Amenophis III (Torre di) – Via Giancarlo Grassi

Amenophis III (Torre di) – Via Giancarlo Grassi

Dettagli
Altitudine (m)
2130
Dislivello avvicinamento (m)
600
Sviluppo arrampicata (m)
250
Esposizione
Sud-Est
Grado massimo
6c
Difficoltà obbligatoria
6a

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
Questa via , dedicata al grande Giancarlo Grassi si svolge su fantastico gneiss , con stile di scalata piuttosto vario , tra atletiche fessure e placche di piedi ..essa nel corso degli anni è caduta nel dimenticatoio , un pò per via dell’ avvicinamento non proprio soft ,e un pò per la chiodatura con materiale e stile del passato , che ormai risentiva dei suoi anni..
La richiodatura appena effettuata è volta a valorizzare la via senza sfigurarne lo stile e tanto meno l’ingaggio . Infatti , i vecchi fix da 8 mm sono stati rimossi e sostituiti in egual numero da nuovi e sicuri fix inox da 10 mm , ma è bene comunque affrontarla con il giusto piglio alpinistico che caratterizza una buona via “di montagna”.
MATERIALE : 10 rinvii , serie di friend da 0.3 a 1 BD , qualche fettuccia
Avvicinamento
Da Cuneo si risale la Valle Gesso fino all'abitato di S. Anna di Valdieri. Proseguendo oltre il paese si superano nell'ordine le località di Tetti Gaina, Tetti Niot e Tetti Lup: dopo circa 150 m si parcheggia in prossimità di un largo spiazzo ghiaioso. Si è in corrispondenza dello sbocco del canalone discendente dal Vallone della Tlera (ben visibile in alto la torre delle sorprese, alla cui sx, più nascosta, si erge la Torre di Amenophis).

Addentrarsi nel vallone tenendo la sx orografica rispetto al letto del torrente, giungere quindi nel primo bosco di faggi. Risalirlo interamente fino a incontrare una fascia rocciosa, la quale conduce con facile arrampicata e tratti erbosi ripidi al faggeto "pensile" (N.B. memorizzare il curioso masso triangolare posto al suo ingresso, utilissimo per ritrovare il passaggio in discesa!). Risalire quindi il bosco sospeso per tutta la sua lunghezza, tenendo approssimativamente la dx; questo è limitato a destra da una cresta spartiacque, la quale salendo diventa più affilata. Una volta giunti sotto una piccola falesia solcata da due evidenti fessure (posta poco sopra il punto più affilato della cresta sopra citata), piegare bruscamente a sx e continuare in orizzontale (per circa 5/10 min) seguendo comode e larghe tracce di camosci. Si arriva quindi in vista del letto del torrente, risalirlo sul fondo per 30 min circa: sopra la testa incombe evidentissima la Torre delle Sorprese, preceduta sulla sx da una parete alta circa 150 m (la prima che si incontra risalendo il letto del torrente, chiamata Anticamera delle Sorprese). In corrispondenza di quest'ultima deviare nuovamente a sx per seguire la grande cengia con faggi che attraversa tutto il Monte Matto in orizzontale, seguirla fino al contatto visivo con la Torre di Amenophis: quindi in verticale fin sotto la parete.
Da 1.5 a 2.5 ore. Avvicinamento con un certo impegno alpinistico (F+/PD-)
Descrizione

L1 (6a) placca delicata (con un pò di lichene) sino a comoda e ampia  cengia erbosa . 1 fix e un cordino , 2 fix di sosta .  20 metri

L2 (6c) rampa facile adduce a diedro verticale e atletico , al termine traverso a sx verso alberello , poi rampa facile sino in sosta. 2 chiodi e  6 fix ,  2 fix di sosta con anello di calata . 35 metri

L3 (6b) verso sx scavalcando lo spigolo ( evitare la fessura verso destra)  proseguendo verticalmente  sino a muretto più difficile , seguito da splendida placca . la sosta è verso dx alla base di un diedrino , con a fianco un masso appoggiato . 5 fix . 40 metri

L4 (6a+) traversare a sx sotto il masso , poi muro verticale con ribaltamento atletico seguito da un sistema di fessure (interamente da proteggere a friend) che man mano diventano più semplici , proseguire verso SINISTRA  in un vago camino svasato (con fix) che adduce poi alla sosta situata su un pulpito in cima a un pilastro .  3 fix , 2 fix di sosta . 35 metri

L5 (6a+) verso dx con primo ribaltamento più difficile, poi seguire la rampa ascendente verso DX con bei passaggi di placca e diedrini accennati. Sosta su piccolo gradino . 4 fix 2 fix di sosta . 35 metri (da questa sosta in poi un eventuale  ritirata potrà risultare problematica)

L6 (6a+)   diedrino delicato (chiodo) seguito da belle placche con chiodatura distesa , dopo il secondo fix , mirare al balconcino con erba  (delicato)  seguito da diedro più difficile , poi traverso  a sx sino in sosta presso grande cengia pochi metri sotto la vetta.  2 chiodi e 4 fix.  2 fix di sosta .  40 metri

L7 (5c) diedro (chiodo) poi facilmente sino in sosta .   1 chiodo , 2 fix di sosta con anello di calata . 30 metri

 

DISCESA :  dall’ ultima sosta effettuare un doppia di 15 metri in direzione est , sino all’ampia cengia sottostante , reperire qui la sosta terminale della via GRIMPIS, posta in alto sopra grosso masso. (sostituita il 16 05 21 con 2 fix inox con anello di calata) da qui effettuare doppia da 50 metri seguendo la linea GRIMPIS  sino ad altra sosta della stessa via  (anche essa sostituita 16 05 21) . da qui doppia da 50 metri sino a grosso albero sulle cengie erbose sottostanti , da esso doppia 60 metri su cordoni sino a terra.

 

 

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Storico:
Guido Ghigo , M. Barra , Marco Schenone , M. Curzio , M. Lipari e G. Poggi (a più riprese, terminata il 13 giugno 1993)
Richiodatura effettuata da Michele Perotti e Jacopo Ramero il 16 maggio 2021
Bibliografia:
Valle gesso verticale (Bergese Ghibaudo)
baley93
19/06/2021
3 giorni fa
1 mese fa
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