Craveggia (Bagni di) da Blitz per la Bocchetta di S. Antonio

difficoltà: E   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 1200
quota vetta/quota massima (m): 1841
dislivello salita totale (m): 1500

copertura rete mobile
tim : 20% di copertura
no operato : 0% di copertura

contributors: Larix66
ultima revisione: 05/08/13

località partenza: Craveggia (Re , VB )

cartografia: CNS 1:25000 foglio 1311 Comologno

accesso:
Da Craveggia prendere la strada per la località "Vasca" che sale con due tornanti a monte del paese. Proseguire fino al termine della strada asfaltata dove esistono buone possibilità di parcheggio soprattutto nelle prime ore della mattina, in località Blitz

note tecniche:
Escursione insolita, dove la maggior parte del dislivello in salita si affronta al ritorno. L’itinerario qui descritto è il più logico e diretto per raggiungere la località partendo da Craveggia. Un eventuale percorso ad anello con ritorno ad esempio per la Bocchetta del Rosario o addirittura la Bocchetta di Muino va accuratamente pianificato, tenendo conto delle lunghe percorrenze e ricercando informazioni attendibili sullo stato dei sentieri.
Gli aspetti panoramici sono limitati al versante Vigezzino, in particolare nel tratto pianeggiante che conduce alla Bocchetta di S. Antonio, mentre sul versante di Onsernone, passato l’alpeggio di Isornia, ci si ritrova nel fitto di un bosco che evoca sensazioni in grado di essere apprezzate dagli estimatori della Valgrande. Interessante osservare le differenze nella vegetazione sui due versanti, risultato della diversa esposizione solare. L’intero tragitto è percorribile senza affrontare particolari difficoltà su sentieri attualmente evidenti e segnalati. Occorre comunque fare attenzione nell’attraversare alcuni canali specialmente nella stagione autunnale, quando le basse temperature rendono possibile la formazione di ghiaccio. Acqua di sorgente poco sotto la Bocchetta di S. Antonio; una fontana si trova anche all’Alpe Isornia di Alto.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio del Blitz si raggiunge la chiesetta, direttamente per il sentiero a sinistra attraversando il torrente su un ponte in ferro, oppure proseguendo lungo la sterrata alzandosi poi sui prati, dopo essere transitati per i tre ristoranti. Dall’Oratorio, 1270 m, si sale in direzione Nord verso la cima del monte Ziccher (nota meta anche scialpinistica; l’eventuale transito per la vetta con la successiva discesa verso S. Antonio comporta un allungamento dei tempi di percorrenza di circa mezz’ora). Giunti allo spallone che conduce alla cima, a circa 1800 m, si segue il sentiero che prosegue orizzontalmente verso la Bocchetta di S. Antonio, dove sorge una cappella che può essere utilizzata come ricovero di emergenza. Dalla Bocchetta (1841 m) si scende lungo il sentiero che attraversa il pendio franoso della “Ganda Rossa”; al bivio, segnalato da cartelli, si tiene la destra e ci si dirige verso l’Alpe Isornia di Alto, la cui baita ristrutturata adibita a rifugio privato è ben visibile dal valico. Il sentiero prosegue inoltrandosi nel bosco passando una trentina di metri sotto i ruderi di Isornia di Basso, località situata sulla dorsale che si costeggia e non lungo il sentiero come indicato da un cartello.
Dopo alcune curve si attraversa il Rio dello Strecchio poi il sentiero percorre un lungo tratto con pendenza moderata, attraversando ancora alcuni canali. Quando la discesa si fa più ripida si è in prossimità del bivio per la Bocchetta della Cima (detta anche del Rosario); successivamente si incontrano la caserma abbandonata della Guardia di Finanza, il rifugio “Baitin dul Saraca”, (anch’esso privato) quindi i resti dell’edificio dei bagni. Il ritorno avviene lungo lo stesso tragitto.

altre annotazioni:
I Bagni di Craveggia sono situati nei pressi della linea di confine tra l’Italia, a cui appartiene tutta l’alta valle, e la Svizzera, da cui proviene l’unica strada che raggiunge la località. Il confine, che in questa zona non segue linee naturali come creste o torrenti ma divide la valle trasversalmente, fu definito da un trattato internazionale siglato nel 1806 nell’Oratorio adiacente la costruzione dei bagni, come conseguenza dell’abbandono da parte dei Ticinesi dei pascoli alti, acquisiti in vario modo dai Vigezzini già a partire dal basso medioevo. La località termale, già anticamente nota, fu sfruttata per via delle proprietà terapeutiche dell’acqua fino al 1951, quando l’albergo fu distrutto da una valanga. Sia i resti dell’edificio dei bagni che l’Oratorio dei SS. Giacomo e Cristoforo sono attualmente oggetto di opere di recupero. La località è ancora saltuariamente frequentata da turisti soprattutto tedeschi ed elvetici, mentre gli escursionisti provenienti dall’Italia sono in numero veramente esiguo.