rickyalp82


Le mie gite su gulliver

sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa compatta
neve (parte inferiore gita) :: Farinosa compatta
Prima volta in questo bellissimo itinerario di ripido nella zona del Bianco. Prendiamo la prima salita alle 8.30 assieme a molte altre persone. La solita fretta della prima linea. Abbastanza velocemente ci dirigiamo verso la normale della Tour Ronde e al colle Freschfield per poi arrivare in vetta.
Dietro di noi 7 persone, ma per fortuna con un po' di velocità riusciamo a partire per primi.
Partenza con neve un po' dura, poi appena si entra nel canale la neve migliora, diventando polvere. Traverso per arrivare sotto l'Aiguille Noire de Peuterey e di nuovo discesa spettacolare fino in Val Veny, dove si incontra la strada che porta direttamente allo Skywave.
Assieme a Luca, Pietro e Stuco, sempre gasati e vogliosi di esplorare.



Un saluto a Diego, Mauro e gli altri ragazzi incontrati durante la salita.

Verso il freshfield

Quasi al colle

Il fiorito sulla cresta

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sciabilità :: *** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: Primaverile/Trasformata
neve (parte inferiore gita) :: Primaverile/Trasformata
Gita molto diretta e rampanti strautili (con la split) soprattutto nel pendio iniziale, dove la neve era ancora abbastanza dura.
Arriviamo nel magnifico anfiteatro superiore a godere della splendide guglie di calcare e ci dirigiamo verso il conoide. Saliti con le pelli fino a metà canale, carichiamo gli attrezzi sulle spalle e via fino in cima dove ci attende un bel vento patagonico a raffiche.
Tranne la prima parte di cresta marmorea, la discesa è avvenuta su neve trasformata al limite (sarebbe stato meglio partire un’ora prima). Comunque nel canale qualche bella curva si fa, basta andar a cercare le contropendenze.
Conoide e parte inferiore gita, personalmente mi sono piaciuti molto, la neve non aveva mollato così tanto come nel canale.
Oggi assieme a Simo, sempre un piacere organizzare qualcosa con lui e Alice, con il sorriso a 32 denti per tutta la gita.

Birra finale rigenerante e super crêpes, al centro fondo di Aisone.



Sembra maggio

Prima del conoide. Super ambiente.

Quasi in cima

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sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Primaverile/Trasformata
neve (parte inferiore gita) :: Primaverile/Trasformata
Da qualche tempo avevamo in mente questa bellissima montagna. Partiti da Chialambertetto con pelli per una mezz’ora.
Poi subito tavola a spalle e dritti per dritti in mezzo al bosco. Il cielo un po’ velato per fortuna non ci ha fatto patire troppo il caldo. Con l’innevamento attuale, abbiamo salito una linea che a noi appariva più logica e diretta, rispetto all’itinerario originale, e che permette di non levare mai gli attrezzi in discesa.
Ci sono due strettoie, comunque abbastanza innevate. Discesa su neve trasformata, ogni tanto nelle parti più all’ombra, farina molto compatta sciabile. Le due strettoie si passano bene, la prima toccando un po’ le rocce con punta e coda della tavola, l’altra senza alcun problema.
Finito il “labirinto” della parete, abbiamo sfruttato una valanga sulla destra (faccia a valle) e siamo riusciti ad arrivare a 100 metri dall’auto con gli attrezzi, altra bella soddisfazione.
Oggi assieme a un bel gruppo di forti ragazzotti di primo pelo.
Bas, sempre un bel vedere, Popi che sicuramente se la cava, Fabri magnifico socio con la tavola, Chiappo il profeta e Elio bravissimo a raccontar barzellette.

Sarebbe stato bello far volare il drone sopra questa bellissima montagna.

Si iniziano le danze

Mondrone laggiù

Uno dei due traversi

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sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa pesante
neve (parte inferiore gita) :: Primaverile/Trasformata
quota neve m. :: 1400
Parcheggiato al tornante di Pian del Mar, ho m seguito la strada fino alla costruzione di cemento. Sono salito a destra imboccando una parvenza di sentiero, tra poca neve e rami fastidiosi. Uscito dal “rattaio”, ho imboccato il canale, che fra accumuli di farina un po’ pesante e neve un po’ più dura, mi ha fatto arrivare abbastanza velocemente in cima. La discesa su quei pochi cm di farina che si sono depositati tra sabato e domenica, l’ho trovata piacevole. Il fondo non troppo duro abbastanza liscio, mi ha fatto fare belle curve. In alcuni tratti, era un po’ irregolare ma non fastidioso.

