California Dreaming – Grand Hotel Piantonetto

California Dreaming – Grand Hotel Piantonetto

Dettagli
Altitudine (m)
1700
Dislivello avvicinamento (m)
430
Sviluppo arrampicata (m)
400
Esposizione
Sud-Ovest
Grado massimo
6c+
Difficoltà obbligatoria
6b

Località di partenza Punti d'appoggio
Trattoria San Lorenzo (tel: 0124800213 - 3475925546)

Avvicinamento
Imboccata la Valle dell’Orco da Cuorgnè e successivamente Pont Canavese, a Rosone si imbocca il bivio per il vallone di Piantonetto. Superati San Lorenzo (ottimo punto tappa alla trattoria di Simona) e San Giacomo, si segue la strada di fondovalle sino alla località Casette mt. 1268. Si parcheggia sulla sinistra salendo, in prossimità di un enorme masso presente sull’altro lato della strada, superata la baita dell’allevatore di becchi.
Attraversare la strada e dirigersi verso il masso, dove sono presenti vecchie vie di artificiale, guadare il rio. Seguire il corso del rio per qualche decina di metri e risalire alla meglio l’evidente pietraia salendo leggermente in obliquo verso destra fino all’esaurirsi della stessa (grande lastra appoggiata ad un albero), finché si giunge in prossimità di una prima struttura rocciosa, che si supera grazie ad un canalino caratterizzato da rigogliose felci. Superato tale salto conviene deviare verso destra, per oltrepassare più agevolmente il canalino successivo.
Si raggiunge quindi una zona prativa in estate adibita a pascolo delle capre, puntare ad una evidente betulla isolata(ometti). Si procede sempre verticalmente per prati e canalini fino a giungere ad una strozzatura dove l’erba è molto ripida per un paio di metri (albero con cordino), qui si piega a destra, sfruttando le provvidenziali radici sporgenti di un maggiociondolo (cordino) e si risale il canale per qualche altra decina di metri giungendo in vista di un caratteristico gendarme roccioso, sulla sinistra. Raggiungere la crestina che lo accoglie a monte e scavalcarla con qualche passo in discesa. Risalire qualche metro, segue una esile cengetta rocciosa, attenzione se bagnata, ed un tratto di sentiero/canale più evidente, fino a raggiungere una spalla rocciosa, ometto. Da qui puntare alla gola del torrente, che si raggiunge velocemente, siamo quasi all’attacco. Prima di attraversare il torrente, proseguire sulla sinistra idrografica ancora per qualche metro in salita, fino sotto un saltino di roccia e contro un grosso masso liscio (piccolo muretto a secco). Scavalcarlo e attraversare il torrente, poi seguire a mezzacosta per qualche metro verso sinistra i prati (albero caduto) e ricominciare quindi a salire tra i rododendri verso destra. Piegare leggermente a sinistra, una volta contro la paretina rocciosa, girare nuovamente in direzione del canale e forzare l’ultimo saltino con un breve passaggio verticale. Proseguire verso destra ritornando nel letto del torrente. Risalire per poche decine di metri la pietraia e reperire l’attacco della via, evidente per i segni di pulizia della roccia e per un chiodo a lama in un diedrino cieco, lasciato proprio per indicare l’attacco. (1h totale dal parcheggio, ma vista la complessità del terreno può rendersi necessaria anche un’ora e mezza).
Note
Situata nel complesso sistema di pareti che abbiamo denominato “California Dreamin’”, la via Grand Hotel Piantonetto è una via “Wild”. Pur essendo situata nell’omonimo e celeberrimo Vallone di Piantonetto, cuore di granito del Gran Paradiso, è posta su di un versante ed una parete dove non sono presenti segni di antropizzazione, tantomeno non vi sono altre vie tracciate in precedenza; anche se qualche curioso ed antico cavetto metallico, lungo l’avvicinamento, lascia pensare che i pastori siano arrivati praticamente all’attacco!
L’arrampicata è varia ma in prevalenza in fessura, tuttavia non mancano qualche placca tecnica e ripidi muri di granito dalla grana enorme, da scalare in punta di dita come se fossimo a Tuolumne Meadows. La roccia è sanissima e con eccezionale grip.
La lunghezza che la caratterizza suggerisce di partire di buon mattino, l’avvicinamento non è lungo, non supera l’ora e mezza, ma è piuttosto selvaggio, fa parte dell’esperienza Wild! I primi tiri sono esposti ad Ovest e sono quindi più freschi ed ombrosi, più si sale e più si sarà baciati dal sole, questo permette di scalare anche nelle mezze stagioni quando non è presente neve lungo l’avvicinamento. Attenzione alle giornate più torride.
Quasi all’attacco, lungo il letto del torrente, a volte è possibile reperire qualche rigagnolo d’acqua, ma a stagione inoltrata non farci troppo affidamento.
Le difficoltà non sono estreme ma non sono neanche da sottovalutare, nei primi tiri in particolare è richiesta buona capacità nel proteggersi, in particolare con micro friend e dadini piccoli. Qualche passo obbligatorio richiede decisione, per il resto si tratta di una bella scalata su difficoltà medie, con tiri molto lunghi e piacevoli.
Buone scalate a tutti, e preserviamo questo versante così selvaggio!

