robycam


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Da fondo di coazze, dopo il santuario, parcheggio
Confermo la descrizione della gita. Ho posteggiato sopra il santuario al termine della strada asfaltata in prossimità della bacheca con le indicazione dei sentieri. In salita percorso il 415 per il rifugio Alpe Balma (m.1980), poi dal rifugio al Colletto Robinet (m. 2638). Dal Colletto salito il Rocciavrè (m.277, circa) 4h dalla partenza. Segnalo solo un breve tratto molto esposto (placche) che richiede attenzione (specie in condizioni meteo sfavorevoli) e un minimo di tecnica di arrampicata. Elementare invece la successiva salita al Robinet. Panorami stupendi, molto facile avvicinare stambecchi e camosci. Sentieri ben segnalati e in ottime condizione.
Ringrazio i gestori "sezionali" Roberto e Silvia del rifugio Alpe Balma per l'accoglienza, disponibilità al dialogo, la speciale cucina.....(e gli amari locali!!) E' davvero piacevole trovare ancora il vero "spirito" montanaro, ormai perso da tante altre parti, che costituisce l'essenza non solo dell'andare in montagna, ma anche per coloro che in montagna lavorano e contribuiscono a diffonderlo. Rìtornerò presto!!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Completato l'anello descritto nella gita. La descrizione è aderente all'itinerario. Giornata autunnale, bella al mattino, nebbiosa e variabile nel pomeriggio. Molto suggestivo il tratto di cresta fino all'Alom, la cui croce di vetta è caduta (forte vento?) e si trova a terra in condizioni non buone. Alcuni dati:
Partenza Albogno: 9.45. Arrivo Vetta Loccia: 12:30.
Ripartenza ore 13.30, rientro Albogno 16:45.
Gita solitaria. Non ho incontrato nessuno, tanto silenzio, fantastici colori autunnali, panorami da "urlo" che solo la "montagna" sa donare.

Dalla Loccia, il mio zaino...con sullo sfondo Il pizzo Ragno, Nona e il Monte Togano

La Loccia dalle creste verso il Monte Alom
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Provinciale valle Loana da Malesco. Pochi posti auto a Patqueso
Percorso l'itinerario con partenza alle 9.40. Raggiunta la vetta del Pizzo Ragno dopo 3h-30' seguendo il cartello "Pizzo Ragno" descritto. Panorama stupendo, anche se in parte offuscato da cumuli in formazione. Molto bello il traverso fino all'intaglio sulla cresta terminale del Pizzo di Nona che si raggiunge facilmente. Spettacolare da questa posizione la vista sia sul Ragno che sul Togano, la vetta più alta della Val Grande. Merita attenzione il corposo affioramento quarzifero (bianco intenso) al Passo "Sasso Bianco"(m.2171).
Meritano una segnalazione i vari alpeggi che si attraversano, che testimoniano quanta importanza viene ancora data alle attività montane (allevamenti, coltivazioni)dai "veri montanari" pronti a due chiacchere, a bere un buon bicchiere di vino in compagnia..a un sorriso e incitamento durante...la dura salita!!

L'Alpe al Geccio (m.1796)

Dal Pizzo Ragno, in successione il Pizzo di Nona e Il Togano

La vetta del Pizzo Ragno (m. 2285)

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Da S. Nazzaro strada ripida con molti tornanti. Molte profonde buche
Effettuata la salita seguendo l'itinerario descritto con alcune varianti. Dall'Alpe di Piazza Vacchera sono salito per prati ripidi tagliando i molti tornanti della mulattiera Cadorna, seguendola poi fino sotto la cresta. Anche qui poi sono salito per tracce fino a raggiungerla e quindi in vetta. Noto che l'itinerario è comunque sempre segnato (bianco - rosso) anche lungo la cresta. Un pò esposto, ma facile, il tratto di cresta finale con roccette. Ampio il panorama dalla vetta. In discesa deviazione per il rifugio Croce di Campo, trovato, purtroppo, chiuso.
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Il tratto di cresta finale del Pizzo di Gino via normale, un pò esposta.

