Scarason (Cima) Via Diretta

difficoltà: ED+   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord-Est
quota partenza (m): 1032

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: albertber attila89
ultima revisione: 27/08/15

località partenza: Pian delle Gorre (Chiusa di Pesio , CN )

punti appoggio: Rifugio Piero Garelli

accesso:
Risalire il vallone del Marguareis, alla sx orografica rispetto al rifugio Garelli, seguendo per il Passo del Duca: la tetra parete NE dello Scarason è già visibile brillare al primo sole da metà avvicinamento. Una volta giunti al bivio per il laghetto del Marguareis seguire ancora per il Passo del Duca fin sotto un'evidente falesia rocciosa, abbandonare ora il sentiero per rilsalire la specie di morena soprastante (erba e arbusti faticosi) fino alla conca di ingresso alla parete. Quindi per una fastidiosa e instabile pietraia raggiungere il punto più alto della cengia ai piedi della parete. L'attacco è in corrispondenza di un muretto (chiodo con cordone blu) sovrastato dall'imponente sequenza di diedri, che caratterizza la prima metà della via (attacco posto su terreno erboso friabile e molto ripido, sconsigliabile cadere durante la preparazione del materiale). 2h e 30 min, 900 m di dislivello.

note tecniche:
Materiale
Una serie di friends fino al 3 BD (doppiare 0.5-2), nuts (comodi per i primi tiri), 14 rinvii, martello e 5-6 chiodi di varie dimensioni. Consigliate corde da 60 m.

Gli apritori si sono imposti un uso essenziale di spit, posizionandone esclusivamente dove la roccia non presentava alternative per la progressione in artificiale. Attenzione: si tratta di spit in alluminio da 8 mm arrugginiti dal tempo, da sollecitare il meno possibile.

Sulla via sono presenti 40-50 chiodi e 14 spit soste incluse. Del materiale aggiuntivo è stato integrato durante le ripetizioni, compresi 2 spit piantati su L11 durante l'invernale del 1991.

Tutte le soste ad eccezione di L4 e L13 sono in posto; sempre mediamente buone o ben rinforzabili.

descrizione itinerario:
L1. 45 m - VI/A1, V-. Salire su un muretto verticale molto impegnativo psicologicamente e poco proteggibile (2 ch. in posto, di cui uno a "U" aggiunto il 25/06/2013) uscendo con un fastidioso ribaltamento su erba presso un'angusta grotticella. Salire quindi il diedro soprastante formato da blocchi, alcuni incastrati, altri traballanti, per andare a sostare in una seconda nicchia.

L2. 35 m - VI-, V, VI/A2. Con passaggio strapiombante a dx seguire una ripida rampa, oltre la quale continuare verticalmente in una fessura via via strapiombante. Al suo termine uscire a dx su gradino erboso, sosta su piccolo terrazzino erboso.

L3. 35 m - V, V+, VI/A0. Alzarsi a dx , traversare qualche metro e, per un diedro, continuare fin sotto lo strapiombo che lo chiude. Sopra tale strapiombo, a dx, c'è un terrazzino (termine tentativo '65, primo bivacco degli apritori), andare invece a sx e con una delicata traversata raggiungere la sosta sotto un bel diedro verticale.

L4. 25 m - V, VI. Seguire interamente il diedro fin oltre un pericoloso blocco instabile e sostare su staffe (sosta a spit non più presente).

L5. 25 m - V, VI/A2. Proseguire seguendo l'arcata strapiombante (2 spit) per ad uscirne a sx presso uno strapiombo nero e sostare presso un esiguo gradino.

L6. 15 m - V+, VI+/A0. Verticalmente nel diedro fino ad uno scomodo punto di sosta.

L7. 40 m - V, VI/A0. Ancora nel diedro (alcuni blocchi instabili) uscendo al suo termine su una ripida cengia erbosa. Termine tentativo di Savio e secondo bivacco dei primi salitori.

L8. 25 m - IV+, V. Salire verticalmente un diedrino (chiodo), al cui termine traversare 8 metri a dx su cornice erbosa. Seguire quindi una ripidissima rampa erbosa per sostare su una cengetta spiovente (3 chiodi).

L9. 30 m - V, VI-, A2, IV, V. Proseguire direttamente su placca (chiodo) fino ad una svasatura, poi diagonalmente a sx fino ad una fascia friabile strapiombante che si supera a dx. Ancora verticalmente, quindi obliquando a dx raggiungere un comodo punto di sosta.

L10. 25 m - VI-, V, V+. Verticalmente ad un gradino, quindi per un bel diedro fino alla sommità di un pilastrino. Terzo bivacco degli apritori.

L11. 30 m - VI, A2, A3. Dritti su un muro compatto, quindi verso sx entrare in una fessura-diedro poco marcata. Giunti sotto una volta strapiombante seguirla in traverso a sx su roccia molto compatta, quindi verticalmente ad una cengetta sulla dx (4 spit originali+2 spit aggiunti).

L12. 25 m - IV+, VI-/A2. Seguire una rampa erbosa a dx e, tornati a sx, superare uno strapiombo fessurato sostando poi su una cengetta spiovente.

L13. 25 m - VI-, A1, A2. Traversare orizzontalmente a sx su uno spigolo arrotondato e compatto per raggiungere un diedrino erboso che conduce nel diedro finale. Attrezzare la sosta sotto uno strapiombo abbastanza marcato (2 friend n°2 BD+1 spit).

L14. 50 m - A2, VI+, V+. Superare direttamente lo strapiombo, continuare in una monolitica e faticosa fessura ad incastro. Una liscia placca quindi porta verso dx ad una spalletta, con breve traverso a dx raggiungere un diedrino che porta in vetta.

altre annotazioni:
Itinerario in stile classico di grande ambiente e di elevato impegno regalato ai posteri da F. Scotto, A. Parodi e S. Calvi. Dal 4 al 7 Settembre del 1987 i tre, con intuito e spirito non più comuni, aggiunsero un prezioso tassello alla travagliata storia della parete NE, tracciandone la via diretta. Superarono difficoltà fino al VI+ e A3 su calcare a tratti di pessima qualità. La via riprende i tentativi di Tardito e Folli del '65 e '66, e di Sergio Savio del 1981.