150m
Da Torre Pellice salire alla Sea di Torre (strada stretta, molto ripida – tratti anche a 15% – con numerosi tornanti ma quasi completamente asfaltata). Dalla Sea proseguire lungo la pista forestale che sale fino alla grangia del Vandalino (m 1789). Con bici muscolare molti tratti non sono ciclabili sia per il fondo pessimo, sia per la forte pendenza. Nessun problema con ebike.
Da qui occorre armarsi di pazienza e spingere o spallare la bicicletta a fino in vetta (350m d+, calcolare almeno 1 ora) o almeno fin sopra il ripetitore (200m d+). Non seguire il sentiero escursionistico che passa sulla dorsale ma tenersi sulla dx (vecchio sentiero che sale con diversi tornanti, recentemente spietrato).
Variante di salita (o di discesa): da Torre Pellice risalire la Val d’Angrogna lungo il fondovalle in direzione Pra del Torno. In loc. Pont Barfè prendere a sx, attraversare il torrente e seguire la pista che sale verso il rifugio Barfè. La pista termina poco sotto l’agriturismo, nei pressi di una cappelletta. Un breve tratto di portage su sentiero (100m d+) e si giunge al rifugio. Qui si segue la pista che sale nel bosco e raggiunge la Sea di Torre, dove si incontra il percorso che sale direttamente da Torre Pellice.
Discesa: per uno dei due itinerari di salita oppure dalla Sea seguire il “sentiero dei ladri” mulattiera lastricata che scende passando per la borgate Cougn, Chiavola, sotto la linea dell’ex cestovia (diff. S2/S3, pietre fisse e mobili, salti). Dall’Alpe Vandalino è possibile anche scendere alla Sea dal sentiero del Vertical (S2/S3), più tecnico in alto, più flow in basso.
Variante di discesa su Gardetta: nella prima parte per lo stesso itinerario di salita per poi prendere il sentiero che alla nostra destra scende verso Gardetta. L’inizio è un po’ per prati, poi diventa più chiaro e via via più tecnico con molti tratti in S3 su rocce smosse ed altre ben ferme. Una discesa tecnica con molti tornantini da nose press. Arrivati a Gardetta si prende il sentiero completamente a sinistra che con un traverso abbastanza lungo in falso piano, porta ad incrociare il torrente Carofrate. Da qui, invece di prendere il sentiero che scende, salire e con un lungo traverso in salita si passa sotto Castlus. Il sentiero, finisce poi ad un incrocio dove si gira a destra e si arriva direttamente a Tagliaretto. Da qui poi per strada asfaltata alla macchina.
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