Abisso (Rocca dell') Via delle Placche

difficoltà: D   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Ovest
quota partenza (m): 2070
quota vetta (m): 2755
dislivello complessivo (m): 685

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: Carlo Raimondo
ultima revisione: 21/08/14

località partenza: Basse di Peyrafica (Tende , 06 )

punti appoggio: Limone, Casterino

accesso:
Da Limone Piemonte si sale in macchina fino al Colle di Tenda. Da qui si prende lo sterrato in direzione di Casterino fino a poco prima delle Basse di Peyrafica (2070) presso il rudere dell'ospitalas, dove parte il sentiero per i Laghi di Peyrafica. A piedi per sentiero si raggiungono i Laghi e successivamente si prosegue fino al Colletto d'Abisso (2250) che sovrasta i laghi superando (senza sentiero) il ripido pendio erboso misto a roccette che porta al colletto. Da qui si raggiunge agevolmente il punto più basso dello Sperone O-N-O.

note tecniche:
Avvicinamento circa 1,30/ 2 ore.
Sviluppo circa 200 mt; difficoltà D: IV abbastanza continuo con passi di IV+ e un passo di V; roccia ottima; attrezzati con chiodi classici e uno spit di sosta i primi 4 tiri; portare comunque dadi e friends, i tiri sono facilmente proteggibili tranne il 2° (in cui sono presenti 4 chiodi); l’ultimo tiro non è stato ancora attrezzato, ma è facilmente proteggibile e le difficoltà possono comunque essere aggirate, passando a sinistra.

Alla via, per uscire in vetta, si devono aggiungere altri 2 tiri sullo sperone O-N-O.
Possibilità di fuga: è possibile in qualsiasi punto raggiungere, arrampicando o scendendo in doppia la via normale del versante O-N-O segnata con bolli rossi e che passa prevalentemente dentro il canale detritico a destra (salendo) dello sperone O-N-O.
Avvicinamento: arrivando dal Colle di tenda per sterrato, si posteggia presso il rudere dell’Ospitalas e si sale in direzione dei laghi di Peyrafica per raggiungere successivamente il colle seguendo lo stesso itinerario che conduce all’attacco dello sperone O-N-O.
Discesa: per il sentiero della via normale del versante Sud o, eventualmente, per il canale detritico O-N-O dove si trova un itinerario segnato con bolli rossi.

descrizione itinerario:
I tiro (50 mt)
Attaccare 20 metri a sinistra del punto più basso dello sperone O-N-O, in prossimità di una evidente e bella fessura dulfer (chiodo con cordino) che sale verso sinistra. Superare la fessura (10 mt. passo di IV+; 2 chiodi) e le placche successive (III+) arrivando a una cengetta erbosa (attraverso la quale passa la via “normale” del versante nord-Ovest indicata da bolli rossi); superare la cengia, raggiungendo delle belle e facili placche chiare abbattute (III; lasciato un cordino bianco in una fessura ben proteggibile); risalire le placche fino a che non si impennano, raggiungendo una sosta a destra di una fessura (2 chiodi di sosta).
II tiro (45 mt)
Superare direttamente il muretto che sovrasta la sosta (IV+, chiodo) e proseguire sulle placche articolate successive via via più ripide (3 chiodi non perfettamente allineati sulla verticale, ma un po’ a zig zag - il secondo dei tre si trova leggermente a destra rispetto alla verticale, il terzo con cordino nuovamente a sinistra -, vista la difficoltà di proteggere; bei passaggi, IV+/V-). Uscire su una cengia e fare sosta (spit + chiodo) sulla verticale del tiro (qualche metro a destra si trova la sosta n.2 dello Spigolo O-N-O).
III tiro (25 mt)
Percorrere verso sinistra tutta la cengia, passando alla base di uno strapiombo e due diedri, fino a scendere per qualche metro su un terrazzo erboso comodo alla base di un ampio diedro (II). Qui fare sosta (2 chiodi).
IV tiro (50 mt)
Traversare ancora qualche metro a sinistra per prendere delle bellissime placche che dalla sosta sembrano improteggibili, ma sono in realtà solcate da fessure (chiodo con cordino). Risalire le placche e raggiungere un piccolo terrazzino con un pino mugo (IV/IV-; altro chiodo) fino a portarsi (leggermente a destra) sotto una bella placca in mezzo a 2 lame evidenti. Superare direttamente la placca (V; cordino) e raggiungere dopo qualche metro un terrazzino dove si fa sosta; la sosta è indicata da un cordone passato sotto un grosso masso appoggiato.
V tiro (50 mt)
Salire in verticale per divertenti e facili salti (III+), fare un passo a destra per raggiungere una bella ma molto breve fessura, risalirla, superare uno strapiombetto (III+/IV), alzarsi ancora e superare uno strapiombetto più impegnativo sulla sinistra (V-). Salire ancora qualche metro fino a raggiungere la sommità della cresta, dove ci si ricongiunge alla via dello sperone O-N-O (fare sosta).
In breve la parte successiva (2 tiri sullo sperone).
Scendere qualche metro fino ad una selletta (sosta). Risalire il bel salto successivo (III; 50 mt). Si risale poi l’ultimo salto o attraverso un primo diedro facile con rocce un po’ rotte e poi un secondo erboso, oppure lungo lo spigolo (chiodo, un po’ più impegnativo; in ogni caso 50 mt.). Siamo ora ad una ventina di metri dall’anticima; la si raggiunge facilmente e da qui per tracce di sentiero (bolli rossi) si raggiunge la vetta e il sentiero che scende verso il forte Giaura e poi verso le basse di Peyrafica.

altre annotazioni:
Aperta da Carlo Raimondo e Pietro Finamore l’ 11 agosto 2013
1° ripetizione e richiodatura: Giangi Fasciolo, Carlo Raimondo, Davide il 27 luglio 2014.