Ischiator (Becco Alto d') da Pian della Regina per il Vallone del Piz ed il versante NE

sentiero tipo,n°,segnavia: P27-P29, segni rossi e ometti
difficoltà: EE/F   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Nord
quota partenza (m): 1460
quota vetta/quota massima (m): 2996
dislivello salita totale (m): 1536

copertura rete mobile
vodafone : 40% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: la-Peggy ste_6962
ultima revisione: 28/08/15

località partenza: Pian della Regina (Pietraporzio , CN )

punti appoggio: Rifugio Zanotti m. 2200. rifugio_zanotti@cailiguregenova.it

cartografia: Fraternali 1:25000 n.13 Alta Valle Stura di Demonte ; IGC foglio 112 - Valle Stura, Vinadio, Argentera - scala 1:25000

bibliografia: Guida dei Monti d'Italia CAI-TCI Alpi Marittime vol. 2 ; Vette delle Alpi dalla Liguria al Monviso di A. Parodi

accesso:
da Borgo San Dalmazzo, dove ha inizio la Valle Stura di Demonte, si inizia a risalire la valle seguendo la statale SS21 che supera in successione i centri abitati di Gaiola, Demonte, Aisone, Vinadio, Sambuco per raggiungere infine Pietraporzio, dove si abbandona la strada principale che porta al Colle della Maddalena e si volge a sinistra entrando in paese, proseguendo lungo una stretta e ripida stradina asfaltata si raggiunge infine il Pian della Regina m. 1460, dove ci sono ampie possibilità di parcheggio nel pianoro dove termina la strada. (42 km da Borgo San Dalmazzo). La stradina sterrata che sale nel Vallone del Piz è interdetta alla circolazione pubblica e quindi è vietata agli automezzi.

note tecniche:
Sulle guide e carte francesi questa montagna è nota come “Grand Cimon de Rabuons”.
il Becco Alto di Ischiator si presenta come bella ed imponente montagna a forma piramidale dal vertice tronco collocata sullo spartiacque tra i Valloni del Piz, Ischiator e Rabuons (Tinée). Si tratta di un itinerario piacevole e divertente, mai monotono, che si snoda in un ambiente selvaggio e integro.
La prima parte, fino alla Bassa di Schiantalà ed al bivio con il Passo di Rostagno si svolge su ottimi sentieri sempre ben segnalati e con cartelli indicatori presenti ad ogni bivio, poi su pietraie, un pendio di sfasciumi abbastanza ripido, un piccolo nevaio perenne nella parte alta della Comba di Laris e il versante NE che presenta tratti di sentiero, una cengia e diversi passaggi di facile arrampicata fino a raggiungere la vetta. Tutto l’itinerario, a partire dal punto dove occorre abbandonare il sentiero che conduce al Passo di Rostagno fino alla vetta è stato interamente segnalato con bolli rossi, frecce e indicazioni su pietroni a cura del custode del Rifugio Zanotti, per cui non c’è alcun problema di orientamento ed è praticamente impossibile perdersi. In presenza di neve o vetrato sulle rocce del versante NE, diventa un itinerario più impegnativo, da considerarsi F+. Ad inizio stagione potrebbero essere utili piccozza e ramponi, per superare il nevaio della Comba di Laris e per la parte alta dell’itinerario lungo il versante NE. Il periodo ideale per compiere questa salita va da fine giugno a ottobre. E’ una gita fattibile in giornata, ma è possibile spezzarla in due giorni e prevedere un pernottamento al Rifugio Zanotti.

