Cevedale (Monte) e Zufall Spitze Cresta NE dal Rifugio Casati

difficoltà: PD+ :: [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Varie
quota partenza (m): 2178
quota vetta (m): 3769
dislivello complessivo (m): 1591

copertura rete mobile
tim : 30% di copertura

contributors: ste_6962
ultima revisione: 30/08/10

località partenza: Rifugio dei Forni (Valfurva , SO )

punti appoggio: Rifugio Pizzini m. 2706 (tel. 0342-935513) e Rifugio Casati (tel. 0342-935507)

cartografia: Tabacco foglio 8

bibliografia: Guida dei Monti d'Italia CAI-TCI

accesso:
Da Santa Caterina Valfurva si raggiunge in auto L’Albergo Ghiacciaio dei Forni (nel mese di agosto può essere chiusa, ma esiste un servizio di bus-navetta), dove si lascia l’auto in un grande parcheggio.

note tecniche:
Percorso più impegnativo della via normale, lungo il filo di cresta, e decisamente più divertente ed interessante con tratti di cresta molto aerei e passaggi di misto non banali, altamente consigliabile ! In discesa invece si utilizza la via normale. La salita della cresta Nord richiede sicurezza di piede e abitudine a muoversi su creste di neve a tratti sottili ed aeree, oltre a passaggi su roccia e misto (II/II+) esposti, viene valutata PD+ nella Guida dei Monti d’Italia “Ortles-Cevedale” del CAI-TCI.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio si inizia imboccando la stradina sterrata che procede lungo il lato sinistro della Val Cedec. Il tratto iniziale è abbastanza ripido, supera alcuni tornanti guadagnando presto quota. Poi il percorso si svolge in leggera salita a mezzacosta, in questo tratto in salita è possibile ammirare il Ghiacciaio dei Forni con le imponenti cime che lo sovrastano come il Pizzo Tresero, la Punta San Matteo e il Palon della Mare, oltre ad altre montagne appartenenti alle famosa “Traversata delle Tredici Cime” che dal Tresero sale fino al Cevedale, consentendo di salire per cresta ben 13 cime ! Il cammino prosegue in Val Cedec, dove il sentiero non è mai ripido e faticoso, e con una serie di tornanti si raggiunge il ben visibile Rifugio Pizzini m. 2706 (ore 1,30 dal Rifugio-albergo dei Forni). Dal rifugio si prosegue lungo la stradina sterrata (più malagevole e sconnessa) che nel sale verso destra, e dopo una ventina di minuti giunge alla stazione della teleferica per il trasporto di materiali al Rifugio Casati. Da qui, camminando per detriti oppure su nevai (a seconda del periodo) si guadagna quota salendo verso destra sotto una bastionata rocciosa, fiancheggiando l'imponente Vedretta del Cedec che scende fra le vette del Monte Pasquale e del Cevedale. Si volge poi a sinistra procedendo su un pianoro (spesso innevato), fino ad un ripido pendio detritico (o innevato) che va risalito verso destra (faticoso, con pendenza costante che non si attenua fino al Passo del Cevedale m. 3260, valicato il passo, nel giro di pochi minuti si raggiunge il grande Rifugio Casati m. 3254 e appena sopra è posto il Rifugio Guasti (dipendenza del Casati) (ore 1,30 dal Rifugio Pizzini. Calcolate circa 3,30 ore dal parcheggio dell’Albergo dei Forni al Casati). Dal Rifugio, in pochi minuti si raggiunge il Ghiacciaio (Vedretta del Cevedale) dove si vede bene un ampio pistone che sale verso sinistra. Si segue la traccia che risale i pendii sulla sinistra in direzione della cima NE del Cevedale (Zufall Spitze), fino a raggiungere una zona quasi pianeggiante a d una quota di circa 3500 m. A questo punto abbandonata la traccia della via normale che sale sulla destra verso la vetta del Cevedale, si inizia a traversare sulla nostra sinistra, badando agli eventuali crepacci (è possibile trovare una pista già tracciata), fino a raggiungere la base della cresta NE della Zufall Spitze. A questo punto si inizia a risalire la cresta, tenendosi qualche metro a destra del filo (occhio alle eventuali cornici..!) superando i primi rilievi rocciosi (con passi di I e II su roccia solida) per poi riprendere un ripido tratto nevoso che conduce alla spalla di quota 3700 m. Da qui la cresta diventa più sottile ed aerea, badando alle possibili cornici rivolte a sinistra si raggiunge il tratto roccioso sommitale. Un risalto verticale alto 4-5 metri si può salire direttamente (passi di II+/III) oppure aggirare sulla destra per un esposto traverso su neve e un ripido canalino (50°/55°) che porta ad un piccolo intaglio oltre lo spuntone roccioso (è presente un cordino per l’assicurazione, valutarne bene lo stato prima di utilizzarlo). Altri gradini rocciosi (passi di II) e una sottile cresta nevosa portano infine alle rocce sommitali della Zufall Spitze m. 3757, sormontate da una croce metallica (ore 3 dal Rifugio Casati alla cima). Panorama vastissimo e spettacolare ! Dalla vetta si scende per facili rocce gradinate sul filo di cresta, e poi nuovamente su neve, con un tratto abbastanza aereo ed affilato, aggirando sulla sinistra alcuni roccioni emergenti, si risale brevemente fino a raggiungere l’insellatura di quota 3968 m. (il punto di cresta più basso tra la Zufall Spitze e la cima principale). Qui si ritrova la traccia della via normale che sale dal Rifugio Casati, seguendo la quindi la cresta più larga e facile si raggiunge la vetta principale del Cevedale m. 3769 (ore 0,40/1,00 dalla Zufall Spitze). Sulla vetta, a stagione avanzata emerge il relitto di un piccolo baracchino in legno (residuato della Prima Guerra Mondiale). In totale dal Rifugio Casati alla cima prevedere ore 3,30 / 4,00. Se la giornata e la visibilità è ottima…il panorama che si può ammirare è semplicemente spettacolare !! In discesa si segue la Via Normale del versante NO che riporta al Casati. Dalla vetta si segue a ritroso la traccia fino all’insellatura di quota 3698 m. dove ci si porta a sinistra sul ripido pendio del versante NO (ampio pistone quasi sempre presente) che si scende prima verso sinistra, e poi in diagonale verso destra, superando il crepaccio terminale, si raggiunge la conca pianeggiante sotto le due cime. La pista scende verso sinistra, superando dossi e piccoli avvallamenti e per facili pendii riporta al Rifugio Casati. Dal Casati per il sentiero e/o le tracce già seguite in salita si scende prima al Rifugio Pizzini e poi si rientra all’Albergo dei Forni, dove abbiamo lasciato le auto.

altre annotazioni:
La prima salita nota alla cima più elevata del Cevedale risale al 13 agosto 1864 ad opera del “solito” Jiulius Payer in compagnia di Johann Pingera e Josef Reinstadler lungo la cresta Nord-Est, scavalcando anche la Zufall Spitze prima di raggiungere la vetta principale.