Ritorno dopo tanti anni su questa parete nelle montagne “di casa”. Avendo passato gran parte dell’infanzia e oltre, in queste bellissime zone.


In parete

Verso punta Selassa

Dalla cima la cresta per arrivare al Rumella. Sullo sfondo, la piana.

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sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa ventata
neve (parte inferiore gita) :: Farinosa compatta
quota neve m. :: 1400
Ritorno in questo bellissimo canale dopo tre anni.
Strettoia iniziale ottima, si passa benissimo nessuna traccia di ghiaccio. Canale molto pieno e con vari tipi di neve. Il pendio a destra che porta in vetta dopo l’uscita del canale, moto buono abbiamo deciso di scendere da lì su farina pressata. Bellissimo l’ambiente, la discesa è sempre accompagnata dallo sguardo delle Jorasses.
Assieme al buon Fede detto anche “Mav”
e Gabo, da oggi soprannominato “PapaBoy”.




Pendio finale

Prime curve

Entrata nel canale

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa ventata
neve (parte inferiore gita) :: Crosta da rigelo portante
quota neve m :: 1600
attrezzatura :: snowboard
Bellissima gita mai difficile su bei pendii ampi, dove si può godere di buona neve malgrado il vento dei giorni scorsi.
Prima parte su poderale noiosa fino ad arrivare ai piani superiori dove si può godere di un bellissimo panorama (Grivola, Gran Nomenon ecc..). Saliti poi per la cresta finale che porta in vetta e scesi dai due canalini sud che riportano poi ai pendii di salita. Bella neve farinosa compatta un po' ventata che permette comunque di fare dei bei curvoni di soddisfazione.
Anche la parte mediana dell'itinerario ha offerto una bella sciata. Poi il traverso finale su trasformata rigelata veloce, per velocizzare l'arrivo alla macchina e sopratutto al vino.
A mio avviso, per evitare il traverso iniziale per arrivare sotto il Fallere, meglio partire da Thouraz. Più dislivello (200 metri circa) ma più diretto.

Un saluto a tutta la banda presente oggi.
Alfio, l'adoratore della VDA.
Anya, la super slovena in trasferta in terra italiana.
Robi, soprannominato da tutti "Lorenzo Lamas".
Fabri, il saggio in partenza per la Puglia.
Anna che finalmente non finisce sulla Cialma.

Tutti con le split, tranne la temeraria Anna con le ciaspole, a cui piace sucare anche in discesa.

Auguri.


Un grazie alla Notre Maison per il pranzo ritardato post gita.
sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: Farinosa ventata
neve (parte inferiore gita) :: Farinosa compatta
quota neve m. :: 1300
Trasferta in val maira, visto che a nord le previsioni eran peggiori.
Fino sopra prato ciorliero, assenza di vento, poi piano piano che si saliva aumentava ma comunque abbastanza sopportabile fino a dentro il canale, dove si limitava a qualche raffica.
Nel complesso buona neve, farina un po’ ventata sul conoide e parte del canale. Non abbiamo raggiunto il colletto ma bensì, 20 metri sotto, abbiamo preso un ramo un po’ più pendente sulla sinistra che porta ad una cresta di fianco la vetta. Ottima discesa farinosa di questa variante, dove il vento non aveva lavorato. Poi fino all’uscita del conoide ottima farinella un po’ ventata come detto prima.
Anche i pendii prima di prato ciorliero ottimi.
Assieme a Fleiv e Stefano direttamente da Monza.