descrizione itinerario:
dal Pian della Regina si inizia a risalire il Vallone del Piz seguendo la stradina sterrata che con una serie di tornanti raggiunge prima il laghetto del Lausarel, supera un grande larice secolare e arriva infine al Gias del Piz m. 2042. Per salire al Rifugio Zanotti occorre svoltare a sinistra (cartello indicatore), un tratto in leggera discesa, poi il sentiero volge a destra e con una serie di serpentine, volgendo gradualmente a sinistra, il sentiero raggiunge brevemente il Rifugio a m. 2200, di proprietà del CAI Ligure di Genova. Ore 2,00/2,30 dal Pian della Regina al Rifugio Zanotti. Dal rifugio si sale inizialmente lungo il sentiero che porta il Passo di Rostagno, puntando ad un pianoro erboso, noto come Bassa di Schiantalà, raggiunto il pianoro si abbandona il sentiero di sinistra(segnavia P27) che sale al Passo di Rostagno per proseguire a destra lungo un sentiero segnalato (bolli rossi e ometti) che sale una serie tornanti verso la Comba di Schiantalà, che va seguita fino a raggiungere lo splendido laghetto di Laris m. 2447. Qui si tralascia il sentiero che sale verso la parte alta della Comba di Schiantalà e il Passo di Tres Puncias verso destra e si prosegue a sinistra con un tratto in leggera discesa, poi si supera un canalino roccioso con l’aiuto delle mani in qualche tratto, usciti dal canale si traversa una grande pietraia verso sinistra, alla base di un ripido pendio-canale di sfasciumi, che va risalito per entrare nella Gola di Laris. Si sale ripidamente in diagonale su pendii di pietrame verso la bastionata rocciosa dei Becchi di Rostagno, che poi si costeggia per un tratto, fino ad entrare nella conca sotto il Passo di Laris, che non si raggiunge. Si procede ora nella Comba di Laris, su terreno che progressivamente diventa meno ripido e presenta un tratto quasi pianeggiante, proseguendo (sempre aiutati dai bolli rossi) si oltrepassa un piccolo nevaio perenne, poi tracce di sentiero nella vasta pietraia volgono a destra, portando alla base del ripido versante Nord-Est del Becco, dove si incrocia l’itinerario più frequentato che proviene da Besmorello e dal Rifugio Migliorero che sopraggiunge da sinistra. Proseguendo tra pietrame e possibili residui di nevaio, si evita una prima fascia di rocce sulla destra (in questo punto è presente una targa murata), e successivamente ci si inerpica su questo versante per tracce di sentiero tra erba, terriccio e pietrame fino a raggiungere l’inizio di una evidente cengia grigia, che sale diagonalmente da sinistra a destra. Superata la cengia con alcuni facili passaggi di arrampicata (I grado) si perviene all’ampia spianata, occupata da una grande pietraia, posta sotto la cima. La traccia ora sale sulla destra, oltrepassando i resti di una piccola casermetta e raggiungendo infine la vetta, sormontata da una croce metallica e da un grosso ometto di pietre. Nella parte terminale dell’itinerario fare attenzione a non smuovere sassi e/o non far cadere pietre su eventuali escursionisti che possono trovarsi sul pendio sottostante. Dal termine della cengia è anche possibile salire sulla sinistra, superando alcuni divertenti passaggi di arrampicata più continui e leggermente più impegnativi, che con la roccia asciutta non presentano difficoltà. (Dal Rifugio alla vetta ore 2,30/3,00 indicative). La discesa avviene lungo lo stesso itinerario seguito in salita.

altre annotazioni:
si tratta di una delle montagne più interessanti e frequentate delle Alpi Marittime Orientali, salita molto frequentemente sia dal Rifugio Zanotti che dal Migliorero, anche per l’esteso e splendido panorama che è possibile ammirare dalla cima (dalle Marittime, alle Cozie Meridionali, ai colossi del Delfinato, alle Alpi Pennine, oltre alla Costa Azzurra. Il toponimo “Ischiator” pare che significhi “canalone ripido, scivoloso” e derivi da esquiar = scivolare. Infine, qualche nota storica, la prima salita nota a questa cima risale al 28 giugno 1890 per opera dell’alpinista austriaco Ludwig Purtscheller, noto “esploratore” di molte cime delle Marittime.


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