5.9Km
Note
Storico
50m
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7.2Km
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10Km
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Non è un vero e proprio diedro, cmq la tecnica di salita che richiede è quella. Via breve che rimane costante e continua nelle difficoltà classiche. Attualmente le soste sono tutte a spit con cordone e maillon per la calata, i tiri però sono poco protetti (max 2chiodi datati a tiro). Detto questo la via è nata come via alpinistica e mi è parso giusto lasciarla sotto questa "categoria". Si riesce ad integrare abbastanza bene, utili dadi, cordini, friend e 6 rinvii
Avvicinamento
Dal rifugio Roda di Vael seguire il sentiero per la ferrata del Masarè fino ad un bivio, prendere il ramo di sx che passa sotto la parete della cresta, quindi seguire leggera traccia sulla dx che porta alla base della parete, la via attacca alla base di un evidente spaccatura della parete a dx e più in altro di una grossa grotta.
Descrizione
- L1: salire per rampa erbosa fino a un terrazzo con la sosta. 30m, III+, tiro da proteggere integralmente.
- L2: salire per alcuni metri in diedro giallo sopra S1, traversare delicatamente a sx in direzione di un chiodo e di un secondo diedro grigio, vinto in quale si trova la sosta. 20m, IV e IV+, 2chiodi
- L3: salire verticalmente per poi spostarsi a dx in un camino da seguire fino al terrazzino con la sosta. 30m, III+ poi IV, 2chiodi
- L4: seguire il camino, aggirare uno strapiombo passando sulla parete di dx e arrivare alla successiva sosta. 30m, IV e IV+, 2chiodi
- L5: proseguire nel camino superando un masso incastrato, poi per rocce più semplici, rinviare una vecchia sosta (con chiodo malconcio) e proseguire su per la spaccatura con passo più difficile, ignorare la prima sosta (scomoda) e dopo aver percorso 10m su cengia erbosa sostare alla base di un diedro (2 spit da collegare). 40m, IV e V-, 2chiodi e 1 sosta intermedia (NB è possibile aggirare il passaggio di V- traversando a sx all’altezza della vecchia sosta per poi raggiungere la cengia erbosa andando in verticale)
- L6: salire due muretti consecutivi a sx della sosta, il secondo con passo più difficile, arrivando così in cima. 25m, IV IV+, 1chiodo e 1 clessidra con cordone
Discesa: arrivati in cima si incrocia la ferrata che percorre la cresta del Masarè, seguirla verso Nord fino al termine, da qui ci sisentiamo ricongiunge con il sentiero che conduce al rifugio. Oppure in doppia sulla via
Aperta da T. Pederiva e V. Montagna il 30/06/1957
- Bibliografia:
- La nuova guida del Catinaccio di A. Bernard
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