Clapier (Mont) dal Gias du Basto per il Pas de La Fous

Clapier (Mont) dal Gias du Basto per il Pas de La Fous

Dettagli
Dislivello (m)
1313
Quota partenza (m)
1732
Quota vetta/quota (m)
3045
Esposizione
Varie
Grado
F

Località di partenza Punti d'appoggio
rifugio di Valmasque

Avvicinamento
Da Cuneo, si segue per il Colle di Tenda, S.Dalmas di Tenda, Casterino. Si prosegue in macchina oltre le ultime case di Casterino, fino ad un divieto di accesso, dove si lascia l'auto. Alternativa: salire al colle di Tenda e prendere la bellissima strada militare che conduce prima alla Bassa di Peirafica e poi a Casterino. Si fa bene con qualsiasi auto un po' alta, ma ultimamente è stato apposto un divieto di transito eccetto per i 4x4 (la strada si trova interamente in territorio francese).
Note
Gita piuttosto lunga, con problemi di orientamento dal passo delle Fous in avanti, specie se con scarsa visibilità, in quanto non c'è traccia ma solo qualche rado ometto. Il passaggio chiave è il canalino, breve ma ripido e pieno di pietre instabili e con lingue di neve fino a stagione inoltrata. Inoltre non è facilissimo individuarlo.
Descrizione

S’inizia su facile carrareccia nel Vallone di Valmasque.
Dopo circa un ora, a sinistra per sentiero, verso il Rifugio di Valmasque e Lago Vert che lasciamo entrambi alla nostra destra. Proseguiamo verso il Lago Noir, passando sotto la diga e risalendo il ripido pendio che ci porterà in direzione del Laghetto della Lusiere. Anch’esso lo lasciamo alla nostra destra e puntiamo al Pas de La fous. (circa 2 ore e quaranta dalla partenza)
Alternativa: proprio sotto il rifugio attraversare la diga (sullo sbarramento c’è il divieto, ma una traccia passa qualche metro sotto di essa) e prendere un sentiero più diretto che risale il ripido versante, con vista spettacolare sul lago ed il rifugio. Vi sono alcuni passaggi di facile arrampicata con modesta esposizione e poi più in alto si ricongiunge con l’altro sentiero.
Dal Passo si scende leggermente su sfasciumi, tenendo la destra, fino ad incontrare una costola rocciosa sulla quale si intravede un ometto. Scegliendo il passaggio giusto (I) si scavalca la dorsale e di qui si prende a salire leggermente in diagonale, passando sotto un grande pendio di detriti che termina con un canalino sulla cresta: non è quello giusto! Proseguire ancora a mezza costa ed imboccare il canalino successivo, che arrivando non si vede. Risalirlo con attenzione perchè, seppur breve, è ripido e con fondo di rocce e pietre instabili, possibile neve ad inizio stagione. Dallo sbocco del canale prendere a destra e risalire il pendio di detriti seguendo ometti di pietra, senza percorso obbligato.

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Cartografia:
IGC 114
monterod
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