Cimone (Monte) da Doccia di Fiumalbo

Cimone (Monte) da Doccia di Fiumalbo

Dettagli
Dislivello (m)
793
Quota partenza (m)
1372
Quota vetta/quota (m)
2165
Esposizione
Sud-Ovest
Grado
BR
Tipologia
Pendii ampi

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Capanna dei Celti (tel. 0536-74444)

Note
Purtroppo bisogna anche dire che si tratta si della montagna più alta ma anche di quella più deturpata dell’Appennino Settentrionale, infatti la cima è letteralmente invasa da enormi antenne, ripetitori e costruzioni di ogni tipo, compresa una base dell’Aeronautica militare non più custodita.
Il periodo idoneo per la salita va da gennaio a fine marzo.
Descrizione

Raggiunto il Rifugio Capanna dei Celti 1372 m da Fiumalbo, ampie possibilità di parcheggio, con alcuni minuti di cammino si raggiunge l’inizio di una ex-pista da sci che va seguita, iniziando a salire verso sinistra. Si segue la pista che sale lungo il bosco, che si alza abbastanza ripidamente e consente di guadagnare quota velocemente, si curva prima a destra e poi nuovamente a sinistra fino a raggiungere una stazione di partenza per uno ski-lift in disuso oramai fuori dalla fascia boschiva. Si prosegue la salita a sinistra, passando nelle vicinanze di due grandi faggi e successivamente si lascia a sinistra un pianoro, dove si origina un ripido pendio-canale che scende direttamente dalla vetta (noto come il Fosso Piaggione) proseguendo brevemente per il pendio di destra (abbastanza ripido) poi si volge gradualmente verso sinistra, salendo direttamente e/o con alcune diagonali fino a raggiungere un’ampia dorsale. Raggiunto l’ampio crinale Sud non rimane che seguirlo con un giro verso sinistra su terreno ripido, una breve impennata finale e si raggiunge l’ampia vetta del Cimone, dove si trovano una statua della Madonna stilizzata, la chiesetta della Madonna delle Nevi ma anche tante orribili costruzioni, antenne e ripetitori.
In discesa si segue a ritroso la traccia di salita, e velocemente si rientra al rifugio.

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Storico:
Il Monte Cimone è la montagna più elevata dell’Appennino Settentrionale modenese, visibile da gran parte della Pianura Padana. In passato conobbe una grande fama, attirando a se diverse visite di scienziati e cartografi come ben raramente accadde per una montagna qui in Italia. Ma fu anche meta di nobili e principi, e addirittura dai Romani. Nel 1939 il CAI di Modena costruì sulla cima il Rifugio Romualdi, che nel dopoguerra fu requisito dell’Aeronautica militare e inglobato nella grande base che occupava interamente la vasta cima (e parte del sottosuolo) e ancora prima, nel 1908, venne costruita pure una chiesetta, dedicata alla Madonna delle Nevi.
ste_6962
18.03.2011
10 anni fa

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