Arbola (Punta d’) Versante Nord dal Rifugio Mores

Arbola (Punta d’) Versante Nord dal Rifugio Mores

Dettagli
Dislivello (m)
1500
Quota partenza (m)
1835
Quota vetta/quota (m)
3236
Esposizione
Nord-Est
Grado
PD

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Mores 2515 m

Avvicinamento
Da Formazza, proseguire per Riale, ignorare il primo divieto e procedere per il lago di Morasco, ignorare anche il secondo divieto e proseguire fino al parcheggio oltre il fondo del lago, alla partenza di una delle innumerevoli funivie dell' ENEL.
Note
Itineraio particolare che non percorre la via normale, ma affronta il versante/parete nord in prossimità della cresta spartiacque fra i valloni del Sabbione e del Vannino e che divide in due il ghiacciaio meridionale del Sabbione.
Descrizione

Partenza da quota 1835 m. Evitare il sentiero più ovvio che sale nel canalone (pericoloso); imboccare invece il sentiero per il rifugio Città di Busto ed abbandonarlo intorno ai 2000 m, seguendo le indicazioni per il Rifugio Mares. Proseguire in una sorta di piccolo imbuto fino a ridiscendere e valicare intorno ai 2200 m il torrente Sabbione. Da qui seguire il sentiero che attraverso prati e pietraie raggiunge il rifugio Mares, 2515 m, 1 h 30.

Scendere alla diga del Sabbione, percorrerla e costeggiare l’ intero lago. Intorno ai 2500 m, abbandonare il sentiero per il rifugio Claudio e Bruno e ridiscendere brevemente per poi risalire a guadare (possibile neve) il torrente che scende dal ghiacciao settentironale del Sabbione. Travesare a mezza a costa su un nevaio e raggiungere il bordo pianeggainte della morena, 2600 m, ore 1. Attaccare il ghiacciaio intorno ai 2650 m, (da qui la normale traversa a sinistra, raccordandosi a circa 2850 m con la normale dal Margaroli), tenersi invece al centro e superare un tratto ripido (30-35°), che termina a 2800 m (se ghiacciato e crepacciato, ramponare e legarsi). Tenersi leggermente a sinistra e raggiungere un isolotto roccioso intorno a quota 2900, ore 2. (Traversando in orizzontale sotto di questo è ancora possibile raggiungere la normale dal Margaroli intorno ai 2900 m).
Da qui comincia la parte alpinistica e si attacca la paretina. Salire a zig zag verso destra (stando attenti a non tenersi troppo a destra così da finire sotto le rocce), fino ad un tratto piuttosto ripido (40°) che permette di raggiungere la cresta, 3050 m. Percorrerne un brevissimo tratto per poi tornare sulla neve, sempre traversando sul ripido pendio sotto la cresta. Attaccare quindi un ultimo tratto ripido 40° (terminale a stagione inoltrata) fino a rivalicare la crestina, che qui si smussa e adduce direttamente al ripido pendio finale (3200 m). Puntare alla croce di vetta, 3236 m, ore 3.
Discesa:
Si consiglia di scendere al Rifugio Margaroli, per il versante nord-est del ghiacciaio. Dalla vetta percorrere il pendio sommitale, tenendosi stavolta sulla destra; superare la piccola terminale e continuare per pendii via via più ripidi. (Proseguendo al centro si percorre la normale per il passo Vannino e il Margaroli), tenendosi invece a destra si imbocca una interessante variante attraverso un altro valloncello. Si percorre un tratto molto ripido (PD), da scendere faccia a monte, che adduce poi a pendii più dolci fino allo spigolo delle Torri di Vannino, 2750 m. Qui tenersi sulla destra (versante sud-est) e scendere lungo la lingua del ghiacciaio che termina a 2600 m, possibile neve fino a più in basso. Si raggiunge infine per prati l’Alpe Curzalma 2278 m e da qui per sentiero, costeggiando il Lago Vannino, il rifugio Margaroli, 2197 m, ore 2.
Si percorre infine il Vallone del Vannino, lungo la strada fino a Sagersoden, 1772 m, e da qui seggiovia fino a Formazza, ore 1.

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Cartografia:
IGC n° 11 Domodossola e Val Formazza
Bibliografia:
vienormali.it
mfkeeper
22.07.2013
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