La cresta verso il Monte Tabor (alta via del Lario)

La vetta del Pizzo di Gino con la grande croce metallica.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Informarsi presso il Comune o rifugio Meggiana per la percorribilità.
Lascio l'auto in uno spazio poco dopo il tornante 14. In 10' raggiungo il cartello segnavia per l'Alpe Pizzo. Velocemente raggiungo l'alpe (30') e il caratteristico laghetto. E' caratterizzata da baite rustiche ristrutturate in ambiente incantevole. Merita una sosta. Il sentiero piega a sinistra, il Bò è visibile e si raggiunge in circa 1h. Bella la statua della Vergine, altrettando splendido il panorama dalla vetta. Scendo velocemente alla Colma Colora (il tempo sta cambiando) e decido di salire anche il Testone Tre Alpi (m. 2081) in poco più di 1h, infognandomi tra spessi rododendri (chissà che spettacolo in fioritura) per evitare insidiosi nevai poco consistenti...!Dalla cima scappo...velocemente (piove), alla Colma Colora seguo il sentiero 41a per l'Alpe Meggiana e il rifugio che raggiungo in 40'. Attenzione, in caso di nebbia o scarsa visibilità è facile perdere il sentiero non sempre segnato, anche se varie tracce conducono sempre in discesa all'ampio alpeggio. Cautela, quindi, come sempre, in particolari condizioni meteo!
Dal rifugio rientro al parcheggio seguendo la strada per circa un paio di km.
Meritano un particolare ringraziamento i gestori del rifugio Meggiana per la cordiale accoglienza, la loro grande simpatia, il forte spirito "montano" che li caratterizza (ideali per i...selvatici come il sottoscritto) e l'ottimo pranzo (il "quel che ghè" che ho chiesto si è tradotto in un favoloso antipasto rustico e un piattone di selvaggina e polenta deliziosi)concluso con abbondante "grappa"...anch'essa rustica. Consiglio a tutti una sosta in questo bel rifugio che appaga veramente, dopo una gita in ambiente spendido, in tutti i "sensi".

Alpe Pizzo: Panorama verso l'alta Val Sesia

Il Monte Bo' Valsesiano visto dal Testone Tre Alpi con la cresta di salita dalla Colma Colora

Il rifugio Alpe Meggiana

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: S. Giovanni Bianco, Pianca, parcheggio vicino alla chiesa
Onestamente l'inzio del sentiero 102...è un pò nascosto. Consiglio di seguire la strada asfaltata per circa 500m fino ad incontrare una casa sulla sinistra. Sul muro è indicato "102". Originale il primo tratto, in un prato fiorito, fino ad entrare nel bosco. Nel canalone si prende quota molto rapidamente, alcune catene nel tratto attrezzato sono un pò vetuste ma non c'è alcuna difficoltà se non un minimo di esposizioen. Attenzione, dopo una baita seguire i segnavia gialli piegando a destra e non il sentiero più evidente che svolta a sinistra e porta alla Baita Cancervo. In circa 2h-15' (da Pianca) si è in vetta, anche se l'ultima parte del sentiero, sopratutto in nebbia non è molto evidente. Bello il panorama, verso il Venturosa e le Grigne. Notevole fioritura, anche di genziane, alcune chiazze di neve ma solo nei pendii a N. Rientro a Pianca in 1h-15' per l'itinerario di salita e...di corsa al Lavoro!!!
Complimenti all'arzillo "vecchietto" di 81 anni, trovato in vetta, che..solo...si gode tranquillamente la pace e i silenzi del Cancervo!!!

