Vandalino (Monte, Sbalzo del) – Lamponi Profumati

Vandalino (Monte, Sbalzo del) – Lamponi Profumati

Dettagli
Altitudine (m)
1000
Dislivello avvicinamento (m)
150
Sviluppo arrampicata (m)
110
Esposizione
Sud-Ovest
Grado massimo
6b
Difficoltà obbligatoria
5c

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
via attrezzata con fix e chiodi tradizionali
(friends medi utili ma non indispensabili). Sufficiente e consigliabile l’uso di una sola mezza corda da 60 metri doppiata.
Avvicinamento
Prima del ponte sul torrente Angrogna, che si trova all’entrata del paese di Torre Pellice, svoltare a destra e proseguire lungo la strada che costeggia il torrente, fino a 1 Km circa prima del paese di Pra del Torno.
Lasciare l’auto vicino a una teleferica, attraversare il torrente su uno stretto ponte e proseguire lungo una mulattiera; giunti ad un bivio, continuare verso sinistra fino alla borgata Làouza.
Passare in mezzo alla borgata, continuare lungo un sentiero pianeggiante, poi prendere il bivio che scende a sinistra e che si inoltra a mezza costa nel vallone.
Attraversare uno sperone roccioso, poi scendere in un canale dove si trova una corda fissa che porta poi verso destra all’attacco dello Sperone Centrale.
Per raggiungere la base della parete di Embergeria e dello “Spigolo dei Rododendri”, continuare invece a scendere nel canale fin quasi sulla sponda del torrente.
Seguire poi verso destra una traccia di sentiero e attraversare una placconata attrezzata con una catena che porta all’attacco dello Spigolo dei rododendri e della via Voyage.
Per giungere alla base della parete di Embergeria, superare un grande masso (gradini e catena) e dopo attraversare il torrente raggiungendo l’attacco dello Specchio di Venere e lo Scivolo degli Dei. (20 minuti dall’auto).
Un’altra corda fissa, posta sulle placche che fiancheggiano il torrente, porta poi all’attacco della via “Scudo di Marte”.
Poco prima di arrivare all’attacco di questa via, portarsi a sinistra verso la sponda del torrente e attraversarlo su delle placche solcate da due colate di acqua. (Evitare i periodi in cui c’è molta acqua nel torrente, perché in questo
caso l’attraversamento può risultare problematico e in certi casi anche impossibile) Ancoraggio presente sul lato opposto del torrente per eventuale sicura.
Descrizione

L’attacco originale della via non è più accessibile perché nel corso degli anni il corso del torrente si è modificato e inoltre a qualche metro di altezza la parete è attraversata da un tubo dell’acqua.
Si è pertanto provveduto ad aprire una variante che consente di attaccare in un diedro, più in alto a destra.

  • 1) Superare un diedro obliquo con alcuni risalti fino a raggiungere la vecchia sosta1 della via (5b). La vecchia sosta è stata lasciata per ricordo e rinforzata con uno spit inox.
  • 2) Proseguire sul soprastante diedro verticale raggiungendo un comodo punto di sosta (6b). Tiro breve, eventualmente concatenabile con il primo.
  • 3) Attraversa re verso destra su una cengia inclinata molto esposta (3a) e al suo termine aggirare uno spigolo e sostare su un terrazzino (4c)
  • 4) Superare una bellissima placca solcata da una fessura, fino ad una nicchia sotto agli strapiombi (5a, passo 5c)
  • 5) Salire verso destra in un grande diedro (4b) e uscire poi direttamente lungo un tratto leggermente.
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Storico:
La via è stata aperta nel 1980 da Roberto Bonelli e Gabriele Beuchod sfruttando un sistema di
fessure e salendo in diagonale verso destra per evitare i numerosi tetti presenti.
Ripetuta poche volte e in abbandono da oltre 30 anni, è stata ripetuta, ripulita e riattrezzata da F. Michelin e B.
Canepa nell’autunno 2021.
Visto il modesto sviluppo, è consigliabile abbinarla alla salita di un’altra via sulla parete di Embergeria (ad esempio lo Scudo di Marte il cui attacco si trova proprio di fronte.
Bibliografia:
100 nuovi mattini(A.Gogna) e aggiornamento sul sito di F. Michelin
armand
28/10/2021
1 mese fa
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