5.1Km
- Primo tiro, 35 m, VI+. Attaccare in Dulfer la lama ad arco (due chiodi con cordone viola). Nella sezione centrale la fessura si allarga ed è proteggibile solo con friend grossi (probabilmente #4 o #5, soluzione non testata). Quando la fessura diventa orizzontale uscire sulla sinistra. Salire obliquando a destra in placca fino a prendere una sottile fessura rovescia ad arco (1 chiodo). Sosta alla base di un diedro fessurato (due chiodi uniti da cordino, possibile integrare con friend).
- Secondo tiro, 25 m, V+. Salire lungo la fessura a destra, parzialmente vegetata ma con ottimi incastri e ben proteggibile a friend. Arrivati a un terrazzino continuare lungo una fessura più stretta e breve. Continuare verticalmente in placca lavorata ma poco proteggibile (presente cordino su clessidra) fino alla comoda cengia erbosa. Sosta su due chiodi uniti da cordino.
- Terzo tiro, 50 m, IV+. Salire verticalmente per risalti senza percorso obbligato fino a un terrazzino erboso. Seguire il diedro obliquo tendente a destra (chiodo con cordone) poi uscire in placca a sinistra su buoni appigli. Continuare verticalmente su placca a lame (1 chiodo e 1 clessidra con cordone). Attenzione a qualche lama mobile nella parte alta. Sosta su comodo terrazzino (due chiodi uniti da fettuccia).
- Quarto tiro, 50 m, III+. Salire verticalmente senza percorso obbligato puntando al grosso fungo di massi sommitale. Tiro facilmente proteggibile. Si arriva alla sosta a fix da cui iniziano le calate.
Possibile raggiungere poi la vetta per facili roccette.
Discesa: Calarsi lungo la cresta (sinistra faccia a monte) per circa 50 metri fino a un terrazzino posto ad un intaglio dove si trova un grosso anello cementato e una sosta a spit. Eventualmente è possibile spezzare questa calata a metà. Da qui una calata verticale (30 m) porta alla cengia mediana e una seconda calata verticale (50 m) porta alla base della parete.
Il 12 Luglio 2026, durante un weekend di arrampicata organizzata del gruppo CAI Corsico, Alfonso Gautieri e Carlo Pasinetti sono tornati sulla via per chiodarla, definire una linea indipendente e relazionarla. La via sale su roccia perlopiù ottima, con qualche eccezione nella parte più facile in alto. A tratti la roccia è un po’ sporca di licheni ma non tale da dare fastidio durante la progressione, soprattutto nei passaggi più delicati.
La via è dedicata a Federico Beltrami, amico, istruttore della SEM e persona fantastica, scomparso scendendo da Luna Nascente in Val di Mello il 3 Agosto 2025.
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