) è possibile raggiungere il Roc du Mulinet (o P. Martellot, 3452m) a sx con una breve salita su sfasciumi (F, 20-30min a/r)]
Attaccare la cresta a dx della Sella, non stando sul filo ma piegando subito a sx su terreno all’apparenza molto delicato ma in realtà relativamente stabile. Obliquando a sx si raggiunge un traverso sotto un tetto da qui si esce di nuovo sul filo di cresta. Si prosegue facilmente in leggera discesa fino a raggiungere il Dent de l’Ecot. Tenersi sul lato sx (Est) e aggirare parzialmente il dente, fino a salire lungo il suo indefinito spigolo Est (lo spigolo Nord è decisamente più duro, V, ma su roccia più sana). Risalire su terreno molto delicato e sfatto fino alla piattaforma sotto il piccolo monolite in cima al Dente (raggiungibile con 2m di III+, 3398m). Calarsi per 30m verso Sud (cordoni in posto), prima in un camino e poi lungo uno spigolo, quindi con una seconda calata più breve si raggiunge la Sella della Groscavallo (3350m). Salire senza grosse difficoltà sempre lungo il filo (roccia rotta appena ci si discosta), si passa un tratto affilato orizzontale e quindi si raggiunge la Punta Groscavallo (passi di III, 3404m). Dalla cima si scende piegando debolmente verso Est (sx) per facili placche, risalendo brevemente fino ad un tozzo torrione rossastro e verticale, spostarsi a dx e salire nell’evidente camino che lo spacca a metà (IV, un cuneo incastrato). Usciti dal camino traversare verso sx (Est, 1ch.) e seguire un sistema di cenge alternate a muretti verticali (passi di III+, les vires en Z) che permettono di tornare sul filo. Proseguire scontornando i 2 successivi gendarmi verticali. Quindi proseguire sul filo con passaggi atletici e mai difficili (III/+) ma con alcune disarrampicate delicate: la prima che si incontra si vince stando sullo spigolo di sx (breve fessura, III in discesa). Il successivo gendarme si scende piegando a dx (O) e raggiungendo una enorme lama staccata, protesa nel vuoto da cui un cordino in kevlar permette una calata di 15-20m fino alla base. Si prosegue in direzione di un gendarme più grande solcato da un grande camino, sulla cui faccia sx è evidente una corda. Risalire il camino (III) e quindi nei pressi di un “buco della serratura” (cordino), passare sul versante Est (breve calata di 5m o disarrampicata scomoda). Traversando si va a riprendere il filo che si segue su roccia via via migliore fino al salto verticale dello spigolo Nord della Mezzenile. Raggiunto lo spigolo abbassarsi lato Francia (O) e seguire una cengia piuttosto marcata (rischio verglas) che attraversa tutto il versante, qui esistono 2 possibilità: i) a metà cengia risalire a sx con decisione in direzione di un diedro che permette di raggiungere la cresta S (III) oppure ii) proseguire sempre in leggera discesa/in piano fino a trovarsi su un terrazzo da cui è possibile proseguire, da lì spostarsi a sx e salire un camino atletico e strapiombante (passo di IV+) che permette di raggiungere la cresta S. In entrambi i casi, con 5min di facili placche si raggiunge la cima della Mezzenile (3436m).
Discesa: tornare sui propri passi lungo la cresta Sud e scendere fino ad un torrioncino con evidenti cordoni. Effettuare una prima calata lato IT da 20m, fino ad un terrazzo, quindi una seconda calata da 25-30m un po’ in diagonale verso dx (faccia a valle) permette di raggiungere delle belle placche da cui con un’ultima calata da 25m si arriva all’altezza del Colle della Gura. Da lì si mette piede sul ghiacciaio (primi metri più ripidi) e si scende quindi in diagonale verso dx fino a riprendere il percorso fatto all’andata, nei pressi delle placche montonate. Da lì sempre lungo la traccia di salita si torna all’auto.
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