Freri (la) Couloir di S.Bartolomeo

Freri (la) Couloir di S.Bartolomeo

Dettagli
Altitudine (m)
1110
Dislivello avvicinamento (m)
80
Sviluppo arrampicata (m)
150
Esposizione
Nord
Impegno
I
Difficoltà ghiaccio
2+

Località di partenza Punti d'appoggio
Albergo Setugrino Pialpetta

Avvicinamento
Superato l'abitato di Richiardi, frazione di Groscavallo, raggiungere lo slargo antistante il monumento ai caduti, proprio di fianco alla Chiesetta dedicata a San Bartolomeo. Lasciare l'auto e tornare indietro sulla provinciale per circa 100 metri fino a individuare un ponte sullo Stura. Superarlo e risalire subito di fronte un ripido zoccolo per una ventina di metri, fino a un muretto di pietre. Superare il muretto e salire nel bosco di faggi lungo tracce di sentiero, su margine destro idrografico del ruscelletto della Freri, che incide il marcato canalone soprastante, contornato a sinistra da alte pareti strapiombanti. Raggiungere quindi la base del couloir (ore 0,20),
Note
Facile e divertente salita, anche se un po' discontinua, ideale per introdurre i principianti al ben più severo e remunerativo mondo delle goulottes. Anche negli anni più freddi il ghiaccio è sottile e al di sotto vi può scorrere acqua.
Descrizione

Salire un breve salto iniziale sulla destra 60° uscendo su un pianetto (sosta su pianta possibile). Proseguire nella strettoia superiore su curiose gibbosità 5O° (in genere ghiaccio sottile e acqua). proteggendosi all’occorrenza sulla destra con un friend 1BD. Continuare nel budello di ghiaccio molto appoggiato e sostare su due blocchi che formano una clessidra. Segue un breve trasferimento alla base della piccola goulotte successiva. Salirla al centro con divertente progressione 50, fino a quando, sulla destra si formano dei gradini più ripidi e divertenti, al termine dei quali si sosta su una pianta coricata. Superare un gradino ghiacciato e vincere al centro il breve salto, più interessante 65°, uscendo su un terrazzo. Un ultimo breve muretto determina la fine del couloir (sosta su clessidra)

Discesa: sulla destra idrografica contro le rocce dell’imponente parete superiore. Tenere i ramponi nel primo tratto perché vi è sempre ghiaccio anche se celato da poca neve, e una scivolata nel canalone avrebbe gravi conseguenze. Continuare lungo un’evidente cengia che consente di scendere nel bosco, poi piegare a sinistra e tornare alla base.

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Storico:
Prima salita: Grassi e Lucentini il 27 dicembre 1980
Cartografia:
Alte Valli di Lanzo - Escursionista Editore
Bibliografia:
Ghiaccio dell'ovest - G.C.Grassi
block65
04/03/2018
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