550m
Salita da effettuarsi a inizio stagione con neve oltre la morena e cresta finale pulita.
Piccozza, ramponi e corda da 50m
Dal piccolo park di Les Granges seguire le indicazioni per il rifugio de l’Alpe du Pin che portano a scendere una sessantina di metri fino ad un ponte sul torrente Veneon a 1274m. Il sentiero sale sul versante opposto con numerosi tornanti nel bosco a fianco dell’imponente cascata de la Freide Pisse. Il rifugio, molto piccolo (17 posti) è sopra il salto di rocce appena oltre il limite del bosco (1805m).
Dal rifugio proseguire verso dx, seguendo la traccia con indicato “le Glacier” che passa fianco dell’alpeggio. Seguire il piccolo sentiero contrassegnato solo con ometti di pietre che rimonta il vallone costeggiando l’acqua principale. Superato un tratto invaso da ontani e rododendri si arriva al limite del Parco Nazionale (2200m circa). Seguendo sempre gli ometti si sale ora a dx verso le morene. Raggiunta una fascia di rocce montonate le si costeggia alla base quindi si sale sul filo di una morena che si rimonta lungamente fino al bordo di una valloncello sospeso un tempo ospitante il ramo occidentale del Glacier du Pierroux (2600m circa).
Per sfasciumi o nevai via via più ripidi si punta alla fascia di rocce montonate (q. 3000 m circa) che interrompe i resti del ghiacciaio. Questa si supera da sx a dx sfruttando una cengia (inizialmente III poi II), quindi delle facili rampe che tornano a sx verso la neve sovrastante (chiodi, cordini vari per proteggersi). Si rimonta ora verso sx quel che resta del ghiacciaio ma senza puntare ad un invitante colletto della cresta. Si scavalca invece un costolone roccioso a sx e si raggiunge in nevaio sospeso, non visibile dal basso, che consente di raggiungere la base della cresta ovest a 3200m. Si attacca ora la roccia inizialmente sul filo. In breve si raggiunge la base di un bel muro quasi verticale di roccia compatta, che si aggira lato nord (sx) per cenge. Appena possibile risalire verso la cresta per afferrarne il filo (è anche possibile stare più sul versante su terreno però meno stabile). L’arrampicata è facile (II) ma a tratti aerea, l’ultimo tratto è più affilato e quasi orizzontale.
Discesa: dal percorso di salita. La fascia di rocce montonate che interrompe il ghiacciaio si sfruttando le rampe a sx (faccia a valle). A metà della cengia che torna a dx si trova una sosta (3ch+1nut e cordoni) che con una calata di 25 m deposita sulla neve sottostante, evitando la disarrampicata del tratto più ostico.
- Cartografia:
- IGN 1:25.000 3336ET
- Bibliografia:
- Sommets des Écrins - Glenat ed.
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