Materiale
N.2 serie di friend BD fino al n.2. Un friend BD n.3 e utile ma non indispensabile un n.4. Indispensabili microfriend 0.1 e soprattutto 0.2. Una serie di nut medio – piccoli.
Descrizione

430mt – 6c+ max. – 6b obb. III – R3

L1 La via inizia subito con un passo che richiede decisione, per ribaltarsi nel diedrino cieco. I più alti riusciranno a rinviare l’unico chiodo di via lasciato (valutarne la tenuta). Si prosegue per un altro diedro non facile da proteggere (friend micro) per poi giungere ad una fessura ad incastro più larga, da affrontare in dulfer, piegare poi verso sinistra e raggiungere la sosta a spit. 30mt 6b+

L2 Fare una passo in discesa, a sinistra, e per placca raggiungere un diedro fessurato obliquo a sinistra, che presenta 3 brevi ristabilimenti, il terzo (friend n.3), verso destra, permette di raggiungere un fessurino cieco molto esile e proteggibile solo con un  micro friend. Dopodiché è richiesta decisione e qualche passo in placca sprotetto, è uno dei passaggi obbligatori della via, finché la fessura si allarga e diventa più facile. Raggiunta una pianta ci si protegge con un friend piccolo ed un traverso verso sinistra permette di pervenire ad un altro sistema di fessure che, uscendo sulla destra delle zolle erbose consente l’arrivo in sosta. 40mt 6c

L3 Salire sulla verticale della sosta e piegare leggermente verso destra, in prossimità di un tettino con piantina ribaltarsi verticalmente e raggiungere una bella fessura ad incastro di dita che si protegge bene con una clessidra e buoni nut, fino ad un ribaltamento su cengetta. Qui si presenta un diedro apparentemente liscio, ci si può proteggere con nut piccolo e friend 0.2. Ribaltamento tutto da capire (friend medio in uscita), poi per una decina di metri di facili fessure si perviene in sosta. 45mt 6c+

L4 Si agguanta lo spigolo sulla destra e per grosse prese ci si innalza su di esso, si segue poi tale spigolo, un po’ sprotetto ma non difficile, fino in vista di una sosta sulla sinistra, non considerarla e piegare a destra verso un grosso masso incastonato tra due fessure, seguire quella di destra e ribaltarsi sulla comoda cengia soprastante, sostare e destra delle due belle fessure. 35mt 6a

L5 Scalare le evidenti fessure parallele, visibili anche dal parcheggio, utile un friend n.4 dopo il ribaltamento, ma non indispensabile. Proseguire più facilmente per fessura e blocchi fino a sostare nuovamente sullo spigolo. 25mt 6b

