3.6Km
La difficoltà EE si presenta solo nel breve tratto tra anticima e cima, per il resto E
Con auto alte si può optare per salire al Colle di Tenda e scendere per la strada sterrata della Baisse de Peyrafique, passando da Casterino e quindi les Mesches.
Dalla Liguria: da Ventimiglia salire la Valle Roya fino a Saint Dalmas de Tende, quindi les Mesches.
Dalla diga di les Mesches ci sono due possibilità :
A – Da uno dei primi posteggi lungo la diga, si segue una pista sterrata un po’ sassosa, che si inoltra nel bosco sulla sinistra del Vallone delle Miniere. Sono presenti alcune scorciatoie che permettono di evitare i primi tornanti. Si passa accanto ad una baita e quindi ci si inoltra nel vallone con andamento più pianeggiante. Si può poi optare se seguire interamente la sterrata oppure (consigliato) percorrere il bel sentiero per il Refuge des Merveilles.
B – Si sale alcuni tornanti sopra la diga seguendo la strada per Casterino, dove sulla sinistra si stacca una pista in parte cementata in parte sterrata che porta nel Vallone delle Miniere passando la struttura ricettiva Neige et Merveilles. Da qui si prosegue in piano oltre il Lago della Miniera, per poi trovare un ponticello dove ci si ricollega sul sentiero per il rifugio nelle vicinanze delle grange de Valaura inferiore..
Il sentiero che porta al rifugio alterna tratti in piano tra bosco e radure, ad altri in moderata pendenza talvolta su una bella mulattiera lastricata in pietra. A poca distanza dal rifugio, ancora non visibile, ci si riconnette con la pista sterrata giungendo ai primi laghi delle Merveilles, con a destra il Lac Long Superieur (sbarramento artificiale). Dietro il dosso si trova il Refuge des Merveilles 2111 m.
Per proseguire verso il Bego, si torna indietro fino a prima della diga, per attraversare il ripiano erboso e portarsi alle pendici del versante sud della montagna, dove si individua un sentiero a mezza costa che taglia da sinistra verso destra. Pur non essendo segnalato, il sentiero sarà sempre molto ampio e comodo. Con una infintità di tornanti sul pendio erboso, la traccia vince agevolmente il costone, portandosi ad un piccolo ripiano dove si può rifiatare a circa metà pendio.
Si riprende a salire ancora per erba e poi per detriti, andando a guadagnare il dosso di pietrame che porta all’anticima della montagna, dalla quale si vede ormai evidente la cima.
Si traversa in piano leggermente sotto cresta sulla sinistra, giungendo alla base della cresta conclusiva, che si prospetta rocciosa. Se non si vuole affrontare direttamente i passaggi rocciosi sul filo di cresta, alcuni ometti indicano un comodo passaggio sulla sinistra, circa 20 m sotto il crinale, dove per un facile terrazzo (attenzione ad un masso sporgente dove occorre abbassarsi leggermente), conduce ad una rampa di pietre che consente facilmente di ritornare in cresta. Da qui si segue ora la crestina per alcuni metri rocciosa ma ben camminabile (lievemente aerea) che poi si allarga tornando detritica fino in cima.
La discesa avviene dal percorso di salita, oppure per abbreviare senza ritornare al rifugio, si segue la dorsale sud-est abbandonando quindi il sentiero a circa 2700 m, per poi spostarsi verso est seguendo vaghe tracce che scendono verso il Vallon de la Miniera collegandosi al sentiero proveniente dalla Baisse de Vallauretta. Questo percorso non essendo segnato richiede ottima visibilità.
In alternativa, dalla cima si può scendere per tracce sullo scosceso versante nord (da evitare in presenza di neve o ghiaccio) dove la traccia si snoda tra ripidi pendii e canaloni, talvolta su cenge esposte, fino alla Cima Pollini 2700 m e quindi per più comodo pendio alla Baisse de Fontanalba.
Ora si scende nell’omonimo vallone su bella mulattiera (specialmente nella zona di pietraia) fino a 2220 m circa, dove si abbandona il sentiero principale per il Refuge de Fontanalba, a favore del sentiero di destra che con una breve risalita, non faticosa, conduce alla Baisse de Vallauretta 2279 m. Da qui si scende il bel sentiero terroso per gli ampi pascoli fino a giungere ad una baita isolata utilizzata dai pastori (presenti greggi di pecore in zona), e poi nel bosco fino ad innestarsi sul sentiero principale all’altezza delle Grange di Vallaura; da qui si fa ritorno a les Mesches passando per le miniere.
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