Scarason (Cima) Mystic Train

Scarason (Cima) Mystic Train

Dettagli
Quota partenza (m)
922
Quota vetta/quota (m)
2300
Esposizione
Nord-Est
Grado
ED

Località di partenza Punti d'appoggio
Rifugio Pian delle Gorre

Avvicinamento
Dal villaggio Ardua si raggiuge il pian delle Gorre, quindi si segue il sentiero per rifugio Garelli fino al Gias Sottano di Sestrera. Si segue la diramazione verso destra che porta nel vallone del Marguareis. Ad un certo punto si punta direttamente alla parete passando a destra di un contrafforte roccioso. E’ necessaria neve assolutamente sicura e portante; i pendii che si risalgono sono frequentemente soggetti a valanghe.
In generale comunque se la neve non è trasformata sull’avvicinamento difficilmente lo sarà in parete.
La via risale l’evidente spaccatura che incide il settore destro della parete, a destra della via “Nella tana del drago”. Si risale il ripido conoide (120m 45-50°) e si raggiunge un comodo antro sulla sinistra dove ci si può preparare comodamente. 3h-3h30’ con neve portante
Note
Il settore destro della parete nord-est dello Scarason presenta tre evidenti spaccature parallele oblique da sinistra verso destra. La spaccatura di sinistra è stata salita da Fulvio Scotto e Gabriele Canu con la via “Nella tana del Drago”.
Quella centrale sembrava interessante non tanto per una salita estiva vista la roccia scadente e l’erba abbondante (anche per lo standard Scarason…) quanto per una salita in condizioni invernali.
Mystic Train è una via di misto moderno che segue una linea logica in una parete decisamente ripida e repulsiva. Abbiamo usato in tutto 7 fix da 10mm inox solamente alle soste e lasciato 3 chiodi su L7.
La via offre una bella scalata in alcuni tiri anche se non mancano tratti piuttosto scabrosi e difficili da proteggere. Nel complesso per la continuità delle difficoltà dovrebbe essere la via di misto più impegnativa del gruppo ad ora. Una cordata molto preparata può completare la salita in giornata.
Abbiamo concluso la nostra salita una decina di metri sotto la cresta sommitale per la presenza di grandi funghi nevosi all’apparenza poco stabili e siamo scesi in doppia.
Sviluppo: 240m Dislivello: 180m
Difficoltà: ED M6+, 1 p.A0
Impegno globale: III
Materiale: friend 0,1-4 (doppi da 0,5 a 3), nut, 7-8 chiodi misti, 1-2 ice hook o wartog, 1 vite da ghiaccio corta, corde da 60m

Descrizione

L1: Si sale in obliquo a destra per corti risalti di misto e fasce nevose fino a sostare sotto un breve muro verticale di erba e roccia. Si attrezza la sosta su friend sulla parete rocciosa a destra. 30m M3+
L2: Si supera il muro e si continua verso sinistra su neve. Si raggiunge una bella goulotte incassata, ripida ma discretamente proteggibile a friend. Si continua fino ad una nicchia dove si trova un fix di sosta, integrabile con friend. 30m M5
L3: Traversare orizzontalmente a destra per pochi metri quindi salire verticalmente su terreno misto delicato e non semplice da proteggere fino a raggiungere una rampa nevosa sospesa. Seguirla verso destra fino alla base di un ripido muro di rocce fessurate. Sosta su 1 fix integrabile con friend del 4. 25m M5
L4: Salire il muro con scalata delicata fino ad una piccola spalla. Proseguire in lieve obliquo verso destra su terreno misto raggiungendo un nevaio, che si risale fino a sostare su un fix a destra di una fascia di mughi. 25m M6
L5: Superare i mughi raggiungendo una rampa nevosa che si segue verso sinistra fino ad un antro dove si trova un fix di sosta. 25m M2, neve 55°
L6: Salire il diedro camino sovrastante su roccia delicata. Raggiunto un grande blocco incastrato si traversa verso destra. Proseguire quindi verticalmente per diedrini e risalti su terreno misto. Un ultimo difficile ribaltamento permette di raggiungere una nicchia dove si sosta su un fix e un friend 0,75. Tiro molto bello ma su roccia spesso delicata. Ben proteggibile nella seconda metà. 30m M6+
L7: Traversare orizzontalmente a destra in grande esposizione per un esile cengia di neve molto ripida (1ch.) fino a superare un mugo. Appena oltre alzarsi verticalmente con un difficile passaggio su terreno misto (2ch.) raggiugendo il canale nevoso terminale. Sosta su un fix sulla parete a destra. Tiro delicato e un po’ scabroso. 30m M5 e 1p.A0
L8: Salire nel canale che presenta brevi risalti più ripidi. Superando al termine un ripidissimo muro di neve inconsistente si raggiunge un antro scosceso dove si sosta su un fix. 40m AI 2+, neve a 85° nel finale

Abbiamo terminato qui la nostra salita. Per uscire in cresta bisogna superare un ultimo breve risalto caratterizzato da grandi tappi di neve apparentemente poco sicuri.

Discesa:
In doppia lungo la via. (S8-S7 40m) (S7-S4 55m) (S4-S3 25m) (S3 dritti fino ad una sosta di calata su fix e chiodo a livello della terminale 55m). Con un’ultima calata da questa sosta si scende agevolmente la parte più ripida del conoide. Doppie veloci e con basso rischio di incastri o di caduta di pietre. Tuttavia al momento le soste di calata sono su fix singoli con moschettone.

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Storico:
Primi salitori: Alice Arata, Gabriele Canu e Pietro Godani, 5 e 6 gennaio 2020
“Train” perchè il più accanito degli apritori ha usato toni epici per convincere i soci, dicendo che questa salita in condizioni è un treno che passa una volta sola.
“Mystic” perché è stato un viaggio mistico vissuto con incertezza metro dopo metro in un ambiente tanto repulsivo quanto magico.

pietro-g
06.01.2020
7 mesi fa

Condizioni

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