Dopo prato ciorliero

Prima del conoide

Variante

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sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: ventata
quota neve m. :: 1300
Partenza abbastanza presto per arrivare al lavoro dopo la gita. Fino alla Barmassa nuvole da non vederci alla punta del naso. Poi spettacolo puro, cielo color rosso fuoco con il sole che piano piano usciva. Commovente.
Polvere su fondo duro da quota 1800 fino praticamente in cima.
Salendo l’ultima parte di parete, poco sotto la cima, si crepa una parte di pendio, facendo venir giù praticamente tutta la parete. La neve leggera fatta domenica, circa 35cm non ha coeso ancora bene con il fondo duro e quindi con il peso di due persone si è staccato tutto. Illesi ci cambiamo e scendiamo verso Rucas.

Salendo dopo la Barmassa

Magnifico

Panna montata

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sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: assente
quota neve m. :: 2500
Viste le ultime nevicate dei giorni passati, io e Flevio decidiamo abbastanza velocemente il venerdì, di iniziare la stagione ravanatoria con i nostri attrezzi preferiti. Partiamo ancora al buio, attorniati da questi larici tutti colorati, motivati e speranzosi di trovare qualcosa di buono. Arrivati all’ alpe Trucco, la situazione è lì davanti a noi e sembra anche ottima. Lasciamo il sentiero per il bivacco Leonesi e tiriamo diritti verso l’evidente canale che porta al colle perduto passando per il Vallone delle Rocce. Verso quota 2400 iniziamo a pestare la neve e poco più su, stoppiamo con il portage e iniziamo a salire con le pelli.
La neve incredibilmente ha un ottimo fondo e mano a mano che si sale c’è anche la polverella. Arrivati sotto il colle perduto, traversiamo a sinistra, la polvere è abbastanza profonda, fantastico.
Proseguiamo con il traverso, fino sotto l’ultima parte di pala, ma constatiamo che con molta probabilità non si arriva fino in vetta, le rocce affioranti sono molte coperte da uno strato di neve dura e non ci fidiamo ad andare a ficcare il naso. Ci dirigiamo verso una specie di anticima sulla cresta finale della Levanna e ci fermiamo li. La discesa è bellissima, non si sente nemmeno il fondo duro, divertentissima sia la parte della parete, sia la parte del canale che abbiamo sceso tutto a destra. Finito il canale, siamo arrivati senza problemi fino alla stessa quota del lago di Dres, poi ancora 100 metri un po’ più frenati.
Ora non ci resta che rimettere la tavola sulla schiena e ritornare verso le auto, abbastanza sbigottiti della giornata di snowboard che abbiamo vissuto.
Un grazie a Flevio, matto quanto me a crederci fino alla fine. Con Effetto Albedo la ravanata è assicurata.


Arrivati ai piani superiori brilla davanti a noi.

Sempre meglio

Tutto intonacato

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sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: Fare attenzione alla strada ghiacciata prima dei tornati per arrivare al Serrù. Noi abbiamo parcheggiato prima dei torna
quota neve m. :: 2000
Innevamento ottimo dai 2000 metri in questa zona. Rigelo super (ma nei prossimi giorni non sarà più così). Decidiamo di salire dal colle del paletto quindi rampanti strautili.
Giornata perfetta, no vento e al sole fa anche abbastanza caldo ma la neve in salita tiene bene. Dai 2700 in su una spruzzatina di 10 cm di neve. Arrivati al colle d’oin, la parete si presenta bene e la linea che vogliamo fare sembra buona. Saliamo rimanendo sulla sinistra. Arrivati sotto la cima, si devia verso sinistra con un breve traverso un po’ esposto, per poi finire sulla cresta che porta in vetta. Discesa per lo stesso itinerario di salita. Aerea la parte alta, neve grippante, con una leggera spolverata su fondo duro, irregolare. Surfata controllata quindi, per una trentina di metri per poi deviare a sinistra in piena parete dove si trova neve sempre polverosa (10cm) su fondo duro ma un po’ più regolare. Ritorno sempre per il colle d’oin. Dal colle d’oin fino alla macchina, vari tipi di neve a seconda delle esposizioni: firn sciabile, primaverile un po’ collosa, melma infame sfondosa.
Oggi assieme a Fra Cassardo, il Dottor. Paolo Cata e Steeve.
Bella mangiata è bevuta al rifugio Muzio.


Dopo il colle del paletto

La parete vista dal colle Oin

La vetta e il traverso

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