Alfeo (Monte) da Bertone

difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Sud-Ovest
quota partenza (m): 1008
quota vetta/quota massima (m): 1651
dislivello salita totale (m): 643

copertura rete mobile
tim : 100% di copertura

contributors: ulello
ultima revisione: 02/02/10

località partenza: Bertone (Ottone , PC )

cartografia: A.Parodi

bibliografia: A.Parodi

accesso:
Dalla piazza di Gorreto si è scelto di proseguire lungo la stretta carrozzabile che conduce fino al nucleo di Bertone (1008 mt), poche suggestive case già rientranti nel territorio regionale emiliano (municipio di Ottone).

note tecniche:
Il percorso è classificabile come una escursione E, tuttavia, compiuto su neve dura necessita di attrezzatura e la difficoltà pertanto sale.
Il Monte Alfeo, data la sua posizione lontana e scomoda dai grandi centri abitati, risulta meta poco frequentata. I percorsi per la sua ascensione, inoltre, sono esposti prevalentemente a sud e, per buona parte dell’anno, si possono rivelare calienti e fastidiosi (mosche…).
Nondimeno, specie durante la stagione fredda e con un certo innevamento, vale indubbiamente la pena salirne la vetta – mt. 1651 - che offrirà abbondanti silenzi e ampissime vedute, meteo permettendo, come nel caso della gita di seguito descritta.

descrizione itinerario:
Parcheggiata la vettura, superate le case poste a monte e varcato un dissuasore per animali, ci si inerpica in direzione est percorrendo una classica stradina interpoderale con muretti a secco; evidenti i segni gialli. Quindi si piega a sinistra e si traversa, con salita dolce e tratti in piano, il versante sud-occidentale dell’Alfeo, coperto da un bel bosco di faggi.
L’orientamento ora è decisamente settentrionale; tuttavia, dopo un certo tratto, per via del buon innevamento e della prossimità della cima, il percorso seguito è stato quello di affrontare direttamente la massima pendenza (opportunamente dotati di picca e ramponi) e giungere così in breve alla Madonna di vetta – due ore scarse dall’auto.
Decisamente particolare la visuale che potrà presentarsi: a sud un mare scintillante (o cupo, a seconda…) su cui si staglia la costiera del M.Ramaceto; potrebbero emergere all’orizzonte la Corsica, Capraia e l’Elba. Di seguito e in senso antiorario il gruppo Aiona, Penna e, verso est, il Maggiorasca con i suoi tralicci. Tra questi monti un meteo fortunoso vi consentirebbe di scorgere alcune ripide pareti delle Apuane. Poi, in direzione nord-est, è assai improbabile che riusciate a distinguere qualche cresta fra Adamello, Brenta e Cevedale.
In mezzo ai faggi che copiosi ricoprono il versante nord dell’Alfeo fino alla sua cima si può osservare, posti a gradevole distanza dalle sue evidenti industrie, anche la città di Piacenza – nebbia assente. All’estremo nord le vette innevate di Alpi e Prealpi Centrali; indi, tra Lesima, Ebro, Antola, ecc. appaiono il Rosa e il Monviso, orientati a nord e ovest, poi le Marittime al completo ed infine, da un insolito punto di vista, spunta in basso la rivierasca catena spartiacque del Beigua.
(Valerio Onofri Hôte)

altre annotazioni:
Se non si è proprio di fretta, condizione che peraltro mal si accompagna all’escursionista appassionato, una pausa preventiva nell’abitato di Gorreto, ultimo comune della provincia di Genova, può donare almeno in parte un tuffo nel passato, vieppiù se la sosta è effettuata di buon mattino.
Entrando con l’auto nella rettangolare piazza principale sulla sinistra è presente un piccolo esercizio-rivendita di ogni merce; poco oltre appare l’albergo-bar riscaldato da una tradizionale stufa centrale; il suo gentile anziano gestore conosce personalmente tutti e 25 i restanti abitanti del paese, assai prossimo allo spopolamento.
Sul lato opposto alla strada statale è situato il maestoso palazzo dei Centurione che, in stato di abbandono, testimonia fasti ormai remoti, mentre, alzando lo sguardo alle vostre spalle, sulle pareti dell’edificio di fianco al negozio citato, noterete scritte appartenenti al periodo fascista.