Trento (Punta) da Meire Dacant per il Passo Gallarino

difficoltà: EE   [scala difficoltà]
esposizione prevalente: Est
quota partenza (m): 1640
quota vetta/quota massima (m): 2970
dislivello salita totale (m): 1330

copertura rete mobile
no operato : 0% di copertura

contributors: Andrea81
ultima revisione: 02/07/09

località partenza: Meire Dacant (Oncino , CN )

punti appoggio: Rifugio Alpetto

cartografia: Fraternali 1:25000 n.10 Valle Po, Monviso

accesso:
Da Peasana si risale la Valle Po per alcuni km fino al bivio per Oncino su un ponte a destra. Si raggiunge Oncino e oltrepassatolo dopo alcune centinaia di metri si nota a destra una stradina asfaltata con indicazioni per il Rifugio Alpetto. Si segue questa strada, molto stretta e tortuosa fino al suo termine; gli ultimi 500 m diventa sterrata ma percorribile con qualsiasi auto. Ampio parcheggio nello spiazzo adiacente.

note tecniche:
Escursione con buon sviluppo in ambiente selvaggio, facile fino al Passo Gallarino, poi gli ultimi 200 m di dislivello si svolgono su ripide chine di detriti e su terrazzi erbosi, che comunque in condizioni asciutte non presentano particolari difficollà (EE).
E’ sconsigliabile la salita del canale sud-ovest in quanto oltre alla ripidezza è molto instabile (EE/F). Molto meglio è salire e scendere dal pendio detritico sud, che nonostante l’apparenza è molto più semplice del previsto.
Il periodo migliore è senza dubbio l’inizio autunno per evitare le classiche nebbie estive della zona. Non si trova acqua lungo il percorso.

descrizione itinerario:
Dal parcheggio di Meire Dacant si segue uno dei due sentieri indicati per per il Rifugio Alpetto: uno passa dalle Maire Dacant facendo un giro leggermente più ampio, l’altro è più diretto e risale lungo il corso del torrente attraversando un tratto di boschina un po’ invadente. I sentieri si ricollegano nel pianoro erboso sovrastante. Si percorre il pianoro pianeggiante sino al suo termine, dove una passerella in legno consente l’attraversamento del torrente, e ci si sposta sulla sinistra idrografica. Si sale in direzione nord, per prati (in caso di erba alta il sentiero non è molto evidente), e poi superato un canale artificiale in cui scorre l’acqua, si inizia a compiere un lungo traverso ascendente verso la parte alta del vallone. Ben visibile la cascata nei pressi della quale, più in alto, c’è il punto di accesso per il vallone superiore. Si segue il sentiero ora ben evidente, compiendo alcune serpentine e poi un nuovo traverso per arrivare sotto il promontorio a destra della cascata. Qui si affrontano numerosi tornanti, fino a che si svalica entrando nella bellissima conca sottostante il Rifugio Alpetto (che non si vede ancora). Si attraversa il pianoro sulla destra, e poi con un semicerchio verso sinistra, si arriva al Rifugio Alpetto 2268 m dopo aver attraversato un ponte in pietre. Dal rifugio si prosegue sulla traccia a mezza costa a monte del Lago Alpetto, seguendo le indicazioni per il Passo Gallarino. Al termine del traverso si prosegue a destra, si attraversa un altro ripiano solcato da molti ruscelli, e si prosegue salendo a fianco del torrente con cascatelle. Si continua fino ad incontrare il bivio per il Rifugio Quintino Sella, che si tralascia per continuare a sinistra sull’altro sentiero. Si dovrà risalire tutto il vallone che si apre davanti, in direzione sud, sino all’intaglio visibile a destra che è il Passo Gallarino. Il sentiero è molto ben segnalato, e anche con nevai residui si può intuire dove passare (non vi è percorso obbligato). A 100 m dal passo si incrocia il sentiero che preoviene dal Rifugio Sella. Raggiunto il Passo Gallarino 2727 m, si continua a destra per il Passo di San Chiaffredo, con percorso ondulato a mezza costa, toccando rapidamente il il passo 2762 m.
A questo punto ci sono tre possibilità per salire in cima
1.salita dal pendio-canalone Sud (scelta consigliata EE)
si prosegue salendo la pietraia puntando a est/nord est, per aggirare la crestina sud ed entrare nel vasto pendio di pietrame rivolto in pieno sud. Lo si sale inizialmente al centro, sfruttando le zone con pietre più grosse, fino a raggiungere un affioramento roccioso circa a metà dello stesso dove inizia a restringersi diventando una sorta di canale. Qui senza particolari difficoltà si sale costeggiando i vari affioramenti di rocce, salendo per terrazzi di erba e ghiaia, mai esposti e molto agevoli, sino a sbucare su un pendio maggiormente erboso ormai a pochi passi dalla cima; raggiunta la cresta a destra del castelletto roccioso sommitale, lo si risale senza difficoltà sino all’ometto di pietre.
2. endio-canale sud-ovest (molto instabile e franoso, sconsigliato EE/F)
ci si dirige a sinistra, in un valloncello sassoso che conduce, in alto, al Passo di Costarossa e al Colletto Dante. Dopo breve percorso, eccoci ai piedi della parete occidentale dove si risale faticosamente la china di detriti mobili fino ad entrare nel ripido canalino che culmina ad un intaglio poco a sinistra della vetta. Nella parte alta, il canale si stringe notevolmente ma diventa ancora più ripido, prestare attenzione perché ogni pietra grande o piccola si muove (utile casco). Appena possibile conviene spostarsi sulle rocce gradinate del fianco sinistro per agevolare la salita (passaggi di IeII). Infine, eccoci allo stretto intaglio, da cui volgiamo a destra e, seguendo le facili roccette della cresta, si giunge al castelletto sommitale con l’ometto di pietre.
3. crestina sud (EE/F)
si punta direttamente alla crestina sud che separa i due versanti delle opzioni precedenti, la si risale per balze di roccette ed erba, aggirando gli eventuali ostacoli sul lato destro. Ci sono parecchi ometti presenti ad indicare il percorso fino a sbucare in cima.

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