L6 Bel tiro su roccia eccellente, non difficile ma alquanto sprotetto. Giunti alla bella placca innanzi, attaccarla sulla sinistra e piegare progressivamente verso destra, friend, fino a raggiungere il muretto verticale successivo alla sua destra. Proteggersi con un micro friend e un 0.3/0.4 e con un passo in placca ribaltarsi verso sinistra sul bellissimo muro a “bugnun”. Proseguire sprotetti in direzione dell’unica fessura (friend), per poi piegare a destra tramite una cornice e sostare. 35mt 6a

L7 Si è al cospetto del bel muro ricco di fessure, del quale nel corso delle giornate di apertura sono state scalate già un po’ tutte le varianti dagli apritori. Seguire la fessura immediatamente a destra della sosta ed al suo esaurirsi non proseguire nell’evidente diedrino a sinistra (variante) ma piegare a destra in direzione di un tettino fessurato. Superarlo e salire verticalmente, in corrispondenza di un muro liscio traversare ancora a destra in direzione dello spigolo della parete, che si segue poi grossomodo tendendo a sinistra fino alla cima della cuspide. Conservare un friend 0.3 da usare insieme ad uno spit della sosta, volendo stare più comodi in cengia. Attenzione al tiro delle corde, sfalsare ed allungare adeguatamente le protezioni. 50mt 6b

L8 Conviene avvicinarsi al muro successivo, traversando in orizzontale la rampa successiva, in modo da fare una sicura adeguata al primo di cordata, possibile sosta su massi e friend. Qualche passo in placca e poi si affronta direttamente il muro innanzi, il quale inizialmente presenta buoni appoggi per i piedi e qualche buco da friend in fessura. Tuttavia è richiesta decisione per qualche passo di muro, obbligatorio. Si piega leggermente a sx e poi a destra per raggiungere una cengetta, si prosegue per uscire a sinistra delle mutte erbose, sempre seguendo la logica della proteggibilità. Il percorso può non essere evidente, osservare preventivamente da sotto le zone di fessura pulite, dove potersi proteggere.

Finalmente ribaltatisi fuori dalle difficoltà, si raggiunge l’evidente sosta caratterizzata da una macchia di roccia rossa. Questo tiro, seppur non difficile, innalza l’ingaggio della via. 60mt 6b+/6C

L9 Aggirare lo spigolo a destra e per blocchi raggiungere una fessura, innalzarsi e seguirla sempre verticalmente fino a raggiungere il punto di sosta. 30mt 5c

L10 Attaccare a sinistra e compiere un arco verso destra, fino a ribaltarsi oltre il tettino presente sulla verticale della sosta. Seguire una evidente fessura sulla verticale, una volta raggiunto il muro successivo si prosegue verticalmente in direzione della sosta posta in una nicchia su comoda cengia. 6a 45mt

L11 Si attacca leggermente a destra della sosta, sprotetto, e si segue in filo dello spigolo fino a raggiungere una cengia di rododendri, superarla con qualche passo arboreo e raggiungere la cima della parete. La prima sosta di calata si trova sulla destra, spit visibile, su una gigantesca lama di granito. Tiro onestamente non memorabile ma che permette di uscire dalla parete e volendo di raggiungere a piedi il gendarme ben visibile dall’auto. 35mt 6a

Discesa

La discesa avviene in calata, con otto corde doppie, seguendo il disegno allegato, utilizzando le soste collegate con cordone e maglia rapida. Alcune sono molto lunghe, prestare attenzione a dove si poggiano ed alla lunghezza delle corde. Le soste non di calata non sono collegate.

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Storico:
Via aperta dal basso tra Giugno 2019 e Giugno 2020 da Alessandro Zuccon, Filippo Ghilardini e Martina Mastria.
Cartografia:
IGM 1:25.000
Bibliografia:
https://www.planetmountain.com/it/notizie/alpinismo/arrampicata-valle-dell-orco-nasce-grand-hotel-piantonetto-ghilardini-mastria-zuccon.html
bataclan
12.07.2020
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