Dalla vetta del Cancervo, il Venturosa e le Orobie..ancora innevate
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: da Domodossola seguire S. Maria Maggiore poi Coimo.
Ho percorso l'itinerario descritto di pomeriggio, partendo da Coimo. Nessuna particolare osservazione fino alla Cima di Rovareccio, essendo il sentiero ben segnato. Dopo, in ciaspole, ho raggiunto l'Alom per cresta. Molto ripido e appagante il tratto finale. Panorama stupendo sulla Scheggia e sul Togano in Val Grande.
Merita attenzione il simpatico rifugetto all'Alpe Cortino, ben tenuto con una simpatica "dedica" sulla porta di ingresso e fontana nei pressi con acqua freddissima..Consiglio di lasciare al fresco birra..da gustare in relax al ritorno!!

L'Alom e La Scheggia dalla Cima di Rovareccio. Ancora molta neve

S.Maria Maggiore dalla Vetta dell'Alom
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Confermo le descrizioni precedenti. Con L'auto si riesce ad arrivare fin quasi a quota 1500, circa 1.5 km dopo l'alpe Frera. Salito nel primo pomeriggio, caldo infernale fino al Rifugio Fornetto. In vetta panorama stupendo a 360 gradi, grazie anche alle splendida visibilità.
Segnalo il degrado e la sporcizia presente nel locale invernale del Rifugio Fornetto. Evidentemente l'inciviltà raggiunge anche questi splendidi luoghi solitari.
Chi ci ha dormito ha lasciato le brande in condizioni pietose....che vergogna.
Ho cercato di sistemare la stanza al meglio!!
Alcuni dati: Salita: dal parcheggio alla vetta: 2h-15'
Discesa: 1h-45'
Sentiero ben segnato, in condizioni meteo OK nessuna difficoltà.

Panorama dalla vetta verso le cime della Valchiusella

Il bel cippo di vetta con i vetri colorati

L'itinerario di salita dall'Alpe Frera: Si noti la strada per le vecchie miniere di quarzo.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ottimo: Parcheggio nei pressi del passo. Folla nei mesi estivi.
La salita non è difficile.
Alcuni passaggi in roccia e traversi su pendii molto ripidi non sono però da sottovalutare e questo giustifica la mia classificazione in "EE".
In caso di condizioni meteo avverse (pioggia, umidità), prestare molta attenzione.
Sconsigliabile in caso di neve.
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Il m. Azzarini e la cresta E di Salita (Dal Piz de Li segadi)

Dalla cima del Monte Azzarini, la cima E e le Orobie

Tratto impegnativo di cresta (foto in discesa)

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: 10km di strada stretta ma ben tenuta da Gorduno a Monti di Bedretto
Da Monti di Bedretto (ampio parcheggio) si raggiunge in 2h su sentiero ben segnato e tenuto la capanna Albagno, passando per vari Alpeggi. L'attraversamento di un canalone ripido ed esposte è facilitato da alcuni cordini metallici. Ultimi 250 metri per la capanna ripidi e faticosi. Dalla Capanna alla vetta, il percorso è ampiamente segnato. Giunti al bivio per la Cima Uomo, si piega a destra, si sale il ripido pendio che conduce in cresta, da questa alla vetta in pochi minuti (1h dalla capanna). Panorama grandioso su Cima Erbea, Cima Uomo, Valle Leventiva e alpi Lombarde. Ampia croce lignea sulla vetta. (anno 1990) Ritorno a Monti di Bedretto per l'itinerario di salita.
L'itinerario descritto richiede circa 6h soste comprese.
Giunto alla capanna in giornata feriale, trovo il capannaro, suo nipote, il simpatico cagnolino di tre mesi e un amico, intenti in preparativi per l'arrivo dell'elicottero. Cionostante scambiamo due chiacchere piacevoli. Al ritorno una ottima birra in compagnia non manca!
Ottima quindi l'accoglienza e la simpatia degli "amici" Ticinesi!!

La capanna Albagno

La semplice cresta finale del Gaggio

Fantastico panorama su Cime Erbea e Uomo

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Tutte le sue gite

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    Bo Valsesiano (Monte) da Alpe Meggiana, anello (19/05/12)
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