Medale (Corna di) Breakdance

Medale (Corna di) Breakdance

Dettagli
Altitudine (m)
650
Dislivello avvicinamento (m)
250
Sviluppo arrampicata (m)
240
Esposizione
Sud-Est
Grado massimo
7b
Difficoltà obbligatoria
6b

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
Itinerario bello, verticale e strapiombante. Ne risulta un'arrampicata decisamente atletica e continua su roccia ottima.
In via fittoni resinati e qualche chiodo da integrare con protezioni veloci sulle ultime due lunghezze di corda. Soste a fittoni resinati da collegare. Una eventuale ritirata in corda doppia può risultare molto problematica. Per una ripetizione sono utili due mezze corde, 13 rinvii, una serie di friend, eventualmente una staffa.
Avvicinamento
Per raggiungere l'attacco della via è necessario risalire la via ferrata fino ad una zona dove spiana (in pratica in cima al pilastro Irene) dalla quale si segue l'evidente traccia verso aggirando un spigoletto (esposto, attenzione!) dove si trova un fittone e poco oltre una sosta con anello di calata. Calarsi per circa 15 metri in diagonale decisamente verso destra (faccia a monte) fino ad un fittone poco sotto una pianta con vecchio cordone da rinforzare ed usare come S0 (in alternativa calarsi fino alla cengetta che porta alla S0 della via Gogna e successivamente risalire fino al fittone).
Descrizione

L1 – 6a+, 25m
A destra a superare una nicchia (passo delicato) oltre la quale ci si porta alla base di un diedro aggettante da risalire fino alla sosta.

L2 – 6c (oppure 6a+/A0), 25m
Superare lo strapiombino e continuare per il diedro fino alla sosta (appesa) sotto un grande tetto.

L3 – 6b+ (oppure 6b/A0), 25m
Ancora a destra della sosta, poi dritti per un altro tratto strapiombante ed infine per vaga fessura.

L4 – 6c+ (oppure 6b/A0), 35m
Obliquare verso destra e puntare all’evidente diedrino grigio aggettante oltre il quale si continua su difficile e obbligata placca a gocce. Dalla sosta, traversando verso sinistra si può abbandonare la via uscendo sul vicino spigolo Bonatti.

L5 – 6c+ (oppure 6a+/A0), 25m
Superare la placca a gocce sopra la sosta e superare il marcato strapiombo verso destra. Risalire per placchetta e fessura verso sinistra fino alla sosta.

L6 – 7b (oppure 6b/A0 o A1), 25m
In diagonale verso destra ad un primo strapiombo. Quindi verso sinistra a superare un grande tetto oltre il quale si continua con arrampicata delicata fino alla sosta.

L7 – VI+/VII-, 35m
Salire una successione di diedrini aperti ignorando il cordone sulla destra che è della via Rebus e con un ultimo passo da proteggere guadagnare un piccolo pulpito sul quale si sosta. Utili dei friend medi.

L8 – VI-, 35m
Dritti per il diedro-canale al termine del quale si continua per bella fessura (chiodo a bong) obliquando verso sinistra. Risalire fino ad un alberello e successivamente per blocchi fino alla sosta.

DISCESA
Proseguire per rocce e detriti raggiungendo la ferrata e salire al crocione di vetta oppure, al bivio, seguire il sentiero che scende verso sinistra per il San Martino.

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Storico:
Ivano Zanetti, Giovanni Chiaffarelli, Umberto Villotta nel 1984.
Bibliografia:
Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como - Edizioni Versante Sud
lollino , ziocharli
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